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La concorrenza sleale: come si manifesta e come difendersi

Non sempre le aziende mantengono un sano regime concorrenziale. Spesso le azioni di un’impresa danneggiano i concorrenti sul mercato. Vediamo quando succede e come ci si può difendere.

< Diritto Commerciale e Societario   # ConcorrenzaSleale   # ViolazioneNonConcorrenza  

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1. La concorrenza sana è fondamentale per il mercato

Un mercato è sano quando vi è una concorrenza sana. La concorrenza è imprescindibile per le aziende e per i consumatori in quanto permette a questi ultimi di valutare il prodotto migliore a seconda dei servizi offerti e dei relativi prezzi. Le aziende sono inoltre stimolate dalla concorrenza a fornire servizi sempre più innovativi e performanti, cercando infine di offrire prezzi competitivi. Chiaramente per far sì che la concorrenza tra le varie aziende sia ottimale gli imprenditori devono rispettare la cosiddetta correttezza professionale, ossia una serie di atti di concorrenza non lesivi per gli interessi dell’economia nazionale e che non violino la normativa, come stabilito dall’art. 2595 c.c.. Per tutelare il mercato è stata istituita la cosiddetta “normativa Antitrust” con la legge 287 del 1990. Tale normativa ha l’obiettivo di impedire il sorgere di atteggiamenti e accordi tra imprese con l’obiettivo di turbare il mercato e sfavorire altre imprese concorrenziali.

2. Cosa significa concorrenza sleale?

La concorrenza sleale degli imprenditori si manifesta quando vengono messe in atto condotte illecite con l’obiettivo di turbare gli interessi degli altri imprenditori con conseguenti effetti sul mercato nazionale e internazionale. Si parla quindi di concorrenza sleale quando ci si trova davanti a comportamenti scorretti e sleali assolutamente contrari all’etica commerciale e imprenditoriale. Per sancire la concorrenza sleale è necessaria la presenza di due requisiti necessari:

  • il danneggiamento di un soggetto definito come imprenditore;
  • l’imprenditore che subisce il danneggiamento deve operare in concorrenza con l’imprenditore che ha operato in malafede; ciò vale anche se i due imprenditori non appartengano allo stesso settore.

3. Come si manifesta la concorrenza sleale?

Per certificare una manifestazione di concorrenza sleale è necessario che l’imprenditore operante in malafede violi le indicazioni presenti nell’art. 2598 c.c., per cui “compie atti di concorrenza sleale chiunque:

  • usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione [c.c. 2564] con i nomi o con i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l'attività di un concorrente;
  • diffonde notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull'attività di un concorrente, idonei a determinarne il discredito, o si appropria di pregi dei prodotti o dell'impresa di un concorrente;
  • si vale direttamente o indirettamente di ogni altro mezzo non conforme ai principi della correttezza professionale e idoneo a danneggiare l'altrui azienda [c.c. 1175, 2599, 2600].

A tal proposito, per meglio spiegare queste situazioni di concorrenza sleale, proponiamo questi esempi di operazioni sleali ricorrenti:

  • Atto di confusione: si verifica quando un’impresa cerca volutamente di imitare il marchio o i prodotti di un’altra azienda, creando appunto confusione nei consumatori.
  • Atto di denigrazione: si verifica quando vengono diffuse notizie sui prodotti e sulle attività delle aziende concorrenti tali da determinarne il discredito.
  • Dumping: si verifica quando un’azienda vende ad un prezzo estremamente inferiore il proprio prodotto per eliminare le imprese concorrenti.
  • Storno di dipendenti: si verifica quando un’azienda cerca di assicurarsi le prestazioni lavorative di un dipendente legato ad un’impresa concorrente.

4. Come difendersi dalla concorrenza sleale?

Per tutelarsi da atti di concorrenza sleale è possibile percorrere due strade. La prima, giudiziale, prevede un ricorso al Tribunale competente per il territorio; la seconda, extra-giudiziale, consiste in una denuncia all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato.

In entrambe le occasioni se vengono accertati comportamenti sleali possono essere applicate diverse sanzioni, tra le quali le più ricorrenti sono:

  • Interruzione degli atti sleali;
  • Eliminazione di tutti gli effetti a favore derivanti da atti di concorrenza sleale;
  • Risarcimento dei danni a favore degli imprenditori danneggiati da atti di concorrenza sleale. In questo caso non esistono parametri fissi, ma per definire il compenso del risarcimento deve essere valutata l’entità dei danni subiti dall’imprenditore accusante.

Gabriele Zangarini

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