Quando una multa per eccesso di velocità può essere annullata?

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# Multe  

Il terrore di ogni automobilista sono le multe da autovelox, ma non sempre queste sanzioni risultano corrette, tanto che la legge ammette la possibilità di far ricorso e contestare una multa da autovelox se questo non rispetta determinate normative.

annullamento multa per eccesso di velocità

1. Quando si può incorrere in una multa per eccesso di velocità?

Il codice della strada all’art. 142 prevede dei limiti minimi e massimi di velocità che il guidatore deve rispettare per non subire una sanzione amministrativa. La stessa norma prevede, inoltre, una soglia di tolleranza (5% della soglia massima autorizzata) per non incorrere nella multa per eccesso di velocità. 

Facciamo un piccolo esempio: nelle autostrade il limite massimo di velocità è pari a 130 km/h, ma la multa scatterà al superamento della soglia di tolleranza, ovvero dai 137 km/h.

Il superamento della soglia massima di velocità stabilita dal codice della strada avviene, perlopiù, tramite il rilevamento degli autovelox.

Gli autovelox posso essere mobili o fissi. I primi sono quelli utilizzati, soprattutto nelle strade urbane, dalla polizia. I secondi, invece, sono quelli apposti nelle strade a scorrimento veloce e nelle autostrade. In entrambi i casi è obbligatorio che siano preventivamente segnalati.

È opportuno precisare che laddove il superamento della soglia massima di velocità venga rilevato da una pattuglia della polizia, (al di fuori delle strade a scorrimento veloce, autostrade, e nei tratti stradali indicati dal prefetto) questi ultimi hanno il dovere di fermare il veicolo al fine di permettere al conducente la contestazione immediata della contravvenzione (art. 200 cds). Qualora ciò non fosse possibile, il conducente si vedrà notificare il verbale entro 90 giorni, nel quale dovrà essere specificata la motivazione che ha impedito alla polizia di fermare il veicolo.

Diversamente, nei tratti autostradali, dove non risulterebbe possibile il fermo del veicolo, gli unici strumenti che permettono di verificarne la velocità sono gli autovelox e i tutor. Detti strumenti, tuttavia, devono essere preventivamente segnalati al fine di garantire al conducente un tempestivo avvistamento, pena la nullità della multa.

Per gli autovelox è necessario, oltre alla periodica taratura, che tra la segnaletica e il luogo di effettivo rilevamento della velocità vi sia una distanza tale per cui l’avvertimento possa dirsi effettivo (la Cassazione ha ritenuto che tale distanza non deve essere superiore a 4 km).

2. Annullamento della multa per stato di necessità

La multa per eccesso di velocità rientra nelle sanzioni amministrative e dunque, ai sensi dell’art. 4 della legge n.689/1981 può essere annullata in caso di stato di necessità. Infatti, la norma prevede che: “non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell'adempimento di un dovere o nell'esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.”

Cosa si intende per stato di necessità?

Poiché la predetta norma non definisce lo stato di necessità, tale concetto, rilevante ai fini dell’annullamento delle multe, può essere ripreso dal diritto penale. 

Si tratta di una causa di giustificazione in forza della quale “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo” (art. 54 cp).

Vi sono, però, dei requisiti indispensabili affinché possa essere invocato lo stato di necessità.

È, pertanto necessario, che ricorrano determinati presupposti ovvero:

  • una situazione di pericolo: l’eccesso di velocità deve essere giustificato dall’intento di evitare una situazione di pericolo di un danno grave alla persona non determinato dalla condotta colpevole e volontaria dell’automobilista. Il danno deve riguardare la persona e, quindi, non animali o cose;
  • l’urgenza: il pericolo deve essere imminente, tale da determinarne l’urgenza. Il pericolo, inoltre, deve essere attuale, non essendo sufficiente un pericolo eventuale, futuro o meramente probabile;
  • la gravità: il danno alla persona che si cerca di evitare con l’infrazione deve essere di non lieve entità e, dunque, tale da porre l’automobilista od un terzo in una situazione di pericolo per la vita o l’integrità fisica.

La Cassazione ha riconosciuto la validità dello stato di necessità putativo. Quello che conta è la percezione, dovuta ad un errore scusabile, della gravità e dell’urgenza della situazione e non la loro effettività. Come ad esempio, il marito che corre in ospedale per portarvi la moglie in preda alle doglie nella erronea convinzione dell’immediatezza del parto.

Dunque, non ricorre lo stato di necessità:

  • laddove la situazione di pericolo era in altro modo evitabile o prevedibile (esempio: ho fatto tardi e quindi corro per andare a prendere mio figlio solo a scuola. In tal caso il soggetto avrebbe potuto muoversi con anticipo).
  • laddove l’eccesso di velocità sia dipeso da una semplice preoccupazione.

È importante, al fine di chiedere l’annullamento della multa per stato di necessità, avere prove da allegare, quali testimonianze o referti medici.

3. Come e quando richiedere l’annullamento della multa

Qualora si riceva una multa per eccesso di velocità, il conducente può decidere di proporre impugnazione al fine di chiederne l’annullamento. Tuttavia, devono essere rispettati dei termini ben precisi che decorrono dal momento della notifica della multa o dal giorno successivo all’infrazione, nel caso di contestazione immediata.

I termini per proporre ricorso variano a seconda dell’organo a cui si decide di rivolgersi:

  • 30 giorni per il ricorso al Giudice di pace territorialmente competente;
  • 60 giorni per il ricorso al Prefetto territorialmente competente.

Il ricorso al Prefetto non prevede costi, ma in caso di rigetto si dovrà pagare il doppio dell’importo della multa. I costi per l’impugnazione al Giudice di pace, invece, variano a seconda dell’importo della sanzione e partono dai 43€, recuperabili in caso di accoglimento.

A differenza del ricorso al Prefetto, il rigetto dell’impugnazione, in tale caso, non prevede il pagamento del doppio della sanzione.

In conclusione, si potrà chiedere l’annullamento della multa:

  • se l’autovelox e il tutor non erano stati preventivamente e correttamente segnalati;
  • se l’autovelox non era stato tarato;
  • in caso di stato di necessità.

Fonti normative

Art. 54 cp

Art 142 cds

L. 689/1981

Gdp Macerata sentenza n. 745/2018

Gdp Agropoli sentenza n. 752/2016

Cassazione civile ordinanza n. 30878/2018

Cassazione civile sentenza n. 7949/2017

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