Negli ultimi anni e specie da quando è scoppiata l’emergenza covid-19 i cittadini hanno fatto sempre maggiore ricorso agli acquisti on-line.

Tale formula di acquisto, tuttavia, non è esente da insidie, posto che può ben accadere di incorrere in truffe messe in atto dai venditori nei confronti degli acquirenti. Questi ultimi hanno a disposizione, tuttavia, una serie di modalità da esperire per proporre reclamo in occasione di tali evenienze. Oltre al tentativo di contattare direttamente il venditore, strumento ad hoc è previsto per tutti i cittadini dell’Unione Europea, la quale ha predisposto un servizio completamente gratuito di risoluzione delle controversie da effettuarsi on-line.

Reclami per gli acquisti online

In alternativa ad esso generalmente i consumatori possono ipotizzare anche di consultare e farsi affiancare da una delle molteplici associazioni dei consumatori operanti sul territorio nazionale. Per quanto concerne la prima delle modalità enunciate si tratta di uno strumento mediante il quale cercare di trovare una soluzione stragiudiziale ed alla quale possono fare ricorso i cittadini dell’U.E. avverso i commercianti che abbiano parimenti sede nell’Unione Europea ovvero anche dalle aziende qualora a non aver rispettato il contratto stipulato sia stato l’acquirente.

L’iter in questo caso si avvia qualora il reclamo proposto dall’acquirente direttamente nei confronti dell’azienda non trovi accoglimento da parte di quest’ultima, con la conseguenza che il consumatore potrà optare per la scelta di un organismo certificato per la risoluzione della controversia tra quelli disponibili.

Detto strumento non necessita dell’intervento di un legale che affianchi il consumatore, assume carattere di completa gratuità e costituisce un tentativo di risoluzione bonaria della questione controversa, al fine di evitare di ricorrere alla strada giudiziale. Altro aspetto caratterizzante è la possibilità di adire agli organismi suddetti mediante accesso alla pagina web all’uopo predisposta sul sito della Commissione Europea e seguendo la procedura di compilazione guidata al questo link. Ove, tuttavia, nemmeno il percorso stragiudiziale cui si è appena fatto cenno sortisca l’esito sperato, potrebbe essere necessario farsi assistere da un avvocato specializzato in materia di tutela dei consumatori.

A tal proposito, come si è anticipato poco sopra ci si può rivolgere a un libero professionista ovvero ad una delle tante associazioni dei consumatori, la quale indicherà uno dei legali esperti in materia. In tale caso, il reclamo predisposto dovrà essere inviato mediante plico raccomandato con ricevuta di ritorno presso la sede legale del sito di e-commerce, avendo cura di indicare nella lettera gli esatti motivi che hanno spinto alla proposizione del ricorso nonché, a causa di nullità, l’indicazione della sede della società.

La presentazione di tale reclamo costituisce il primo passo per la fase successiva, costituita dall’esperimento del tentativo di conciliazione, che potrebbe contrarre i tempi necessari per giungere ad una soluzione e evitare di dover procedere in giudizio. Tra le diverse possibilità che si prospettano vi è quella di richiedere che la mediazione venga affidata al c.d. Centro Tutela Consumatori Utenti. Ove anche il tentativo di conciliazione fallisca il consumatore potrà sempre optare per l’avvio dell’iter giudiziale, instaurando un processo civile ordinario dinnanzi al giudice competente.