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Assegno di mantenimento dei figli di genitori non sposati

I figli, nati da coppie non unite in matrimonio, godono degli stessi diritti riconosciuti ai figli nati da coppie legate dal vincolo matrimoniale, spettando ad essi il diritto ad essere mantenuti da entrambi i genitori. Vediamo come funziona.

< Diritto di Famiglia e Successioni   # AssegnoMantenimento  

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1. I figli di genitori non sposati

L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema del diritto di famiglia e, più precisamente, il diritto di mantenimento riconosciuto ai figli nati da genitori non uniti in matrimonio.

Nel nostro ordinamento, sussisteva una disparità di trattamento tra i figli nati da coppie legate dal vincolo matrimoniale ed i figli nati, invece, da genitori non sposati tra loro, definendo i primi come figli legittimi ed i secondi come figli naturali.

Tale disparità, è venuta meno con la legge n. 219 del 2012, di riforma della filiazione che ha abrogato la differenza di status tra figli legittimi e naturali, eliminando dal codice civile ogni distinzione, come è confermato, dal riformato articolo 315 del codice civile, secondo cui “tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico”.

Da ciò deriva, che i genitori hanno nei confronti dei figli nati al di fuori del matrimonio, gli stessi diritti e doveri che sono previsti a favore dei figli, nati in costanza di matrimonio. Questi, devono provvedere, secondo la loro capacità lavorativa o apporto casalingo, al mantenimento, all’educazione e istruzione dei figli, fornendo l’assistenza morale e materiale, al fine di rispondere alle necessità della prole. I figli nati da genitori conviventi lo si ripete hanno gli stessi diritti di quelli nati da genitori sposati cioè di essere mantenuti educati istruiti e assistiti moralmente nel rispetto delle loro capacità delle loro inclinazioni naturali e delle loro aspirazioni.

Ciò è confermato dall’orientamento giurisprudenziale, secondo cui, l’obbligo dei genitori di mantenere i figli, sussiste per il solo fatto di averli generati e prescinde da qualsiasi domanda, dal momento che è sorto sin dalla nascita, il diritto del figlio naturale ad essere mantenuto, istruito ed educato nei confronti di entrambi i genitori (Cass. Civile, 10 aprile 2012, n. 5652).

Detto ciò, vediamo nello specifico, il diritto di mantenimento dei figli di genitori non sposati.

2. Il mantenimento dei figli di genitori non sposati

Il mantenimento dei figli minorenni nati da genitori non legati dal vincolo matrimoniale, può avvenire in base a specifici accordi stipulati dai genitori stessi. Questi, possono disciplinare di comune accordo l’affidamento dei figli, pattuendo presso quale genitore il figlio sarà collocato stabilmente, indicando le modalità ed i tempi di visita riconosciuti all’altro.

È inoltre possibile accordarsi sull’assegno di mantenimento dei figli minorenni, indicando il contributo economico dovuto da ognuno di essi, anche in misura differente secondo la diversa capacità reddituale di cui dispongono. Qualora i genitori, non raggiungano un accordo sull’affidamento e mantenimento dei loro figli, sarà il giudice a dirimere la controversia.

In tal caso infatti, il giudice, valutate tutte le circostanze del caso specifico nell’esclusivo interesse del minore, deciderà sull’affidamento e diritto di visita del genitore non collocatario, determinando la somma di denaro, dovuta da entrambi i genitori, in proporzione al loro reddito a titolo di mantenimento dei figli.

Nell’ipotesi in cui i genitori abbiano redditi differenti, il giudice disporrà a carico del genitore dotato di un reddito più elevato il versamento dell’assegno di mantenimento. Verrà inoltre indicata la misura sulla base delle necessità che esige la prole, in considerazione della condizione economica goduta in famiglia, nonché dei redditi che i genitori posseggono e il loro apporto all’assistenza morale e materiale dei figli medesimi.

L’assegno di mantenimento, spetta anche ai figli maggiorenni dei genitori non sposati tra loro se non dispongono dell'autosufficienza economica.

L’obbligo dei genitori di provvedere al mantenimento dei figli, non cessa automaticamente quando essi diventano maggiorenni, ma persiste fin quando non siano indipendenti economicamente, tali da sostenersi autonomamente.

A tal fine, il figlio maggiorenne, può rivolgersi al giudice, affinché questi stabilisca a suo favore, il versamento dell’assegno di mantenimento da parte dei genitori.

Tale obbligo viene meno quando il figlio maggiorenne sia autosufficiente economicamente, ossia nel momento in cui svolga una professione, corrispondente alle competenze acquisite nel percorso di studio e in linea alle condizioni di mercato, tale da ricavarne il reddito sufficiente a far fronte autonomamente alle proprie esigenze quotidiane. Nel caso di separazione della coppia non sposata esattamente come per quella sposata si tratterà di stabilire un equilibrato regime di affidamento del figlio che per regola generale e salvo eccezioni dovrà essere quello condiviso con collocamento prevalente presso uno dei genitori al quale potrà essere assegnata la casa familiare anche se di proprietà esclusiva dell’altro genitore ed un adeguato concorso al mantenimento dello stesso da parte del genitore non collocatario.

Roberto Ruocco

Fonti normative

Legge 10 dicembre 2012, n. 219: Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali

Codice civile: articoli 315, 315 bis, 336 bis, 337 ter, 337 septies

Cassazione Civile, Sentenza 10 aprile 2012, n. 5652

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