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È possibile richiedere l’annullamento del matrimonio dopo il divorzio?

L’annullamento del matrimonio preclude la domanda di divorzio, mentre non avviene l’inverso.

< Diritto di Famiglia e Successioni   # Matrimonio   # Separazione  

richiesta di annullamento del matrimonio dopo il divorzio approfondimento avvocatoflash

1. Che cos’è l’annullamento del matrimonio?

Innanzitutto, con l’annullamento del matrimonio, le nozze si considerano come mai celebrate, quindi il vincolo matrimoniale non esiste perché mai generato, tant’è che si ritorna allo status di celibe o nubile.

Per questo si parla più propriamente di nullità del matrimonio che, determina la possibilità di celebrare un nuovo matrimonio:

  • concordatario (sortisce effetti civili pur essendo celebrato innanzi al sacerdote cattolico in Chiesa);
  • civile (regolato integralmente dall’ordinamento italiano);
  • religioso (celebrato in Chiesa dal ministro del culto cattolico, secondo il diritto canonico e non produce effetti civili).

Con il divorzio, invece, si ha lo scioglimento del matrimonio a far data dalla relativa sentenza e comporta alcuni obblighi tra le parti. Con esso si acquisisce lo status di divorziati.

La sentenza di divorzio permette la possibilità di contrarre nuove nozze solo a livello civile. Inoltre, la sentenza di divorzio non preclude la possibilità di chiedere l’annullamento del matrimonio dinanzi alla Sacra Rota.

Poi, abbiamo anche il matrimonio acattolico che è quello celebrato davanti ai ministri diversi da quelli cattolici che è regolato oltre che da disposizioni del codice civile anche da apposite leggi speciali.

Gli impedimenti sono determinate condizioni soggettive che la legge considera incompatibili con l'assunzione del vincolo matrimoniale e che quindi precludono al soggetto la possibilità di contrarre matrimonio

  • la minore età visto che la legge richiede la maggiore età per contrarre matrimonio o il compimento di anni 16 in casi particolari e previa autorizzazione del Tribunale;
  • la violenza se posta in essere per "costringere" a contrarre matrimonio.

1.1 Annullamento del matrimonio civile: cause

Nel momento in cui il matrimonio attraverso l'istituto dell'annullamento viene cancellato fin dall'inizio come se non fosse mai esistito a differenza di quanto accade per il divorzio non è previsto l'obbligo di versare l'assegno al coniuge svantaggiato economicamente

  • l’annullamento viene dichiarato quando il matrimonio non è mai stato valido dalla sua origine;
  • può essere dichiarato nullo il matrimonio se uno degli sposi è condannato per omicidio o tentato omicidio del coniuge dell’altro;
  • è nullo il matrimonio di chi all’epoca della celebrazione era già legato ad altra persona con matrimonio valido agli effetti civili.

2. Le cause di nullità del matrimonio religioso

Per la Chiesa, quando sussistono questi casi detti impedimenti, il matrimonio non è valido e quindi annullabile, così come previsto dal diritto canonico:

  • impotenza sessuale, da non confondere con la semplice sterilità che non è causa di nullità del matrimonio, tranne nel caso in cui la parte sterile abbia tenuto dolosamente nascosta la sua condizione all’altra parte solo per convincerla a sposarsi, cosa che altrimenti non avrebbe fatto;
  • altro precedente matrimonio non annullato. Il concetto base della fede cattolica è la fedeltà e la monogamia;
  • voto di castità per ordine sacro o voto pubblico. Il fine del matrimonio è la procreazione quindi in mancanza di tale possibilità il matrimonio si può impugnare;
  • differenza di credo religioso tra le parti. La parte non cattolica deve rinunciare al proprio credo attraverso un determinato procedimento di conversione;
  • ratto (rapimento) a scopo matrimonio, violenza fisica o timore (ad esempio sposo tizio altrimenti mi ammazza). La decisione di sposarsi deve essere libera ed incondizionata;
  • "impedimento del crimine";
  • consanguineità o affinità o parentela;
  • opposizione alla procreazione;
  • matrimonio rato ma non consumato significa che marito e moglie non hanno avuto un rapporto sessuale completo.

Ci sono poi altre cause di nullità che ricalcano quelle previste per il matrimonio civile:

  • incapacità psichica;
  • simulazione;
  • violenza fisica o minaccia;
  • errore sulla persona.

Recentemente tra le cause che possono portare all’annullamento del matrimonio religioso è stato introdotto il mammismo, termine coniato appositamente dalla Sacra Rota per definire il coniuge che non riesce a staccarsi dai genitori.

3. Effetti della sentenza di nullità del matrimonio religioso

Per avere una sentenza di nullità del matrimonio dal punto di vista religioso, bisogna rivolgersi ad un avvocato ecclesiastico iscritto presso l’Albo Rotale, il quale prepara il libello, cioè il ricorso da depositare al tribunale ecclesiastico.

Se la Sacra Rota si pronuncia a favore della nullità del matrimonio religioso questa fa cessare tutti gli effetti a partire dalla data di celebrazione del matrimonio, quindi, si considera mai celebrato in virtù dei Patti Lateranensi prima e del Concordato poi.

Affinché la sentenza del tribunale ecclesiastico possa essere riconosciuta anche dalla legge civile, bisogna chiedere alla corte d’appello competente un giudizio di delibazione, che serve proprio ad attribuire efficacia nello Stato Italiano alle sentenze del Tribunale ecclesiastico. In pratica la persona può essere considerata libera a tutti gli effetti.

La sentenza di nullità della Sacra Rota prima, e la delibazione da parte della Corte d’appello italiana dopo, comporta la cessazione di qualsiasi obbligazione, cioè viene meno l’obbligo di versare l’assegno di mantenimento nei confronti del coniuge economicamente più debole (salvo alcuni casi specifici).

Nel caso della presenza di figli, questi sono considerati figli legittimi a tutti gli effetti. L’ordinamento italiano li tutela considerandoli come nati da un matrimonio putativo (matrimonio che i coniugi reputavano valido) e dalle recenti leggi. Il giudice civile provvederà tramite sentenza a regolare la loro custodia e il loro mantenimento.

4. I tempi dell’annullamento

Per ottenere l’annullamento del matrimonio religioso, prima della riforma di Papa Francesco, occorrevano due tribunali canonici (di primo grado e poi di secondo grado) per decidere sull’annullamento.

Ora basta una sola sentenza della Sacra Rota (sempre che uno dei due coniugi non vada in appello). I tempi quindi, sono stati ridotti della metà giacché la sentenza si può ottenere entro un anno se non ci sono particolari problemi.

Addirittura, la recente riforma ha previsto che, qualora le cause della nullità del matrimonio risultano essere evidenti e senza impedimenti, a decidere sull’annullamento non è la Sacra Rota ma il vescovo diocesano, riducendo i tempi a trenta giorni.

5. I costi dell’annullamento

La parte che chiede l’annullamento deve poi essere assistita da un patrono ossia l’avvocato laureato e specializzato in diritto canonico. L’onorario può oscillare tra circa 1500 euro e 3000 euro, IVA e contributi previdenziali esclusi.

Fonti normative

Art. 24-29 Cost.

Art. 85-87 c.c.; Art. 117-129 bis c.c.; Art. 149-158 c.c.

Art. 1073-1103 can.; Art. 1142 can.; Art. 1697-1706 can.

Legge n. 1159/1929; Legge n. 898/1970; Legge n. 74/1987

Concordato del 18 febbraio del1984

“Motu proprio” del Papa Francesco I

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