Quali sono le cause di annullamento del matrimonio?

// Diritto di Famiglia e Successioni  

L'annullamento del legame matrimoniale, scioglie il vincolo come se questo non fosse mai esistito a differenza di quanto accade invece con separazione e poi divorzio.

Tra le cause di nullità del matrimonio troviamo gli impedimenti al momento del consenso di uno dei due contraenti, la mancanza di forma canonica, o alcune situazioni che permettano di chiedere una concessione della dispensa per matrimonio non consumato o non sacramentale.

1. Secondo il Codice Civile, quali sono i casi in cui si può chiedere l’annullamento?

Vi sono diversi motivi per cui può essere dichiarata la nullità del matrimonio, ed essi sono elencati nel Codice Civile, che li analizza secondo diversi parametri:

- Età: ovviamente se gli sposi hanno meno di 18 anni e non sono stati autorizzati a contrarre matrimonio dal Tribunale dei Minorenni, su istanza avanzata da colui che non aveva l'età prevista dalla legge potrà essere dichiarata la nullità del matrimonio;

- Parentela: gli sposi che siano tra loro parenti, affini o accomunati dall'adozione, possono entro un anno dalla celebrazione del matrimonio fare richiesta di annullamento;

- Incapacità di intendere e di volere: colui che dimostri di essere stato incapace di intendere e di volere nel momento in cui ha contratto matrimonio, per qualsivoglia causa, anche momentanea, può richiedere l'annullamento del matrimonio. Si badi però che la domanda di annullamento non può essere presentata se dopo aver recuperato del tutto le proprie facoltà mentali, il soggetto abbia convissuto con il coniuge per più di un anno;

- Interdizione: può essere soggetto ad annullamento il matrimonio che è stato celebrato quando una delle due parti sia stata dichiarata interdetta da sentenza passata in giudicato, o anche da sentenza successiva alla celebrazione se è dimostrato che il soggetto che ha contratto matrimonio all'epoca della celebrazione non era nel pieno delle sue facoltà mentali;

- Violenza, minaccia o timore: può essere annullato il matrimonio che sia stato celebrato a seguito di violenza ( sia che essa consista in coercizione fisica o psicologica), di minaccia di subire un danno ingiusto, e dal timore. Anche qui però è necessario che i due coniugi non convivano da più di un anno dall'ultimo episodio di violenza o minaccia, affinchè si possa richiedere l'annullamento;

- Delitto: se uno dei due coniugi ha commesso un reato, allora l'altro coniuge ha diritto a chiedere l'annullamento del matrimonio per ragioni morali;

- Errore: con errore la legge intende due significati ben distinti (ma che entrambi possono essere causa di annullamento). Infatti si può parlare di:

- errore sull'identità della persona ( ho sposato tizio che non ha un lavoro, ma io in realtà credevo di sposare Caio che mi aveva detto essere un imprenditore),

-errore essenziale sulle caratteristiche o sulle qualità delle persone che riguardino ad esempio, una malattia che impedisca il normale svolgimento della vita intima della coppia, una condanna per delitto doloso per i reati più gravi previsti dall'ordinamento, condanne riferite a reati a sfondo sessuale etc.....

Anche in questo caso l'istanza può essere avanzata entro un anno dalla scoperta dell'errore.

2. Gli impedimenti previsti dalla sacra rota

Oltre a quelli precedentemente elencati dal Codice Civile, il diritto canonico prevede altri e più specifici impedimenti. Il Codice di diritto Canonico, prevede queste specificità agli artt. 1073 -1094 ed in particolare possono essere valide cause di nullità:

- 1087: coloro che hanno ricevuto ordine sacro di castità emesso da un istituto religioso, poiché istituiti in sacri ordini ( il clero);

- art 1088: colui che abbia contratto matrimonio ma che abbia fatto precedentemente alla sua celebrazione voto pubblico di castità perpetuo emesso da un istituto religioso;

- art 1086: la nullità può essere invocata se vi sia differenza di culto, ovvero mancanza del sacramento del battesimo, per uno dei due coniugi;

- deve essere rispettata la forma canonica della celebrazione del rito

3. Effetti dell'annullamento

3.1 Quali sono gli effetti della sentenza di annullamento emessa dal Tribunale Ecclesiastico?

Gli effetti della sentenza emessa dal Tribunale Ecclesiastico sono gli stessi che derivano da una decisione emessa dall'autorità civile, purché questa venga resa esecutiva tramite un procedimento di così detta delibazione, da esperire inanzi alla Corte d'Appello di appartenenza delle parti.

Per quel che concerne gli effetti veri e propri dell'annullamento, bisogna che si distingua se le parti siano sempre stati in buona fede o se anche solo uno dei due coniugi abbia agito in mala fede ingannando l'altro, oppure ancora se entrambi abbiano agito in mala fede. Nel primo caso, il matrimonio si considera valido fino a che non viene emessa sentenza di annullamento che appunto scioglie il vincolo matrimoniale, nel secondo caso il matrimonio viene considerato valido per il solo coniuge in buona fede, mentre se entrambi avessero agito in mala fede allora il matrimonio si considera come mai avvenuto.

3.2 Dopo l'annullamento quali conseguenze subiscono i rapporti economici del nucleo famigliare e i rapporti con i figli?

In realtà non si verifica nulla di così diverso rispetto alle sentenze emesse da un autorità giudiziaria civile: se sarà il caso il giudice potrà prevedere un assegno di mantenimento per il coniuge con maggiori difficoltà economiche, in ragione delle disponibilità economiche dell'altro.

Il giudice potrebbe altresì condannare la parte che ha cagionato l'annullamento al pagamento di un'indennità, il cui valore non sarà inferiore ad una somma che possa assicurare il mantenimento del coniuge per almeno 3 anni.

I rapporti con i figli restano invariati nei confronti dei genitori, con la sola eccezione che nel caso in cui il matrimonio fosse affetto da bigamia oppure sia stato celebrato tra parenti, allora i figli non verranno più considerati come figli legittimi bensì come figli naturali della coppia.

4. Quali sono le procedure, i costi e i tempi per ottenere l'annullamento?

4.1 Quale procedura?

L'autorità preposta all'emissione della sentenza di annullamento del matrimonio religioso (come si è detto) è il Tribunale Ecclesiastico di prime cure competente, vale a dire quello in cui il richiedente è domiciliato. Una volta fatta pervenire formale richiesta, che in gergo viene anche chiamata libello, il Vicario giudiziale competente si occuperà di nominare un collegio così strutturato: un presidente, due giudici, e il Difensore del vincolo da lui nominato. Il presidente emette decreto di citazione per l'altra parte, la quale riceve l'istanza del coniuge, viene altresì informata dei suoi diritti e chiamata a rispondere di conseguenza. Possono anche essere citati dei testi.

A seguito della citazione, vi è una fase istruttoria che comprende l'escussione dei testi e la raccolta delle prove; verrà in seguito formato un fascicolo, visionabile dalle parti su istanza. La sentenza poi finalmente emessa dal collegio, dovrà essere confermata dal Tribunale di secondo grado, vale a dire in appello: solo a quel punto l'annullamento è definitivo.

4.2 Quali tempistiche?

I tempi purtroppo non sono brevi, si parla di almeno due anni, che possono aumentare se la decisione di primo grado non è confermata in prima battuta dal Tribunale di secondo grado.

4.3 Quali costi?

Per il Tribunale i costi si aggirano sui 525 Euro, ai quali si devono aggiungere le spese legali ( che variano a seconda delle tempistiche e dell'attività in generale apportata dalla causa) che possono raggiungere anche i 3000 Euro, comprendenti IVA e Cassa Forense.

Fonti normative

Codice Civile, artt. 117 e segg.

Codice di Diritto Canonico: cann. 1084-1094

1400-1656

1671-1691

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