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Come funziona quota 100?

A partire da aprile 2019, il cittadino con almeno 38 anni di contributi e un’età minima di 62 anni potrà decidere di andare in pensione, in armonia con quanto disposto dal decreto legge n. 4 del 2019, allo stato in fase di conversione in legge.

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quota 100 approfondimento avvocatoflash

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1. Cosa è la pensione quota 100

La pensione quota 100 è una forma di pensione anticipata a cui potranno accedere tutti i lavoratori che abbiano compiuto almeno 62 anni di età e versato almeno 38 anni di contributi. L’espressione quota 100 deriva, appunto, dalla somma tra l’età anagrafica e i contributi.

Da tale breve premessa è evidente come la pensione quota 100 avvantaggi, senza dubbio, coloro che all’entrata in vigore del testo normativo abbiano versato un notevole ammontare di contributi. Rimane impregiudicata, pertanto, la posizione di coloro che vantano pochi contributi, i quali potranno optare per altre forme previdenziali, quali la pensione di vecchiaia.

Tale pensione riguarderà tutti i lavoratori, ad esclusione del personale appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, ivi compresa la gestione separata, facenti capo all’Inps.

Dopo aver visto come funziona la pensione quota 100, è utile dare qualche informazione in merito alla trasmissione della apposita domanda. La domanda di pensione quota 100 potrà essere inoltrata dagli aventi diritto per via telematica, accedendo al portale Inps, ovvero tramite il relativo contact center, o, infine, rivolgendosi agli enti di patronato.

1.1 I requisiti

Vediamo più nel dettaglio come è disciplinata la pensione quota 100 e, in particolare, i requisiti che l’avente diritto deve possedere in maniera congiunta, per poter validamente inoltrare domanda per ottenere la pensione quota 100.

Come anticipato, il lavoratore deve, per prima cosa, aver compiuto almeno 62 anni di età. Questo significa che se una persona ha versato un maggior numero di contributi rispetto a quelli previsti dal decreto, ma possiede un’età inferiore a 62 anni, non potrà accedere al trattamento pensionistico.

Il requisito di età anagrafica rimane immutato e non è in nessun caso adeguato agli incrementi alla speranza di vita.

Da ultimo, deve vantare 38 anni di contributi, a qualsiasi titolo versati (ad esempio, rientrano i contributi figurativi, volontari e da riscatto).

Resta ferma la possibilità di ottenere il cumulo dei contributi versati in due o più gestioni previdenziali, al fine del raggiungimento dei requisiti sopra menzionati.

La pensione quota 100 non è cumulabile con il reddito da lavoro dipendente o autonomo, salvo le prestazioni occasionali per un ammontare complessivo di Euro 5.000 lordi all’anno.

1.2 Quando si potrà beneficiare della quota 100

La pensione quota 100 inizierà a fare ingresso nel nostro ordinamento a partire da aprile 2019, e in via sperimentale fino a tutto il 2021.

Ciò non vale per tutti i lavoratori.

Infatti, per evitare un’uscita massiccia di personale dal mondo del lavoro, il decreto legge ha introdotto le cd. finestre di attesa, ossia lo spostamento della data a partire dalla quale la categoria dei lavoratori potrà beneficiare della quota 100.

Più in particolare, i lavoratori del settore privato:

  • che maturano i requisiti sopra menzionati entro il 31 dicembre 2018, ottengono il diritto ad ottenere la pensione quota 100 a partire da aprile 2019;
  • che maturano tali requisiti dopo il 1 gennaio 2019, potranno ricevere la pensione quota 100, solamente trascorsi tre mesi dal possesso di essi.

Diversa è la situazione per i dipendenti pubblici:

  • coloro che hanno maturato i requisiti entro il 29 gennaio 2019, ossia entro la data di entrata in vigore del decreto legge, potranno pensare alla pensione quota 100 a partire dall’agosto 2019;
  • coloro che maturano i predetti requisiti dopo l’entrata in vigore del decreto ottengono il diritto alla decorrenza della pensione trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione di essi e, comunque, non prima del 1 agosto 2019.

Il personale del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM) consegue il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre dell’anno di maturazione dei prescritti requisiti.

La pensione quota 100 potrà essere richiesta anche nel 2022, nell’ipotesi di raggiungimento dei requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Non possono richiedere la pensione quota 100 coloro che sono coinvolti in un programma di esodo volontario.

1.2 La pensione quota 94

Il legislatore ha previsto un’ulteriore ipotesi di pensione anticipata: potrà accedere al trattamento pensionistico colui che ha raggiunto un’età di 59 anni e versato 35 anni di contributi.

Vengono, infatti, istituiti dei fondi bilaterali di solidarietà, aventi il compito di erogare un assegno straordinario per il sostegno del reddito nei confronti di coloro che decidono di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro tre anni prima rispetto a quanto previsto dalla quota 100.

La ragione è evidente: così operando si permette un ricambio generazionale.

Proprio da tale ragione deriva una conseguenza importante, nonché un presupposto indefettibile per ottenere tale ulteriore forma di pensione anticipata: il datore di lavoro dovrà sottoscrivere dei contratti collettivi di livello aziendale con i sindacati, aventi ad oggetto la previsione del numero di lavoratori da assumere in sostituzione di coloro che hanno richiesto tale misura.

Andrea Lillo

Fonti normative

Decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4: decreto in materia di pensioni e reddito di cittadinanza.

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