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In quali casi l’ingiuria si considera penale?

A seguito del processo di depenalizzazione, l’ingiuria non è più un reato ed è divenuta un semplice illecito civile. Di conseguenza colui che viene offeso nel suo onore o decoro potrà ottenere soltanto il risarcimento del danno.

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quando l'ingiuria è penale approfondimento avvocatoflash

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1. L’ingiuria

L’ingiuria è un’offesa posta in essere da un soggetto e tendente a rovinare l’onore o il decoro di una persona presente, in assenza di terze persone.

Per onore si intende l’insieme delle qualità morali che determinano il valore di una persona. Si tratta in altri termini della reputazione, della considerazione che gli altri hanno di una determinata persona.

Per decoro si intende invece l’insieme dei valori che connotano la dignità di una persona. È quindi il rispetto di cui è degno ciascun individuo.

Dunque, l’ingiuria, è concerne sia la dignità personale che sociale dell’individuo.

L’offesa caratteristica dell’illecito può avvenire in qualunque modo e in qualunque luogo, sia durante una conversazione, sia telefonicamente o telegraficamente, sia per email o messaggio, sia, infine, con scritti o disegni.

L’autore dell’illecito potrebbe essere chiunque, così come anche la vittima potrebbe essere qualunque persona fisica o giuridica, quindi anche associazioni, comitati, organizzazioni, comunità religiose. La legge tutela perfino le persone incapaci, in quanto ritiene punibile il semplice fatto che l’offesa venga formulata, non anche che l’offesa venga compresa dalla vittima.

Accanto all’ingiuria esiste anche l’ingiuria aggravata che si ha quando l’offesa viene effettuata da una persona in presenza sia della vittima, sia di altre persone.

1.1 Risarcimento del danno

Per ottenere il risarcimento è necessario provare l’offesa subìta, ma questo ha generato grosse difficoltà da quando il reato di ingiuria è stato depenalizzato. Prima, nel processo penale, la vittima poteva testimoniare in suo favore, adesso che il processo si svolge solo in sede civile invece, la testimonianza dovrà necessariamente essere fornita da un terzo.

Ma poiché l’ingiuria è un’offesa che si consuma in assenza di terze persone, sarà quasi impossibile ottenere un risarcimento.

L’unico rimedio per ovviare all’inconveniente sarebbe registrare la conversazione, ma la cosa risulta molto difficoltosa. In primo luogo, perché nessuno va in giro con un registratore a registrare le conversazioni. In secondo luogo, perché ci sono dei luoghi in cui le registrazioni sono vietate senza il consenso della persona intercettata (ad esempio, la casa della persona che offende e gli altri luoghi di privata dimora).

Per ottenere il risarcimento è necessario rivolgersi ad un avvocato affinché inizi una causa per ottenere il risarcimento del danno di natura extracontrattuale.

Il risarcimento consiste nel pagamento a carico dell’autore dell’offesa di un indennizzo a favore del danneggiato e di una multa del valore variabile a favore dello Stato. La misura del risarcimento è stabilita in via equitativa dal giudice, tenendo conto dell’entità dell’offesa e del pregiudizio arrecato alla vittima.

L’importo della multa viene determinato sulla base di una serie di fattori:

  • gravità della violazione;
  • reiterazione dell’illecito;
  • arricchimento personale del soggetto responsabile;
  • comportamento dell’agente per l’eliminazione o la riduzione delle conseguenze dell’illecito (es. il responsabile potrebbe dire di aver risposto ad un’offesa della controparte o di aver agito in un momento d’ira in relazione al comportamento altrui in modo da poter beneficiare dell’esimente);
  • personalità dell’agente;
  • condizioni economiche dell’agente: a questo proposito il giudice può decidere, tenuto conto delle condizioni economiche del danneggiante il pagamento a rate (da 2 a 8) della multa, ciascuna non inferiore a 50 euro.

La relativa causa si svolge davanti al giudice di pace per le cause di valore non superiore a 5000 euro. Per quelle di valore superiore, sarà competente a decidere il Tribunale territorialmente competente. In caso di decesso dell’autore dell’offesa, l’obbligo di pagare la sanzione pecuniaria non viene trasmesso agli eredi, ma sugli stessi incombe comunque il pagamento del risarcimento del danno, salvo che gli eredi abbiano rifiutato l’eredità.

Discorso diverso vale per l’ingiuria aggravata: la presenza di terze persone rende tutte loro possibili testimoni in favore della vittima. Quindi l’ingiuria aggravata resta sostanzialmente l’unica ipotesi di ingiuria facilmente punibile.

L’ingiuria si prescrive in 5 anni.

Fonti normative

Art. 594 c.p.

Cass. sent. n. 34599/2008

D.lgs. n. 7 del 15.01.2016

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