In base a una statistica dell’Unione Nazionale Consumatori il settore con il maggior numero di segnalazioni è quello della telefonia ed internet.

Ad oggi abbiamo una vasta varietà di operatori telefonici tra cui Fastweb, Wind, Tiscali, Telecom Italia e molte altre, ma a prescindere dall’operatore le motivazioni che possono spingere l’utente a sporgere un reclamo per un gestore possono essere a causa del malfunzionamento della rete, difficoltà a passare a un nuovo operatore, errori di fatturazione, ecc. In tali circostanze è preferibile risolvere la questione in modo “amichevole” interagendo direttamente con il gestore ma se ciò risulta impossibile o comunque non si arriva a soluzione, si può procedere con la procedura del reclamo.

Come denunciare un disservizio della linea Internet

La prima cosa da fare è inviare il reclamo in forma scritta preferibilmente tramite raccomandata A/R e la compagnia telefonica deve rispondere al massimo entro 45 giorni. Nell’ipotesi in cui il reclamo viene accolto la compagnia deve indicare le modalità con cui intende risolvere il problema. Mentre nel caso c’è il rigetto del reclamo la compagnia deve indicare gli accertamenti effettuati e i motivi del diniego.

Ovviamente in entrambi le ipotesi il tutto deve avvenire in forma scritta. Ma soffermandomi sulla seconda ipotesi, quindi, nel caso in cui il reclamo non produce alcuna risposta o l’intervento della compagnia risulta inefficace, si deve procedere al tentativo di conciliazione. Una procedura resa obbligatoria e stabilita dal Co.re.com, il Comitato regionale per le comunicazioni, un organo che comunque non si trova in tutte le regioni italiane. Per sapere se quest’organo è presente nella propria regione si può consultare il sito web www.corecomitalia.it, diversamente ci si può rivolgere all’Agcom o alla Camera di Commercio. Il tentativo di conciliazione è una procedura che si utilizza prima di ricorrere al giudice ordinario.

Per esperire questa procedura è possibile rivolgersi al Co.Re.Com, chiedere alla Camera di Commercio, avvalersi degli Organismi di conciliazione in materia di consumo o ricorrere alle Commissioni paritetiche di conciliazione. Dalla procedura di conciliazione si possono avere tre tipologie di soluzioni: negativa, positiva o nulla. Si è davanti a una soluzione nulla quando non si presenta una delle parti coinvolte. Mentre si ha una soluzione positiva quando si raggiunge un accordo o nel caso non viene raggiunto si è davanti a una soluzione negativa, per la quale si può ricorrere all’Autorità giudiziaria o si può chiedere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di risolvere la lite.

Ovviamente ciò è possibile se non sono decorsi più di sei mesi dalla conclusione del tentativo di conciliazione e se non ci si è ancora rivolti all’Autorità giudiziaria. Un aspetto da sottolineare è che, durante l’iter di conciliazione o comunque durante tutto il processo di risoluzione della controversia, è possibile tutelarsi da ulteriori disservizi o comportamenti scorretti da parte del gestore, come l’interruzione improvvisa del servizio, chiedendo al Co.Re.Com o all’Agcom di fare la procedura dei provvedimenti temporanei. Per usufruire di questa ulteriore tutela si deve compilare e consegnare l’apposita domanda, scaricandola dal sito Agcom e allegando anche una copia dell’istanza di conciliazione già presentata.