Nell’era informatica, l’introduzione della marca da bollo digitale persegue lo scopo di migliorare il rapporto tra le amministrazioni pubbliche ed i cittadini per le istanze soggette al bollo. Vediamo come funziona.

marca da bollo digitale

1. La marca da bollo digitale

L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema della digitalizzazione e, più precisamente, l’acquisto della marca digitale.

La marca digitale, non è altro che la versione elettronica della classica marca da bollo cartacea, usata per gli atti rivolti alle pubbliche amministrazioni.

Difatti, nell’ottica di dare impulso alla digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, volta a semplificare l’apparato burocratico rendendo più veloce ed efficiente il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, è stato introdotto il servizio @e.bollo, che consente il pagamento dell’imposta di bollo in forma digitale sulle pratiche ed atti, per i quali il versamento è obbligatorio per legge.

Il Servizio @e.bollo consente tramite un sistema dei pagamenti elettronici denominato pagoPA, di versare l’imposta di bollo con modalità telematiche per i documenti rivolti alla pubblica amministrazione.

L’acquisto online, viene effettuato collegandosi al sito istituzionale della pubblica amministrazione interessata, che a seguito dell’identificazione, indirizza il cittadino al sito dell'intermediario, definito Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP), convenzionato con l’Agenzia dell’Entrate. Un’altra opzione sarebbe quella di collegarsi direttamente al sito dell’intermediario e, successivamente, inviare telematicamente alla pubblica amministrazione il documento informatico associato alla marca da bollo.

Il primo intermediario abilitato per la composizione e pagamento della marca da bollo digitale è per ora l’Istituto di Pagamento del sistema camerale, tramite cui è possibile acquistare la marca da bollo digitale. Oltre all’istituto in questione, saranno poi abilitati anche istituti bancari e la posta.

2. L’acquisto della marca da bollo digitale

Per l’acquisto della marca da bollo digitale, l’intermediario abilitato predispone un collegamento telematico che consente all’interessato di acquisire il bollo digitale, identificato da un proprio codice, che viene associato al documento da inviare provvisto di bollo alla pubblica amministrazione, corredato da un’impronta che identifica la provenienza del documento dal soggetto richiedente. Al termine, l’interessato, ottiene la ricevuta di pagamento da associare al documento rivolto all’ente pubblico.

È possibile distinguere due diverse modalità per la creazione del bollo in forma digitale:

1) Documenti telematici, rilasciati dalle pubbliche amministrazioni.

In tal caso, l’interessato, che deve acquisire un documento dalla P.A., a cui va applicata la marca da bollo digitale, deve collegarsi al sito dell’amministrazione interessata ed effettuare il login necessario alla sua identificazione, scegliendo fra gli operatori che permettono l’acquisto della marca da bollo digitale il Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP),  - per ora, il solo Istituto di Pagamento del sistema camerale -  con cui effettuare l'operazione.

A seguito della scelta, il sistema informatico dell’amministrazione interessata, lo guida al sito dell’intermediario, dove sono disponibili l’impronta del documento ed il costo della marca digitale con il codice identificativo.

Effettuato il pagamento, l’interessato, ottiene la ricevuta di pagamento connessa al documento destinato alla P.A., per poi venire reindirizzato al sito dell’ente per completare le operazioni relative alla presentazione del documento.

2) Documenti in possesso dell’interessato, da inviare alle pubbliche amministrazioni telematicamente

Qualora l’interessato disponga del documento, che va rivolto alla P.A., può collegarsi direttamente al sito dell’intermediario per acquistare la marca da bollo digitale per inviare, all’ente pubblico, il documento informatico connesso alla marca digitale.

Attraverso il sistema telematico previsto dall’intermediario, l’interessato dapprima ottiene un’impronta del documento, scaricando a tal fine, l’applicazione necessaria a creare l’impronta che identificherà il documento da presentare bollato all’ente pubblico.

Tramite l’applicazione, si collega al sito dell’intermediario, inviando a quest’ultimo l’impronta del documento ed il valore della marca da acquistare.

L’intermediario predispone la ricevuta relativa al documento, creando la marca da bollo digitale e provvedendo ad unire il codice che identifica la marca digitale con l’impronta relativa al documento da bollare permettendo quindi all’interessato di ottenerla.

Quest’ultimo provvede al pagamento della marca da bollo digitale e ne effettua il download al fine di inviare telematicamente, all’amministrazione interessata, il documento corredato dall'impronta e dalla marca da bollo stessa.

3. Quando bisogna versare l’imposta di bollo sugli atti della Pubblica Amministrazione

Il pagamento dell’imposta di bollo, sugli atti rilasciati dalla Pubblica Amministrazione, è obbligatorio nei casi previsti dall’Allegato A del D.P.R. n. 642 del 1972 contenente la disciplina relativa all’imposta di bollo medesima.

Tale allegato, prescrive che deve essere assolto il pagamento dell’imposta di bollo, nella misura di Euro 16, innanzitutto, nel caso in cui si tratti di:

1. ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica;

2. istanze o ricorsi indirizzati agli organi amministrativi nazionali oppure agli organi amministrativi locali (Regioni, Comuni, ecc.);

3. richieste rivolte agli enti pubblici per ottenere l'emanazione di un provvedimento amministrativo o il rilascio di certificati, estratti, copie di informazioni contenute nei pubblici registri.

L’ultimo caso, è il più frequente per il cittadino, si pensi infatti, alle richieste rivolte all’istituzione locale interessata, per ottenere il rilascio:

  • del certificato di residenza;
  • del certificato sullo stato di famiglia;
  • del permesso di soggiorno;
  • per il rilascio o rinnovo della patente.

Tuttavia, è importante specificare, che l’imposta di bollo su certificati o copie, relative ad informazioni contenute nei pubblici registri, è dovuta soltanto qualora tali atti sono destinati ad uso privato.

L’uso privato, significa, che il documento o la copia, richiesta dal cittadino, è diretta a regolamentare rapporti tra due o più cittadini ovvero tra il cittadino richiedente ed un ente privato (si pensi ad esempio alla documentazione richiesta da un istituto di credito per la concessione di un mutuo).

Nei rapporti con la pubblica Amministrazione, invece non si applica l’imposta di bollo, dal momento che in tal caso, l’organo istituzionale pubblico, a cui il cittadino si rivolge, è obbligato ad accettare – in sostituzione del certificato – una dichiarazione sostitutiva, compilata direttamente dal cittadino medesimo, ossia l’autocertificazione. In secondo luogo, è previsto il pagamento dell’imposta di bollo, in misura fissa, pari ad Euro 16, nel caso in cui si tratti:

1. note di trascrizione o di rinnovazione, dirette alla Conservatoria dei Registri Immobiliare oppure presso i registri navale, aeronautico o automobilistico;

2. atti notori o per le pubblicazioni di matrimonio;

3. certificati di successione relativi alle dichiarazioni di successione relative ad immobili ed a diritti reali immobiliari (il bollo dovuto è pari a 85 Euro)

È prevista, l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo, per gli atti e documenti, rilasciati dalla Pubblica Amministrazione, qualora essi siano necessari nei procedimenti giurisdizionali o amministrativi, che riguardino controversie.

  • In materia di assicurazioni sociali e assegni famigliari;
  • in materia di rapporti di lavoro;
  • in materia di pensioni dirette o di reversibilità.

L’esenzione, inoltre, si applica anche per gli atti o documenti, relativi:

a) all’accertamento o riscossione dei tributi;

b) per le domande volte ad ottenere sussidi;

c) certificati anagrafici richiesti da società sportive, su richiesta della Federazione di appartenenza;

d) domande volte ad ottenere il riconoscimento e il pagamento della pensione o del TFR;

e) domande relative all’iscrizione nelle liste di collocamento;

f) domande per l’ammissione alle scuole dell’obbligo oppure presso gli asili comunali.

4. Come pagare marche da bollo con PagoPA?

Il Servizio @e.bollo consente tramite, un sistema dei pagamenti elettronici, denominato, PagoPA, di versare l’imposta di bollo con modalità telematiche, per i documenti rivolti alla pubblica amministrazione.

L’acquisto online, viene effettuato collegandosi, al sito istituzionale della pubblica amministrazione interessata, che a seguito dell’identificazione, indirizza, il cittadino al sito dell'intermediario, definito, Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP), convenzionato con l’Agenzia dell’Entrate, oppure collegandosi direttamente al sito dell’intermediario, e successivamente, inviando telematicamente, alla pubblica amministrazione, il documento informatico associato alla marca da bollo.

Le pubbliche Amministrazioni, i gestori di pubblici servizi e le società a controllo pubblico (eccetto le società quotate in borsa) hanno l'obbligo di aderire al sistema di pagamento PagoPA. Ciò nell’ottica di snellire il procedimento burocratico e consentire ai cittadini di assolvere all’imposta di bollo, in maniera smart, veloce e con mezzi di pagamento sicuri e certificati.

Il cittadino, quindi, quando deve versare l’imposta di bollo, può procedere al suo pagamento, collegandosi direttamente al sito istituzionale dell’ente in questione (anche tramite APP, ove disponibile) oppure utilizzando i canali telematici o fisici messi a disposizione dalle diverse Banche aderenti e dagli uffici di Poste Italiane S.p.A.

In alternativa, è sempre possibile rivolgersi ai Prestatori di servizi di Pagamento (PSP) che hanno la Convenzione per il servizio @e.bollo, con l’Agenzia delle Entrate.

Tra questi rientrano (clicca qui per l’elenco completo) tra gli altri:

  • ADMIRAL PAY
  • American Express
  • ICONTO;
  • IPAGOO;
  • Satispay;
  • Sisal Group;
  • SPEEDYMONEY

Fonti Normative

- Decreto del Presidente della Repubblica, n. 642 del 26 ottobre 1972: Disciplina dell'imposta di bollo.

- Decreto Legislativo n. 82 del 7 marzo 2005: Codice dell'Amministrazione Digitale.

Avvocato Roberto Ruocco
Roberto Ruocco

Mi chiamo Roberto Ruocco, ho conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza, presso l'Università degli Studi di Salerno, nell'anno 2013. Successivamente ho svolto il Praticantato Forense, presso uno studio legale, attivo in tutta la ...