Vediamo, più nello specifico, come viene suddivisa l’eredità senza testamento.

eredità senza testamento

1. Eredità senza testamento: cosa succede?

L’art. 456 del Codice Civile stabilisce che la successione si apre alla morte del de cuius e nel luogo del suo ultimo domicilio. 

Il procedimento successorio continua, poi, con la “vocazione” e la “delazione”, ovvero la designazione dei soggetti che saranno chiamati a succedere e la chiamata vera e propria all’eredità. 

Questo processo, in caso di testamento, avviene secondo la volontà del de cuius (a patto che si rispettino i diritti dei legittimari), in mancanza di una volontà scritta, invece, avviene secondo legge.

Della particolare circostanza in cui un soggetto muoia senza aver redatto alcun testamento, si occupano gli artt. 457 e seguenti del Codice Civile prevedendo quella che viene definita, dal Legislatore, “successione legittima”.

Invero, la successione legittima non si applica solo nel caso in cui il defunto lasci un’eredità senza testamento, ma anche nel caso in cui, ad esempio, il testamento esista ma disponga di una sola parte dell’eredità oppure nel caso in cui, per qualsiasi motivo, il testamento risulti illegittimo o viziato e venga, pertanto, privato della sua efficacia attraverso una pronuncia di annullamento o di nullità.

Anche in casi come questi, al fine di dividere la restante parte dei beni del de cuius, si applicheranno le norme della successione legittima, le quali prevedono, in particolare, come e tra chi venga suddivisa l’eredità in caso di assenza di un testamento.

2. Eredità senza testamento: quale ordine si segue tra i parenti?

Come detto, in caso di eredità senza testamento o con testamento parziale (cioè che non dispone di tutto il patrimonio del de cuius), si apre la successione legittima.
In primo luogo, è utile chiarirlo, nella successione legittima possono essere eredi solo le persone fisiche che siano nate o almeno concepite al momento dell’apertura della successione; il bene tutelato dall’ordinamento attraverso tale istituto è, infatti, quello del vincolo familiare.

Sotto il profilo dei soggetti chiamati all’eredità senza testamento, invece, l’art. 565 del Codice Civile, stabilisce che essi sono il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali entro il sesto grado e lo Stato.
 

Le categorie così richiamate sono suddivise in tre ordini successivi:

  • genitori e figli;
  • ascendenti, fratelli e sorelle;
  • parenti collaterali dal terzo al sesto grado.

E’, inoltre, importante specificare che con la L. 219/2012 sono stati equiparati i figli naturali e legittimi, i quali sono chiamati all’eredità in egual modo, così come il partner dell’unione civile dello stesso sesso, grazie al richiamo della Legge Cirinnà (art. 1, comma 21, L. 76/2016), che estende a tali coppie la disciplina delle successioni.

Restano esclusi, invece, i conviventi di fatto ai quali non sono riconosciuti diritti successori ad eccezione del subentro nel contratto di locazione e il diritto di abitare nella casa comune di residenza, al contrario il coniuge separato è equiparato a quello ancora coniugato almeno fino alla pronuncia di una sentenza di divorzio.
I tre ordini sopra indicati sono di grande rilevanza in quanto il grado prossimo esclude il meno prossimo, mentre il coniuge sopravvissuto concorre con i primi due ordini ed esclude il terzo.
 
Ma vediamo, più nello specifico, come viene suddivisa l’eredità senza testamento.

3. Eredità senza testamento: la guida alla successione legittima

Quando al de cuius sopravvive il coniuge possono aprirsi diverse possibilità:
  • se il coniuge è da solo, cioè non concorre né con figli, né con ascendenti, fratelli o sorelle del defunto, l’eredità sarà trasmessa interamente a lui/lei;
  • se, invece, il coniuge concorre coi figli dipenderà dal numero di questi. In caso di concorso con un solo figlio, il coniuge erediterà metà dell’asse patrimoniale, in caso di più figli 1/3 dello stesso;
  • se, invece, il coniuge non concorre coi figli, ma con ascendenti, fratelli o sorelle del defunto, acquisirà i 2/3 del patrimonio;

Di conseguenza, quando il de cuius lascia dei figli, si aprono le seguenti possibilità:

  • se il figlio è unico erede acquisirà tutto il patrimonio;
  • se il figlio è unico, ma concorre col coniuge sopravvissuto andrà a ciascuno di essi la metà del patrimonio;
  • se i figli sono più di uno, invece, in assenza del coniuge sopravvissuto divideranno l’eredità in parti eguali;
  • se concorrono col coniuge divideranno tra loro i due terzi dell’eredità.

Quanto ai genitori, ascendenti, fratelli e sorelle del defunto, questi sono chiamati alla successione solo in assenza di figli del de cuius.

  • se succedono i genitori, o uno solo di essi, da soli gli viene devoluto l’intero patrimonio;
  • se i genitori concorrono col solo coniuge, ad essi spetta un terzo dell’eredità;
  • se i genitori concorrono con fratelli e/o sorelle del de cuius, ai primi viene devoluta la metà dell’eredità e il resto è diviso in parti uguali;
  • se sono chiamati i fratelli e/o le sorelle del defunto da soli, questi ereditano l’intero patrimonio in parti uguali (se sono germani, ovvero nati dagli stessi genitori, altrimenti la quota spettante sarà la metà);
  • se fratelli /sorelle concorrono coi genitori, questi ultimi hanno diritto alla metà del patrimonio e il resto viene diviso in parti uguali;
  • se fratelli /sorelle concorrono con il coniuge, spetta ad essi un terzo del patrimonio;
  • se fratelli /sorelle concorrono con coniuge e ascendenti, ad essi spetta un terzo del patrimonio diviso in parti uguali, ma agli ascendenti è comunque riservato un quarto di tale quota.

Gli ascendenti, invece, succedono solo in assenza dei figli e dei genitori del defunto. In questo caso, se sono i soli successibili, metà del patrimonio sarà ereditato dagli ascendenti della linea paterna e l’altra metà dagli ascendenti della linea materna.

4. Eredità senza testamento: cosa accade a oro, gioielli e preziosi?

Come il resto del patrimonio anche questi dovranno essere valutati, per avere coscienza del loro effettivo valore, ed andranno divisi secondo le medesime quote viste in precedenza, anche con dei conguagli in denaro dai successori. In alternativa, potranno essere venduti per poi procedere alla suddivisione delle somme ottenute.

5. Eredità senza testamento: e lo Stato?

In base all’art. 586 del Codice Civile, infine, laddove non sussistano altri soggetti che possano o vogliano reclamare l’eredità, lo Stato può acquisire i beni del de cuius di cittadinanza italiana.
 
Tale acquisto avviene di diritto, il che significa che non serve alcuna accettazione da parte dello Stato che non può rinunciare e che non risponde dei debiti ereditari oltre il valore dei beni acquisiti.
 
Tale meccanismo risponde ad una garanzia generale: l’ordinamento non può permettere che ci siano patrimoni privi gestione, per un più generale principio di tutela della certezza dei rapporti giuridici.

 
Emanuela Meloni
 

Fonti normative:


- Codice Civile: articoli 456 e seguenti.
- Legge 20 maggio 2016, n. 76: legge sull’unione civile.
- Legge 10 dicembre 2012, n. 219 sulla filiazione.

 

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