Ti inviamo in poche ore preventivi di avvocati specializzati

Raccontaci il tuo caso

Ricevi tre preventivi gratuiti

Scegli l'avvocato per te

Hai bisogno di un Avvocato?

Descrivi il tuo caso

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

I vantaggi di AvvocatoFlash

+4.000 avvocati in tutta Italia

Solo avvocati qualificati

+12.000 persone assisite nel 2018

Come comportarsi se l’INPS richiede indietro dei soldi?

I motivi per i quali l’INPS potrebbe chiedere indietro dei soldi possono essere di varia natura e attenere a sfere diverse. In alcuni casi la richiesta è legittima in altri no. Vediamo le singole situazioni e spieghiamo come comportarsi in questi casi.

< Diritto Tributario e Fiscale   # Inps  

restituzione del denaro all'inps approfondimento avvocatoflash

1. Restituzioni di denaro all’INPS

La legge consente all’INPS di ricalcolare in qualunque momento gli importi spettanti ad una determinata persona e confrontarli con quelli effettivamente corrisposti. Da questo confronto potrebbe emergere che un soggetto abbia percepito un importo superiore a quello che gli spettava, ma questo non dà automaticamente il diritto di riacquisire le maggiori somme.

In altri termini l’INPS non può richiedere indietro i soldi quando l’errore di calcolo sia dipeso da un errore di un suo funzionario: in questi casi al massimo potrebbe agire contro il funzionario in presenza di dolo o colpa grave di questi.

Può invece richiedere indietro i soldi quando l’errato calcolo sia dipeso dal dolo del soggetto (ad esempio, quando un soggetto non ha dichiarato maggiori redditi percepiti, ha dichiarato maggiori familiari a carico, non ha aggiornato la situazione del coniuge che ha trovato nel frattempo un’occupazione). 

Sussiste il dolo anche quando l’errore dell’INPS non sia dipeso da omesse o mendaci dichiarazioni del soggetto, ma c’è la certezza che quest’ultimo si sia reso conto dell’errore e non l’abbia denunciato (ad esempio, un soggetto percepisce una pensione troppo elevata rispetto al reddito che percepiva prima di andare in pensione).

In presenza del dolo l’INPS può richiedere indietro i soldi entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello nel quale sono state erogate le maggiori somme non dovute. Trascorso questo termine, le maggiori somme versate diventano irripetibili.

Solo in caso di omessa dichiarazione dei redditi da parte di un soggetto, il termine per il recupero delle somme dovute è quello del termine di prescrizione ordinario di 10 anni. Un’eccezione al termine decennale è quello di 5 anni per la richiesta contributiva e cioè la richiesta del pagamento per contributi non versati.

Quindi l’INPS può richiedere i soldi in presenza delle seguenti condizioni:

  • il pagamento delle somme eccedenti sia stato eseguito in forza di un provvedimento formale e definitivo;
  • il provvedimento è stato comunicato all’interessato;
  • l’errore non è addebitabile all’INPS.

Dunque, li può richiedere soltanto nel caso in cui si accorga che la somma sia stata versata in mancanza dei requisiti per ricevere la prestazione e cioè quando:

  • le prestazioni erano incumulabili o incompatibili con altre prestazioni;
  • le prestazioni non erano dovute in base ai limiti reddituali;
  • le prestazioni sono state erogate dopo il decesso del pensionato;
  • le prestazioni erano incumulabili con i redditi di lavoro;
  • le prestazioni relative all’assegno di invalidità non erano dovute per mancanza dei requisiti previsti dalla legge.

2. Restituzioni di denaro per l’assegno di disoccupazione

L’INPS può richiedere indietro le prestazioni relative alla NASPI (assegno di disoccupazione) quando:

  • si perde lo status di disoccupato e non lo si dichiara tempestivamente;
  • si avvia un’attività lavorativa subordinata autonoma senza dichiarare i redditi annui percepiti;
  • si raggiunge nel frattempo l’età pensionabile;
  • si acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità;
  • il lavoratore si rifiuta di partecipare alle iniziative di politica attiva proposte dai CPI;
  • il lavoratore non accetta le offerte di lavoro coerenti con le sue competenze e che si svolgono entro 50 Km dal luogo di residenza o che siano comunque raggiungibili in massimo 80 minuti con i mezzi pubblici.

Le somme da restituire sono solo quelle illegittimamente percepite e quindi quelle percepite dopo il verificarsi della situazione ostativa alla loro fruizione.

3. Ricorso avverso al provvedimento dell’INPS

Prima di proporre un ricorso è necessario effettuare degli accertamenti preliminari:

  • in primo luogo, è necessario accertare se la restituzione dei maggiori importi richiesti dall’INPS siano effettivamente veri;
  • In secondo luogo, bisogna vedere se siano nel frattempo intervenute prescrizioni che rendono la richiesta dell’INPS irripetibile;
  • Infine, bisogna valutare le motivazioni fornite dall’INPS per richiedere la data somma di denaro.

Se, all’esito di questi accertamenti, le richieste dell’INPS risultino illegittime, il soggetto che ha ricevuto la comunicazione deve instaurare un ricorso amministrativo preliminare e procedere con un’azione giudiziaria contro l’INPS.

Se il ricorso non va a buon fine (ad esempio in caso di riscontro negativo o di silenzio diniego) è possibile fare causa all’INPS.

Per fare questo è necessario affidarsi ad un avvocato specializzato in materia previdenziale.

Fonti normative

Cass. sent. n. 482/2017

Art. 13 legge 412/1991

Art. 52 legge n. 88/1989

Ti è arrivata una raccomandata dell’INPS nella quale si chiede la restituzione di denaro ma non sai se la richiesta sia legittima? Vuoi sapere se sia già trascorso il termine di prescrizione? Vuoi proporre un ricorso ed hai bisogno di un avvocato esperto in diritto previdenziale? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori&avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.


AvvocatoFlash.it

Hai bisogno di un Avvocato?

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

Richiedi Preventivi Gratis