Diritto Amministrativo

Mancato riconoscimento benemerenza a volontari di Protezione Civile: si può fare ricorso?

Utente_rovigo_2572 · 0 visualizzazioni

Chiedesi preventivo per valutazione ricorso contro Regione Veneto per discrimine instaurato nei confronti di 5 volontari di Protezione Civile in emergenza a L'Aquila e nello specifico in merito al mancato riconoscimento, a questi, delle Benemerenze dalla regione richieste al Dipartimento di P.C. ed erogate d'ufficio a tutti i volontari veneti partecipanti ai soccorsi. Dunque discriminati/non riconosciuti, pur con tutte le procedure di accreditamento espletate con tanto di rilascio in zona terremotata dell'attestato di partecipazione, da un provvedimento autoritativo non richiesto e del quale non si era a conoscenza fino alla consegna, per gli altri volontari, della Benemerenza stessa. Successivo personale carteggio per i 2 anni seguenti atto a capire ed eventualmente comporre bonariamente la situazione di quello che sembra essere un insanabile, dante causa, errore di segreteria e divenuto per successive disposizioni procedurali di blocco delle stesse (benemerenze per l'Aquila) da parte del Dipartimento. E pensare che in emergenza abbiamo la pari qualifica di incaricati di pubblico servizio! Scrivo la presente perplesso come volontario, indignato come cittadino dato che 2 anni e passa di raccomandate non sono serviti a comporre una situazione umiliante per me allora preposto e per gli altri 4 volontari dove a nulla serve la buona volontà a porre rimedio in maniera civile senza ricorrere, ora ormai obbligato, a contenziosi non voluti con entità assurdamente e banalmente inefficienti da un lato (per l'errore iniziale) e inefficaci dall'altro nel porvi rimedio...dico per una cosa/provvedimento fra l'altro non richiesto e con errore reiterato dato l'invio per tempo di elenchi aggiornati dei partecipanti (non si sapeva cmq il vero motivo) anche dopo 3 anni dall'evento all'ente richiedente (provincia per successiva trasmissione alla regione) e moltiplicato per 5 ovvero tutta la squadra. Sinceramente non mi interessa in sè la benemerenza ma ho un grande obbligo morale anche nei confronti degli altri componenti la squadra..ma quello che dà più fastidio é che presentando la problematica ai vari livelli istituzionalmente preposti, nessuno che abbia colto e abbia concretamente fatto qualcosa per questa lesa dignità nei confronti di volontari che hanno fatto il proprio dovere. Ancora grazie per il supporto tecnico e per il preventivo. Cordiali saluti. Caposquadra di p.c. in intervento a l'Aquila 10/17- Capocampo Roio Piano (AQ) 13/17 Aprile 2009

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

I volontari di Protezione Civile esclusi dal riconoscimento della benemerenza per un errore imputabile all'amministrazione regionale possono in linea di principio impugnare il provvedimento davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Tuttavia, il fattore tempo è determinante: il TERMINE PERENTORIO per il ricorso al TAR è di 60 giorni dalla conoscenza dell'atto lesivo, e la sua scadenza può precludere l'azione principale.

Quadro normativo

La materia rientra nel DIRITTO AMMINISTRATIVO. Le benemerenze di Protezione Civile sono disciplinate da normativa nazionale (D.Lgs. 1/2018, Codice della Protezione Civile, e relative circolari del Dipartimento). Il provvedimento che esclude soggetti aventi diritto da un riconoscimento ufficiale è atto amministrativo impugnabile ai sensi del D.Lgs. 104/2010 (Codice del Processo Amministrativo). Se l'amministrazione ha ricevuto formali diffide scritte senza rispondere adeguatamente, si configura anche l'ipotesi di SILENZIO-INADEMPIMENTO, che ha un canale processuale distinto e termini diversi.

Come funziona in pratica

  • Ricorso al TAR Veneto: impugna il provvedimento o l'omissione della Regione Veneto, chiedendo l'annullamento dell'atto escludente e/o l'accertamento del diritto alla benemerenza. Il problema critico è il termine di 60 giorni: se è decorso dalla prima conoscenza dell'esclusione senza che siano intervenuti nuovi atti amministrativi, il ricorso ordinario potrebbe essere inammissibile.
  • Ricorso avverso il silenzio-inadempimento: se è stata inviata una formale DIFFIDA AD ADEMPIERE e l'amministrazione non ha risposto entro 30 giorni, si può ricorrere al TAR per silenzio. Questo strumento ha un termine di un anno dalla scadenza dell'obbligo di provvedere.
  • Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: alternativa al TAR, con termine di 120 giorni, meno costosa ma con tempi molto lunghi.
  • Istanza di autotutela: si può chiedere formalmente alla Regione di riesaminare il provvedimento in via di autotutela (art. 21-nonies L. 241/1990), senza costi legali, anche se l'esito dipende dalla volontà dell'ente.
  • Cosa conviene fare

    La priorità assoluta è verificare con un avvocato amministrativista se i termini per il TAR sono ancora aperti, esaminando tutta la corrispondenza intercorsa: ogni risposta formale dell'amministrazione potrebbe aver riaperto o sospeso i termini. In secondo luogo, raccogliere tutta la documentazione: attestati di partecipazione rilasciati in zona sisma, ricevute di raccomandate, eventuali risposte scritte degli enti. Se i termini ordinari sono scaduti, il ricorso per silenzio-inadempimento o un'ulteriore diffida formale possono essere le vie percorribili. Considerata la delicatezza procedurale e il tempo già trascorso, è indispensabile affidarsi a un avvocato specializzato in diritto amministrativo prima di qualsiasi azione.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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