Così come per altri professionisti iscritti all’Albo, anche per gli Avvocati la pensione si calcola in modo diverso rispetto a quello previsto per i trattamenti INPS, essendo i contributi previdenziali versati alla Cassa Forense che, entro determinati limiti, stabilisce regole a sé per il calcolo della pensione.

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Riforma pensioni avvocati. La base legale

Dal 1° gennaio 2021 sono entrati in vigore requisiti minimi per l’accesso alla pensione di vecchiaia introdotti dalla riforma della previdenza forense del 2009 che ha seguito un percorso lungo e accidentato. Inoltre è divenuto operativo il Regolamento Unico della Previdenza Forense, deliberato dal comitato dei delegati della Cassa Forense il 3 novembre 2018, e approvato dal ministero del Lavoro il 21 luglio 2020.

In realtà ci sarebbe sul tavolo anche l’ipotesi di una riforma pensioni per gli avvocati, con l’introduzione di un sistema di calcolo contributivo volto a garantire maggiore equità tra versamenti e trattamento pensionistico. Ma al momento si tratta soltanto di ipotesi e in vigore dal 23 ottobre 2022 ci sono soltanto i nuovi parametri forensi per calcolare compensi e parcelle.

Quanti anni servono per la pensione di Avvocato?

L’attuale sistema previdenziale degli avvocati prevede la possibilità di andare in pensione con i seguenti requisiti anagrafici e contributivi:

  • pensione di vecchiaia: 70 anni di età e 35 anni di contributi;
     
  • pensione anticipata: con 35 anni di contributi, gli avvocati possono anticipare il pensionamento al raggiungimento di una età compresa tra 65 e 70 anni, previa applicazione di un coefficiente di riduzione dell’importo di pensione pari allo 0,41% per ogni mese di anticipo rispetto all’età anagrafica prevista; con 40 anni di contributi, la pensione anticipata è possibile dal 62° anno di età, senza penalizzazioni sull’importo dell’assegno previdenziale;
     
  • pensione di vecchiaia contributiva, accessibile su domanda dell’avvocato raggiunta l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia (70 anni), per chi può vantare almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione;
     
  • pensione di anzianità: a chi nel 2020 abbia 62 anni di età e almeno 40 anni di contributi.

Tipi di pensione

Esistono ben 7 forme pensionistiche:

  1. La pensione di vecchiaia: viene erogata tenendo conto degli anni di età e degli anni di versamento dei contributi. Per conseguirla sono necessari 70 anni d’età e 35 anni effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa.
     
  2. La pensione di vecchiaia contributiva: rappresenta un istituto di carattere residuale a cui vi può accedere chi abbia raggiunto l’età pensionabile, non abbia maturato l’anzianità contributiva necessaria e abbia maturato almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione.
     
  3. La pensione di anzianità: è subordinata alla cancellazione da tutti gli Albi professionali. A partire dal 2020, la pensione di anzianità spetta a chi abbia 62 anni d’età e 40 anni di contribuzione.
     
  4. La pensione di invalidità erogata dalla Cassa Forense: non richiede la cancellazione dall’albo ed è corrisposta ai professionisti che si trovino in condizione di infermità fisica o mentale, sopravvenuta all’iscrizione o, se preesistente, aggravata dopo l’iscrizione. Quindi i presupposti sono la riduzione della capacità all’esercizio della professione in modo continuativo a meno di un terzo; l’iscrizione in atto continuativamente da data anteriore al compimento del 40° anno di età; la effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa da almeno 5 anni, sia che l’infermità derivi da malattia oppure da infortunio; il pagamento regolare dei contributi alla Cassa Forense.
     
  5. La pensione di inabilità: postula una situazione di incapacità e richiede la cancellazione dall’Albo. Quindi i presupposti sono l’incapacità permanente e totale all’esercizio della professione per malattia o infortunio sopravvenuti all’iscrizione; l’iscrizione in atto continuativamente da data anteriore al compimento del 40° anno di età; l’effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa da almeno 5 anni sia che l’infermità derivi da malattia oppure da infortunio; la cancellazione da tutti gli albi forensi entro 3 mesi dalla data di comunicazione di ammissione a pensione.
     
  6. La pensione indiretta: viene erogata a favore degli eredi dell’iscritto, che non abbia maturato il diritto alla pensione. Per giovarsi della pensione indiretta è necessario che il professionista abbia maturato, al momento del decesso, almeno 10 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa, (contano anche gli anni riscattati o riscattabili dai superstiti), l’iscrizione alla Cassa sia avvenuta anteriormente al compimento del 40° anno di età, in caso di cancellazione dalla Cassa, la stessa non deve risalire ad oltre 3 anni anteriori al decesso.
     
  7. La pensione di reversibilità: viene erogata a favore dei congiunti in caso di decesso dell’iscritto, secondo diverse quote ( del 60% al solo coniuge; dell'80% al coniuge con un solo figlio; del 100% al coniuge con due o più figli; in mancanza del coniuge o alla sua morte, del 60% ad un solo figlio; dell'80% a due figli; del 100% a tre o più figli).

Come si calcola la pensione di un avvocato?

La pensione erogata dalla Cassa Forense si compone di due quote:

  • quota di base: calcolata con criterio retributivo. L’importo annuo della pensione in base alla quota di base viene calcolato applicando al reddito pensionabile individuale un coefficiente dell’1,40% per ogni anno di effettiva iscrizione e contribuzione;
     
  • quota modulare: calcolata con metodo contributivo.

Si tratta fondamentalmente di una liquidazione erogata al compimento dell’età stabilita per la pensione di vecchiaia.

Qual è la pensione minima di un avvocato?

Per il 2022, utilizzando il coefficiente di rivalutazione (11,9%), la pensione minima di un avvocato di cui al 1° comma dell’art. 48 del Regolamento Unico della Previdenza Forense è pari a € 12.009,00 x 1,9% = € 12.237,00.

Esempio pensione avvocato con 20 anni di contributi

Prendiamo il caso di un Avvocato 50enne iscritto all’Albo da oltre 20 anni. Esso non potrà andare in pensione prima del 2037 al compimento del 65esimo anno di età quando avrà maturato un’anzianità contributiva di 35 anni. Va detto però che come da Regolamento, l’uscita a 65 anni comporta una penalizzazione sull’importo di pensione per via dell’anticipo rispetto all’età pensionabile minima richiesta per la vecchiaia.

Se aspettasse i “regolamentari” 70 anni, l’importo della sua pensione sarebbe decisamente più elevato.

Avvocato Celestine Frami

Celestine Frami