L’assegno circolare è tra i metodi di pagamento più frequentemente utilizzati. Vediamo cos’è, quali sono le sue caratteristiche principali e come poterlo richiedere ed incassare.

assegno circolare

1. CHE COS’È UN ASSEGNO CIRCOLARE

L’assegno circolare è un titolo di credito cosiddetto all’ordine attraverso cui una banca, su ordine di colui che chiede l’emissione dell’assegno, si impegna a pagare a vista al beneficiario l’importo del denaro riportato nell’assegno. La somma di denaro indicata nell’assegno è già disponibile al momento dell’emissione.

2. COME FARE UN ASSEGNO CIRCOLARE

Un assegno circolare può essere richiesto sia alla propria banca in cui è aperto un conto, sia a qualsiasi banca, anche non si è titolare di un conto. In quest’ultimo caso l’interessato consegna alla banca il denaro contante, il proprio documento d’identità ed i dati del beneficiario.

L’istituto bancario, una volta eseguite le verifiche, emette l’assegno circolare corrispondente all’importo che è stato consegnato. L’assegno circolare viene quindi compilato dalla banca ed è sempre la banca che paga la somma indicata sull’assegno al beneficiario.

3. DIFFERENZE TRA ASSEGNO BANCARIO E ASSEGNO CIRCOLARE

Molteplici sono gli aspetti che differenziano un assegno circolare da un assegno bancario che possono essere così riassunti: - l’assegno circolare viene emesso solo se chi lo richiede ha la disponibilità del denaro necessario.

Questo significa che un assegno circolare non potrà essere scoperto, perché la banca può emetterlo solo se è presente denaro sul conto e/o è stata già consegnata la somma indicata nell’assegno. L’assegno bancario invece non da certezza che il conto sia capiente;

- nell’assegno circolare viene indicato il nome del beneficiario, che non può essere modificato;

- l’emissione dell’assegno circolare può essere chiesta a qualsiasi banca o ufficio postale, anche se non si è titolari di un conto (cfr. paragrafo 2), mentre per l’assegno bancario si deve essere titolari di un conto corrente

4. CARATTERISTICHE DI UN ASSEGNO CIRCOLARE

L’assegno circolare deve presentare i seguenti dati per essere valido:

- la denominazione di “assegno circolare”

- la promessa della banca di pagare una determinata somma “a vista”, la formula è la seguente “Banca XY pagherà a vista per questo assegno circolare euro …”

- data e del luogo in cui è stato emesso l’assegno

- dati del beneficiario: nome e cognome se persona fisica, la ragione sociale se persona giuridica

- indicazione dell’importo sia in cifre che in lettere

- firma della banca che lo emette

- dicitura “non trasferibile” che impedisce che l’assegno venga a soggetti terzi diversi dal beneficiario indicato nell’assegno, se l’assegno è di importo superiore a 1000 euro.

5. COME INCASSARE UN ASSEGNO CIRCOLARE

Per procedere all’incasso di un assegno circolare, il beneficiario deve presentarlo presso lo sportello, filiale o agenzia della banca emittente o dell’ente da questa incaricato. Prima di effettuare il pagamento la banca ha l’obbligo di identificare il beneficiario con ogni mezzo utile.

Solitamente ciò avviene con l’esibizione di un documento d’identità. L’incasso della somma di denaro indicata nell’assegno avviene al momento della presentazione all’istituto di credito. Il termine entro cui presentare all’incasso l’assegno è di 30 giorni dalla data in cui è stato emesso.

La presentazione dell’assegno deve avvenire in un giorno feriale. Se il giorno di scadenza per la presentazione dell’assegno cade in un giorno festivo, il termine è spostato al primo giorno successivo non festivo.

6. CHI PUÒ EMETTERE UN ASSEGNO CIRCOLARE

L’assegno può essere emesso da un istituto di credito autorizzato dall’autorità competente. L’autorizzazione ad emettere assegni è concessa dalla Banca d’Italia.

7. COSTO E VALIDITÀ DELL’ASSEGNO CIRCOLARE

L’assegno è opportuno che venga incassato - entro 8 giorni dalla sua emissione, se il beneficiario risiede nel comune in cui si trova la banca emittente - entro 15 giorni dalla sua emissione, nel caso in cui il beneficiario risiede in un comune diverso da quello della banca emittente Superato il termine di 8 o 15 giorni, ma entro i 30 giorni dall’emissione, l’assegno è comunque valido, ma colui che lo ha emesso può decidere di revocarlo.

In questo caso se la banca si rifiuta di procedere al pagamento, il beneficiario può esercitare l’azione di regresso contro l’emittente dell’assegno. Nel caso in cui si superino i 30 giorni, il beneficiario non può invece esercitare azione di regresso.

Gli importi degli assegni non riscossi entro il termine di prescrizione di 3 anni, possono essere recuperati da chi ha richiesto l’emissione dell’assegno entro il termine di prescrizione di 10 anni. L’emittente dell’assegno circolare deve pagare un’imposta di bollo pari ad € 1,50 per ciascun assegno circolare.

8. FONTI NORMATIVE

- Regio Decreto 21 dicembre 1933 n. 1736 “Disposizioni sull'assegno bancario, sull'assegno circolare e su alcuni titoli speciali dell'Istituto di emissione, del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia”

- Codice civile art. 1992 e ss. Avv. Roberta Iannettone