Diffamazione Facebook a Bergamo: come procedere
Utente_Bergamo_2918 · 3 visualizzazioni
Ho bisogno di un supporto legale per una querela per diffamazione. Su di me, mio marito e i miei genitori sono state scritte su facebook accuse di furto in casa della persona che ha scritto il post e di aver poi venduto le cose rubate. Sono accuse false, mai denunciate, mai accadute né provate. Le accuse sono state scritte in bosniaco(siamo di origini bosniache) ma la persona che ci ha accusato pubblicamente, io e mio marito siamo residenti in Italia. Ho lo screenshot del post che dopo é stato cancellato dalla persona che l'ha scritto.
Risposta diretta
Le accuse pubblicate su Facebook configurano il reato di diffamazione aggravata ai sensi dell'art. 595 co. 3 c.p., anche se scritte in bosniaco: la pubblicazione su un social network accessibile a terzi — in particolare a una comunità linguistica presente in Italia — integra la comunicazione con «più persone» richiesta dalla norma. Lo screenshot in tuo possesso è una prova fondamentale e il fatto che il post sia stato cancellato non fa venir meno il reato.
Quadro normativo
- Art. 595 c.p. — Diffamazione: comunicare a più persone fatti lesivi dell'altrui reputazione, punita con reclusione fino a 1 anno o multa.
- Art. 595 co. 3 c.p. — Aggravante mezzo stampa/internet: i social network sono equiparati dalla giurisprudenza al «mezzo di pubblicità»; pena aumentata (reclusione da 6 mesi a 3 anni o multa non inferiore a 516 €).
- Art. 185 c.p. + art. 2059 c.c.: il reato obbliga al risarcimento del danno, incluso il danno non patrimoniale (reputazione, onore).
- Termini: la querela va sporta entro 3 mesi dalla conoscenza del fatto (art. 124 c.p.); il momento rilevante è quando avete visto il post, non quando è stato cancellato.
Come funziona in pratica
- Conserva il materiale probatorio: lo screenshot deve riportare data, ora, URL del profilo e il testo integrale; è utile farne autenticare una copia da un notaio o attraverso una perizia informatica per garantirne il valore probatorio.
- Trascrizione e traduzione: poiché il testo è in bosniaco, occorre una traduzione giurata da allegare alla querela per renderla comprensibile alle autorità italiane.
- Identificazione dell'autore: il profilo Facebook è sufficiente per avviare le indagini; la Polizia Postale e il Tribunale di Bergamo possono richiedere a Meta i dati dell'account tramite rogatoria o ordine giudiziario.
- Querela: si presenta presso la Procura della Repubblica di Bergamo, la Polizia o i Carabinieri, indicando tutti i soggetti offesi (tu, tuo marito, i tuoi genitori) e allegando screenshot e traduzione.
- Costituzione di parte civile: nel processo penale potete chiedere il risarcimento dei danni direttamente al giudice penale.
Cosa conviene fare
- Agisci entro i 3 mesi dalla data del post: verifica subito i metadati dello screenshot per avere certezza della data di pubblicazione.
- Autentica lo screenshot al più presto (notaio o perizia informatica): è la prova chiave e va blindata prima che eventuali copie vadano perse.
- Fai tradurre il testo in italiano da un traduttore giurato: è indispensabile per la querela.
- Rivolgiti a un avvocato penalista per redigere la querela in modo completo e valutare se aggiungere una richiesta di risarcimento danni in sede civile o penale.
- Non rispondere pubblicamente alle accuse sui social: potrebbe complicare la posizione processuale e ridurre il danno risarcibile.
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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