Cosa può scaricare un avvocato dalle tasse

Una delle domande più frequenti che si pongono i professionisti dopo aver aperto la partita Iva, riguarda i costi deducibili che possono portare in deduzione dal proprio reddito. Infatti, il Fisco ha stabilito delle regole ben precise per la deduzione dei costi sostenuti dai professionisti nell’esercizio della loro attività.

Cosa Può Scaricare Un Avvocato Dalle Tasse

L’avvocato è un libero professionista con partita IVA che può dedurre e detrarre una serie di costi purché riguardanti la propria attività. La percentuale di costo “scaricabile” viene assegnata dal coefficiente di redditività. Quindi i professionisti (lavoratori autonomi) che aderiscono al regime ordinario possono scaricare diversi costi totalmente o parzialmente.

Al contrario di chi aderisce al regime forfettario in quanto i contribuenti forfettari non hanno la facoltà di scaricare nessun costo.

Le spese generali di un avvocato

I costi che sostiene il professionista sono deducibili dal reddito da lavoro autonomo al momento del loro sostenimento (principio di cassa). Sono però previste delle eccezioni in relazione alla tipologia del costo sostenuto. Le eccezioni sono riferite ai costi sostenuti per l’acquisto di beni strumentali che vengono dedotti secondo il piano d’ammortamento.

Rilevante è anche il concetto di costi promiscui, cioè quelle spese per beni e servizi che soddisfano potenzialmente sia le esigenze dell’attività professionale che quelle di interesse personale (es. l’abitazione può essere adibita sia a casa che a ufficio). In questi casi, il fisco, nell’impossibilità di determinare i costi realmente adibiti all’attività lavorativa, ha stabilito una percentuale forfettaria massima di deducibilità.

Quali sono le spese deducibili di un avvocato?

Affinché un costo possa essere dedotto deve possedere certi requisiti. I requisiti a cui si fa riferimento possiamo ritrovarli all’ex art. 54 del DPR 917/1986 e sono i seguenti:

  • effettività;
  • inerenza;
  • congruità.

Inoltre, in caso di accertamento, è onere del contribuente non solo mostrare la documentazione relativa agli acquisti (le fatture) ma anche provare che i costi sostenuti abbiano i predetti requisiti.

Deduzioni e detrazioni fiscali per avvocati al 100%

Le deduzioni e le detrazioni fiscali sono tutti quei costi che si sostengono nell’ambito dell’attività e che sono deducibili solo se strumentali all’attività, e detraibili solo se inerenti e certificate da scontrini, ricevute fiscali e fatture.

Sono deducibili nella misura del 100%:

  • tassa iscrizione ordine Avvocati;
  • valori bollati;
  • vidimazioni;
  • libri strumentali all’attività;
  • riviste di settore;
  • banche dati;
  • cancelleria;
  • spese di conto corrente;
  • l’acquisto di mobili e arredi utilizzati esclusivamente per la vostra attività potrà essere dedotto nella misura del 100% tramite le quote di ammortamento annuali stabilite.

Nel caso dello studio professionale, mobili e gli arredi possono essere dedotti con una quota annuale del 20% per cui in cinque anni;

  • spese bancarie o postali.

Costi parzialmente deducibili dal reddito imponibile dell’avvocato

Le spese non deducibili al 100% sono:

  • spese relative ai beni strumentali ad uso promiscuo: sono deducibili in misura del 50%;
  • alberghi e ristoranti sono deducibili al 75% dell’importo sostenuto e comunque nei limiti del 2% dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta.
  • convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale: 50% dell’ammontare, ivi comprese le eventuali spese di viaggio e soggiorno sostenute per la partecipazione.
  • compensi corrisposti a terzi per servizi resi in relazione all’esercizio dell’attività professionale (per esempio, i compensi ai collaboratori di studio o ad altri avvocati per prestazioni svolte congiuntamente);
  • bollette della luce, riscaldamento, acqua e telefoniche;
  • interessi passivi per finanziamenti relativi all’attività professionale o per dilazioni di pagamento sull’acquisto di beni strumentali;
  • premi di assicurazione per rischi specificamente inerenti all’attività professionale, quali ad esempio responsabilità civile e professionale;
  • tasse pagate, escluse le imposte sui redditi nonché quelle la cui indeducibilità è fissata dalla legge (es. IMU all’80% e, in assenza di interessi passivi e spese per lavoro dipendente).
  • spese per eventuali dipendenti di studio (lavoro subordinato);
  • costi telefono, smartphone, server possono essere dedotti dalle imposte nella percentuale dell’80%;
  • automezzi, scooter, motorini, moto, auto, macchine;
  • deduzioni e detrazioni Fiscali nel 730 per le persone fisiche.

Conclusione

Attraverso il meccanismo della deduzione fiscale dal reddito imponibile e dalla detrazione fiscale dall’imposta è possibile scaricarsi costi per pagare meno tasse.

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Quali spese può scaricare un avvocato dalle tasse?
Un avvocato in regime ordinario può dedurre le spese deducibili al 100% (tassa iscrizione ordine, cancelleria, banche dati, riviste di settore) e le spese parzialmente deducibili (telefoniche, luce, mobili dello studio, compensi a collaboratori). Per ogni costo deve rispettare i requisiti di effettività, inerenza e congruità.
Un avvocato in regime forfettario può dedurre le spese?
No, gli avvocati che aderiscono al regime forfettario non hanno la facoltà di scaricare nessun costo dalle tasse. Solo chi aderisce al regime ordinario può dedurre e detrarre le spese professionali.
Telefono, internet e smartphone sono deducibili per un avvocato?
Sì, i costi di telefono, smartphone e server possono essere dedotti dal reddito imponibile nella percentuale dell'80%. È una deduzione parziale perché si tratta di costi potenzialmente anche personali.
Alberghi e ristoranti sono deducibili per un avvocato?
Sì, ma solo nella misura del 75% dell'importo sostenuto e comunque nei limiti del 2% dei compensi percepiti nel periodo d'imposta. Sono costi parzialmente deducibili perché non legati esclusivamente all'attività professionale.
I corsi di aggiornamento professionale sono deducibili per un avvocato?
Sì, i convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale sono deducibili nella misura del 50%, comprese le spese di viaggio e soggiorno sostenute per la partecipazione.