Avvocato per le Dimissioni dal Lavoro

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Dimissioni dal Lavoro: Guida Completa

Le dimissioni sono l'atto con cui il lavoratore sceglie volontariamente di risolvere il rapporto di lavoro. Dal 2016, in Italia le dimissioni devono essere presentate in via telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro: le dimissioni verbali o per lettera senza il modulo digitale sono prive di valore legale.

Esistono due tipologie principali: dimissioni volontarie, con preavviso e senza diritto alla NASpI, e dimissioni per giusta causa, senza preavviso e con diritto alla disoccupazione, quando la cessazione dipende da un grave inadempimento del datore. Un avvocato del lavoro può assisterti per evitare errori procedurali e massimizzare le tutele a cui hai diritto.

Dimissioni Volontarie vs Per Giusta Causa

La distinzione tra le due tipologie è fondamentale per capire i tuoi diritti:

Dimissioni Volontarie

  • Preavviso obbligatorio (CCNL)
  • Nessun diritto alla NASpI
  • TFR pagato integralmente
  • Indennità sostitutiva preavviso (se non rispettato)

Dimissioni per Giusta Causa

  • Nessun preavviso dovuto
  • Diritto alla NASpI
  • TFR pagato integralmente
  • Eventuale risarcimento danni

Quando Hai Bisogno di un Avvocato

  • Il datore non accetta le dimissioni o cerca di ostacolarle, condizionarle o ritardarle
  • Dimissioni per giusta causa — vuoi dimetterti per mobbing, stipendi non pagati, demansionamento, o altre gravi inadempienze del datore, ma devi documentare correttamente la giusta causa per avere diritto alla NASpI
  • Il datore non paga il TFR dopo le dimissioni
  • Errori procedurali — vuoi assicurarti di presentare le dimissioni nella forma corretta e di rispettare i termini di preavviso previsti dal tuo CCNL
  • Il datore chiede risarcimenti per la mancata osservanza del preavviso o contesta le modalità di presentazione delle dimissioni

Procedura di Dimissioni Online

Dal marzo 2016 (L. 92/2012 e D.M. 15/12/2015) le dimissioni devono essere presentate esclusivamente in via telematica. Ecco come funziona:

  1. Accedi al portale cliclavoro.gov.it con SPID, CIE o PIN INPS
  2. Compila il modulo unico ministeriale con i dati del datore e la data di decorrenza delle dimissioni
  3. Trasmetti il modulo: il datore riceve automaticamente la notifica
  4. Hai 7 giorni di tempo per revocare telematicamente le dimissioni se cambi idea

Se non hai SPID o non riesci ad accedere al portale, un intermediario abilitato (patronato, sindacato, consulente del lavoro o avvocato) può presentare le dimissioni per conto tuo.

Come Dare le Dimissioni: La Procedura Corretta

1

Accedi al portale cliclavoro.gov.it

Le dimissioni volontarie dal 2016 (D.Lgs 151/2015) devono essere presentate esclusivamente tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro, con SPID o CIE. Non esistono più dimissioni "in bianco" valide.

2

Compila e invia il modello telematico

Il modulo richiede i dati del datore di lavoro, la data delle dimissioni e la motivazione. Se hai difficoltà, patronato, sindacato o consulente del lavoro possono aiutarti gratuitamente o a costo contenuto.

3

Rispetta il periodo di preavviso

Il CCNL applicato al tuo contratto indica il preavviso dovuto in base all'anzianità. Puoi accordarti col datore per rinunciare al preavviso o per un'indennità sostitutiva.

4

Revoca entro 7 giorni

Hai 7 giorni dalla trasmissione del modulo per revocare le dimissioni, sempre tramite il portale telematico. Trascorso questo termine, le dimissioni sono irrevocabili salvo accordo con il datore.

5

Liquidazione, TFR e ultime spettanze

Alla fine del preavviso il datore deve corrispondere il TFR, le ferie non godute, la tredicesima/quattordicesima maturata e ogni altro compenso residuo.

Aggiornamento Normativo

Jobs Act: Dimissioni Solo Telematiche Dal 2016

Il D.Lgs 151/2015 (Jobs Act) ha introdotto l'obbligo di dimissioni telematiche per eliminare le "dimissioni in bianco". Dal 12 marzo 2016 le dimissioni volontarie devono essere trasmesse esclusivamente tramite il portale cliclavoro.gov.it. Fanno eccezione i lavoratori in periodo di prova, i lavoratori domestici e i dirigenti, che possono ancora dimettersi in forma scritta tradizionale. La risoluzione consensuale del rapporto segue le stesse modalità telematiche.

Documenti Necessari per le Dimissioni

Documento d'identità e codice fiscale
SPID o CIE per accedere al portale cliclavoro.gov.it
Dati del datore di lavoro (ragione sociale, codice fiscale/P.IVA)
Contratto di lavoro (per verificare preavviso e CCNL applicato)
Buste paga recenti (per calcolo spettanze finali)
Eventuale accordo scritto sul periodo di preavviso ridotto
Documentazione su ferie residue non godute

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Domande Frequenti

Come si danno le dimissioni in Italia?

Dal 2016 le dimissioni devono essere presentate obbligatoriamente in via telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro (cliclavoro.gov.it) utilizzando il modulo unico ministeriale. Il lavoratore accede con SPID, CIE o PIN INPS, compila e trasmette il modulo. In alternativa, può farlo tramite un intermediario abilitato (patronato, sindacato, consulente del lavoro, avvocato). Le dimissioni verbali o per lettera senza il modulo telematico sono prive di effetto legale.

Cosa sono le dimissioni per giusta causa?

Le dimissioni per giusta causa si verificano quando il lavoratore si dimette a causa di un grave inadempimento del datore che rende impossibile la prosecuzione del rapporto: mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie sessuali, demansionamento illegittimo, violazioni gravi della sicurezza. In caso di dimissioni per giusta causa, il lavoratore non è tenuto a rispettare il preavviso e ha diritto alla NASpI (disoccupazione), a differenza delle dimissioni volontarie ordinarie.

Ho diritto alla NASPI se mi dimetto?

In generale no: la NASpI spetta a chi perde il lavoro involontariamente (licenziamento, scadenza contratto a termine). Eccezioni in cui le dimissioni danno diritto alla NASpI: (1) dimissioni per giusta causa (grave inadempimento del datore); (2) dimissioni durante il periodo di maternità/paternità (fino al primo anno di vita del bambino); (3) risoluzione consensuale del rapporto avvenuta in sede di conciliazione presso la DTL.

Posso revocare le dimissioni dopo averle presentate?

Sì. Il lavoratore può revocare le dimissioni telematiche entro 7 giorni dalla trasmissione del modulo, utilizzando la medesima procedura telematica. Se il datore ha già accettato le dimissioni prima della revoca, la revoca può comunque essere esercitata entro il termine di 7 giorni. Decorso il termine, le dimissioni diventano irrevocabili salvo accordo con il datore.

Il datore può rifiutare le dimissioni?

No. Le dimissioni sono un atto unilaterale recettizio: producono effetto nel momento in cui giungono a conoscenza del datore. Questi non può rifiutarle né condizionarle. Può al più concordare con il lavoratore una data diversa di decorrenza, ma non impedire le dimissioni. Se il datore cerca di ostacolare le dimissioni o di condizionarle a pagamenti o rinunce, è opportuno rivolgersi immediatamente a un avvocato.

Il TFR spetta anche in caso di dimissioni?

Sì, assolutamente. Il TFR matura durante tutto il rapporto di lavoro indipendentemente da chi lo risolve. In caso di dimissioni volontarie, il lavoratore ha comunque diritto all'intero TFR accantonato, che deve essere corrisposto dal datore entro 30 giorni dalla cessazione del rapporto. Anche le dimissioni per giusta causa danno diritto al TFR pieno.

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