Avvocato per Mobbing sul Lavoro

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Cos'è il Mobbing

Il termine mobbing deriva dall'inglese "to mob" (assalire in branco) ed è entrato nel linguaggio giuridico italiano per indicare comportamenti sistematici di persecuzione psicologica sul luogo di lavoro. Non esiste una definizione legale univoca in Italia, ma la giurisprudenza ha individuato i suoi elementi costitutivi: comportamenti ostili reiterati nel tempo (generalmente almeno 6 mesi), diretti verso un singolo lavoratore, con l'effetto di danneggiarne la salute psico-fisica o la carriera.

Il mobbing viola l'art. 2087 del Codice Civile, che obbliga il datore di lavoro ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore. Il datore risponde sia per i propri comportamenti diretti che per quelli dei suoi dipendenti, se non ha adottato misure per prevenirli o farli cessare.

È importante distinguere il mobbing dalla normale conflittualità lavorativa o dalle legittime critiche professionali. Il mobbing si caratterizza per la sistematicità, l'intenzionalità e l'effetto dannoso sulla salute o sulla carriera del lavoratore.

Quando Hai Bisogno di un Avvocato

Un avvocato del lavoro è necessario quando i comportamenti che stai subendo sono sistematici e si protraggono nel tempo: esclusione sistematica dalle riunioni, demansionamento ingiustificato, pressioni per le dimissioni, isolamento lavorativo, critiche continue e infondate davanti ai colleghi, negazione di ferie o permessi.

L'avvocato può aiutarti a: valutare se la tua situazione integra gli estremi del mobbing, consigliarti su come raccogliere le prove in modo legalmente corretto, inviare diffide al datore di lavoro, presentare esposti all'Ispettorato del Lavoro o alle autorità penali, e agire in giudizio per il risarcimento del danno. Documentare fin dall'inizio è fondamentale: quanto prima ti rivolgi a un avvocato, tanto più efficace sarà la tutela.

Tipologie di Mobbing

Il mobbing verticale discendente è quello esercitato dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente: è la forma più comune. Il mobbing orizzontale è invece quello esercitato dai colleghi di pari livello, spesso senza che il datore ne sia a conoscenza o intervenga. Il mobbing verticale ascendente (più raro) è quello esercitato dai subordinati nei confronti di un superiore.

Il demansionamento è una forma specifica di mobbing: assegnare al lavoratore mansioni inferiori alla sua qualifica, svuotare il ruolo di contenuto professionale, togliergli responsabilità. È espressamente vietato dall'art. 2103 c.c. Lo straining è una forma attenuata: una situazione lavorativa stressante creata intenzionalmente e mantenuta nel tempo, con episodi meno frequenti rispetto al mobbing classico, ma ugualmente dannosa e risarcibile.

Come Agire: La Procedura Passo per Passo

1

Documentazione sistematica

Tieni un diario dettagliato di ogni episodio con data, ora, luogo, testimoni e descrizione precisa. Conserva email, messaggi e comunicazioni aziendali che comprovino i comportamenti persecutori.

2

Segnalazione interna e sindacale

Informa per iscritto il responsabile HR o la direzione aziendale. Se sei iscritto a un sindacato, coinvolgi il rappresentante sindacale (RSU/RSA). Queste comunicazioni creano traccia formale.

3

Certificazione medica del danno

Rivolgiti al medico di base e, se necessario, a uno psicologo o psichiatra per certificare il danno alla salute. La diagnosi di "disturbo da stress lavoro-correlato" è elemento essenziale per il risarcimento.

4

Azione legale civile e/o penale

Con un avvocato, valuta se agire in via civile (art. 2087 c.c. per danno biologico e patrimoniale) e/o in via penale (maltrattamenti, violenza privata). Puoi chiedere anche la trasformazione o risoluzione del rapporto di lavoro.

Aggiornamento Normativo

Mobbing: Nessuna Legge Specifica, Ma la Giurisprudenza Tutela

In Italia non esiste ancora una legge nazionale sul mobbing, ma la tutela si costruisce su più pilastri normativi: l'art. 2087 c.c. (obbligo del datore di tutelare l'integrità fisica e la personalità morale del lavoratore), l'art. 572 c.p. (maltrattamenti) e l'art. 610 c.p. (violenza privata). La Cassazione ha consolidato i criteri diagnostici del mobbing, richiedendo la prova della sistematicità e dell'intento persecutorio. Alcune Regioni (Lazio, Abruzzo, Umbria) hanno leggi regionali di contrasto, ma il quadro normativo nazionale rimane da completare.

Documenti Necessari per il Caso di Mobbing

Diario degli episodi con date, orari e descrizioni precise
Email, messaggi e comunicazioni aziendali che comprovino i comportamenti
Testimonianze scritte di colleghi (anche dichiarazioni informali)
Referto medico e/o relazione psicologica con diagnosi
Cartella clinica e prescrizioni farmacologiche correlate
Buste paga (per calcolo del danno patrimoniale)
Organigramma aziendale (per documentare posizione gerarchica)
Contratto di lavoro e lettere di contestazione disciplinare

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* Stime orientative basate su tariffe medie di mercato italiane. Il costo effettivo dipende dalla complessità del caso, dal professionista scelto e dalle ore di lavoro necessarie. La prima consulenza su AvvocatoFlash è gratuita.

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Domande Frequenti

Cos’è il mobbing lavorativo?

Il mobbing è un insieme di comportamenti ostili, sistematici e reiterati nel tempo da parte di colleghi o superiori, volti a danneggiare psicologicamente un lavoratore con l’obiettivo di emarginarlo o spingerlo alle dimissioni. In Italia non esiste una legge specifica sul mobbing, ma la giurisprudenza lo ha riconosciuto come illecito civile (violazione dell’art. 2087 c.c., obbligo del datore di tutelare l’integrità psico-fisica del lavoratore) e, in alcuni casi, come reato penale (lesioni personali, violenza privata).

Come si dimostra il mobbing?

Dimostrare il mobbing è complesso perché richiede la prova della sistematicità e dell’intenzionalità dei comportamenti. Gli elementi di prova utili sono: email, messaggi, comunicazioni aziendali che documentano i comportamenti ostili; testimonianze di colleghi; certificati medici che attestano patologie da stress correlate al lavoro (burnout, disturbi d’ansia, depressione); buste paga che mostrano demansionamenti o mancati avanzamenti; e un diario dettagliato degli episodi con date, luoghi e testimoni.

Il mobbing è reato o illecito civile?

Il mobbing è primariamente un illecito civile: il lavoratore può agire davanti al Giudice del Lavoro per ottenere il risarcimento del danno biologico (alla salute), del danno morale e del danno patrimoniale (mancata carriera, stipendi persi). Può anche configurare reati penali come lesioni personali colpose o dolose (se ha provocato malattia), violenza privata, o stalking lavorativo. In alcuni casi il datore di lavoro risponde anche in via amministrativa.

Posso ottenere un risarcimento per mobbing?

Sì. Chi subisce mobbing può chiedere il risarcimento di: danno biologico (lesione della salute psico-fisica certificata da medici), danno morale (sofferenza psicologica), danno professionale (mancata carriera, dequalificazione professionale), e danno patrimoniale (perdite economiche dirette). L’entità del risarcimento dipende dalla gravità e dalla durata del mobbing, dalle conseguenze documentate sulla salute, e dall’impatto sulla carriera. Un avvocato del lavoro può stimare il valore del tuo caso.

Cosa fare se il mio capo mi fa mobbing?

Prima di tutto, inizia a documentare tutto: tieni un diario degli episodi con date, luoghi, testimoni e descrizione dettagliata di ciò che accade. Conserva ogni comunicazione scritta. Consulta il medico per documentare le ripercussioni sulla salute. Poi contatta un avvocato del lavoro: può valutare se i comportamenti integrano il mobbing, consigliarti sulla possibilità di presentare un esposto interno (sindacato, Ispettorato del Lavoro) e preparare un’azione legale per il risarcimento del danno.

Qual è la differenza tra mobbing e stress da lavoro?

Lo stress da lavoro correlato può derivare da carichi eccessivi, scadenze pressanti o condizioni organizzative, senza che ci sia un’intenzione persecutoria da parte di qualcuno. Il mobbing richiede invece comportamenti intenzionali e sistematici diretti specificamente contro un singolo lavoratore. Lo straining è una via di mezzo: una situazione lavorativa stressante creata intenzionalmente e mantenuta nel tempo ai danni di un lavoratore, ma con episodi meno frequenti rispetto al mobbing classico. Anche lo straining è risarcibile.

Quante assenze per malattia sono riconducibili al mobbing?

Non esiste un numero fisso di assenze che provi il mobbing. Ciò che conta è la correlazione tra il disagio lavorativo e le patologie documentate. Un medico del lavoro o uno psichiatra può rilasciare una certificazione che attesta il nesso causale tra le condizioni lavorative e le patologie riscontrate (disturbo d’ansia, depressione, disturbo da stress post-traumatico). Questa certificazione è un elemento probatorio fondamentale in giudizio.

Posso dimettermi per giusta causa a causa del mobbing?

Sì. Se le condizioni di lavoro sono diventate intollerabili a causa del mobbing, puoi dimetterti per giusta causa (art. 2119 c.c.), con diritto all’indennità sostitutiva del preavviso e alla NASpI (disoccupazione). Le dimissioni per giusta causa non richiedono preavviso e danno diritto agli stessi trattamenti del licenziamento. Tuttavia, devi provare che il comportamento aziendale era talmente grave da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto. Un avvocato del lavoro può assisterti in questa procedura.

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