Come ottenere il risarcimento danni per un pedone investito mentre attraversa la strada?

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Ottenere il risarcimento per un pedone è quasi sempre abbastanza facile poiché la legge presume sempre la colpa del conducente dell’automezzo e quindi lo obbliga a risarcire il danno. Ci sono tuttavia dei casi in cui il conducente può provare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’investimento e una parte di colpa potrà essere addebitata anche al pedone.

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1. Risarcimento danni pedone investito

Per ottenere il risarcimento (che comprende i danni fisici, patrimoniali e non patrimoniali), il pedone che è stato investito deve riuscire a procurarsi, già nell’immediato, più prove possibili che dimostrino l’accaduto:

  1. innanzitutto, se ha riportato delle lesioni fisiche può chiedere l’intervento del personale sanitario o comunque, se il suo stato di salute glielo permette, può recarsi da solo al pronto soccorso per effettuare tutti gli esami necessari (ecografia, radiografia, ecc.);
  2. risulterà utile cercare eventuali testimoni che abbiano assistito al fatto, in modo che possano essere chiamati a raccontarne la dinamica;
  3. infine, se è possibile, è consigliabile far intervenire le autorità di pubblica sicurezza (es. Polizia municipale, Carabinieri) affinché redigano un verbale che contenga il resoconto dell’accaduto. Sul verbale vanno annotati anche i dati del mezzo, della Compagnia Assicurativa e le generalità del conducente del veicolo.

In seguito, il danneggiato dovrà inviare una lettera raccomandata a/r al conducente del veicolo, al proprietario del veicolo (se diverso dal conducente) e alla Compagnia Assicurativa.

La richiesta deve indicare:

  • le generalità del soggetto leso (comprensive di codice fiscale) e ogni altra informazione che risulti utile (attività professionale, reddito);
  • il giorno e il luogo in cui è avvenuto il sinistro;
  • la dinamica del fatto;
  • l’entità delle lesioni riportate;
  • una dichiarazione attestante le prestazioni a cui il danneggiato ha o non ha diritto (es. quelle erogate in alcuni casi dall’INAIL);
  • lo stato di famiglia della vittima, in caso di incidente mortale;
  • il personale eventualmente intervenuto (sanitari o agenti di pubblica sicurezza).

Una volta inviata la raccomandata, la Compagnia Assicurativa deve entro 90 giorni:

  • proporre al danneggiato un’offerta di risarcimento: per formulare l’offerta la Compagnia potrebbe chiedere alla vittima di sottoporsi ad una visita di un medico legale per accertare l’entità del risarcimento. Il danneggiato non può rifiutare di sottoporsi alla visita a pena di mancato ottenimento del risarcimento; 
  • non proporre alcuna offerta specificandone i motivi (es. il danneggiato non è stato vittima di alcun sinistro).

Nel caso in cui la Compagnia Assicurativa ritiene la documentazione incompleta, può richiederne un’integrazione entro 30 giorni: nel frattempo il termine di 90 giorni rimane sospeso. Il termine è di 60 giorni se il pedone ha subito soltanto danni alle cose.

Una volta formulata l’offerta dalla Compagnia Assicurativa il danneggiato può:

  • accettare l’offerta: la Compagnia dovrà pagare l’importo entro 15 giorni dall’accettazione;
  • rifiutare l’offerta: la Compagnia dovrà pagare l’importo stabilito nell’offerta entro 15 giorni, ma successivamente dovrà versare la differenza tra quanto già versato e quanto richiesto dal danneggiato, anche a seguito di eventuali accertamenti;
  • non pronunciarsi sull’offerta: valgono le stesse regole del caso di rifiuto. Quando il danneggiato si pronuncerà, dovrà essere versata la differenza dovuta.

Nel caso in cui il termine di 60 o 90 giorni sia già scaduto senza che la Compagnia Assicurativa si sia pronunciata, il danneggiato dovrà innanzitutto tentare una soluzione amichevole con la Compagnia Assicurativa mediante il procedimento di negoziazione assistita servendosi dell’aiuto di un avvocato civilista.

Il procedimento di negoziazione assistita ha lo scopo di tentare una composizione amichevole della lite: in pratica, una parte propone una soluzione e l’altra ha 30 giorni di tempo per accettarla. Se trascorsi i 30 giorni la parte rifiuta l’offerta o non si pronuncia, è possibile ricorrere al Giudice di Pace o al Tribunale a seconda dell’entità dei danni riportati.

2. Pedone investito mentre attraversa sulle strisce pedonali

Esistono dei casi in cui la responsabilità del conducente del veicolo può essere limitata dalla prova che nemmeno il pedone si è attenuto al rispetto delle regole del codice della strada.

Si pensi al pedone che viene investito sulle strisce pedonali: normalmente, la responsabilità sarà interamente a carico del conducente del veicolo, tuttavia ci potrebbe essere un concorso di colpa del pedone qualora questi abbia, ad esempio, attraversato la strada sì sulle strisce pedonali quando il semaforo a lui rivolto era rosso.

3. Pedone investito mentre attraversa fuori dalle strisce pedonali

È noto che il conducente del veicolo deve sempre rallentare o fermarsi per dare la precedenza ai pedoni che abbiano già iniziato ad attraversare la strada e deve cercare di prevedere tutte le situazioni di probabile pericolo.

Ma anche il pedone che si trova ad attraversare la strada fuori dalle strisce pedonali, deve dare la precedenza ai veicoli che sopraggiungono. Qualora il pedone non rispetti la regola, un eventuale investimento potrebbe essere la causa, in concorso con il conducente del veicolo, dello stesso.

I casi di concorso di colpa nell’investimento di un pedone potrebbero essere, a titolo esemplificativo:

  • l’attraversamento fatto senza dare la precedenza ai veicoli che sopraggiungevano;
  • l’attraversamento fatto in un punto pericoloso, vietato o comunque sconsigliabile (ad esempio dietro ad una curva o attraversando la strada in diagonale o attraversando la strada all’improvviso in un punto coperto).

In questi casi è possibile riconoscere un concorso di colpa del pedone e determinare una differente valutazione del risarcimento a carico del conducente.

Luisa Panici, AvvocatoFlash

Fonti normative

Art. 2054 c.c.

Art. 148 Codice delle Assicurazioni Private

D.L. n. 132/2014

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