Diritti e Doveri del Lavoratore

Esplora l'equilibrio tra diritti e doveri dei lavoratori nel contesto legale attuale. Scopri le normative chiave che definiscono le responsabilità e le protezioni per i dipendenti in Italia.

Nel contesto socio-economico contemporaneo, la relazione tra i lavoratori e i loro datori di lavoro è al centro di un dibattito cruciale sulla giustizia, l'equità e la sostenibilità del mondo del lavoro. La questione dei diritti e dei doveri dei lavoratori riveste un'importanza fondamentale, poiché influisce non solo sul benessere individuale dei lavoratori stessi, ma anche sulla stabilità e sulla prosperità dell'intera società. Da un lato, i diritti dei lavoratori sono garanzie essenziali per proteggere la dignità umana, promuovere la giustizia sociale e garantire condizioni di lavoro dignitose.

Dall'altro lato, i doveri dei lavoratori rappresentano un impegno reciproco nei confronti del datore di lavoro, della comunità e della società nel loro insieme. In questo articolo, focalizzandoci la figura più emblematica del rapporto di lavoro subordinato, esploreremo gli elementi chiave dei diritti e dei doveri dei lavoratori, analizzando le sfide attuali e proponendo soluzioni per promuovere un ambiente lavorativo equo, inclusivo e sostenibile.

Diritti patrimoniali e Diritti personali

In Italia, il modello prevalente di rapporto lavorativo è quello del lavoro subordinato, noto anche come lavoro dipendente. Questo tipo di rapporto impone al lavoratore una serie di doveri, tra cui la diligenza, l'obbedienza e la fedeltà nell'esecuzione del proprio lavoro, il rispetto di orari e/o turni di lavoro. Tuttavia, è importante sottolineare che i lavoratori dipendenti hanno anche diritti fondamentali, purtroppo spesso compromessi o negati nella realtà odierna. Esaminiamo ora i principali diritti del lavoratore dipendente, i quali corrispondono ad altrettanti obblighi imposti al datore di lavoro. Possiamo suddividerli in due categorie principali: diritti patrimoniali e i diritti personali.

Diritti patrimoniali: Questi includono il diritto alla retribuzione, alle ferie retribuite, alle tredicesime e quattordicesime mensilità, nonché il diritto a eventuali indennizzi o risarcimenti in caso di licenziamento ingiusto o altre violazioni contrattuali.

Il diritto alla retribuzione

Rappresenta un fondamentale aspetto dei diritti patrimoniali del lavoratore dipendente. Esso implica che il lavoratore abbia il diritto di essere compensato in modo equo e proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. La retribuzione deve essere sufficiente per garantire una vita dignitosa per il lavoratore e la sua famiglia, come sancito dall'articolo 36 della Costituzione italiana. I contratti nazionali di categoria o settore stabiliscono il livello minimo di retribuzione che deve essere garantito a tutti i lavoratori all'interno di quella categoria o settore. Inoltre, il lavoro svolto durante le giornate festive, come le domeniche, il Natale e la Pasqua, comporta un diritto a una maggiorazione retributiva rispetto al lavoro svolto nei giorni feriali. Se un contratto individuale di lavoro prevedesse una retribuzione inferiore al minimo stabilito dal contratto di categoria o settore, tale clausola sarebbe considerata nulla in contrasto con una norma imperativa. In tal caso, il lavoratore avrebbe il diritto di ricorrere in giudizio per far valere i propri diritti e sarebbe il giudice a stabilire la retribuzione adeguata in base alla legge e agli accordi collettivi.

Diritti personali: Questi riguardano la tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, la non discriminazione, il rispetto della dignità e della privacy del lavoratore, nonché il diritto all'equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. Tra i diritti personali del lavoratore, quattro emergono come fondamentali, oltre ad altri altrettanto cruciali. Li esamineremo di seguito.

Diritto alla salute e alla sicurezza sul lavoro

Uno dei diritti più cruciali per il lavoratore riguarda la sua salute e sicurezza sul luogo di lavoro, considerato che la tutela della salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della società nel suo complesso, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione italiana. Parallelamente, il datore di lavoro ha l'obbligo legale di adottare tutte le misure necessarie, in base alla natura del lavoro, per proteggere l'integrità fisica e morale del lavoratore, come stabilito dall'articolo 2087 del Codice Civile.

Il datore di lavoro assume una posizione di garanzia nei confronti dei lavoratori e deve quindi garantire condizioni di lavoro sicure, evitando situazioni stressanti o ambienti dannosi per la salute. Le misure di tutela generali, delineate nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro), impongono una serie di obblighi al datore di lavoro:

  • Valutazione dei rischi e implementazione di programmi di prevenzione
  • Applicazione di principi ergonomici per l'organizzazione del lavoro
  • Sottoposizione dei lavoratori a controlli sanitari regolari
  • Informazione, formazione e coinvolgimento attivo dei lavoratori nella gestione della sicurezza sul lavoro

Il mancato rispetto di tali obblighi da parte del datore di lavoro può comportare conseguenze legali, quali accuse di lesione personale colposa o omicidio colposo, come previsto dagli articoli 589 e 590 del Codice Penale, in caso di eventi dannosi per i lavoratori.

Il diritto al riposo e alle ferie retribuite.

Il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutive ogni ventiquattro ore e, se l'orario di lavoro supera le sei ore giornaliere, ha diritto a una pausa per recuperare energie e consumare pasti. Inoltre, il lavoratore ha diritto a un riposo settimanale di almeno ventiquattro ore consecutive, di norma coincidente con la domenica. Un'altra garanzia per il lavoratore è il diritto a un periodo annuale di ferie retribuite, la cui durata minima è di quattro settimane, salvo diversamente stabilito dai contratti collettivi.

Diritto di adempiere a funzioni pubbliche

Un altro diritto del lavoratore dipendente concerne la conservazione del posto di lavoro per l’intera durata del mandato politico o amministrativo. In altri termini, chi svolge funzioni pubbliche o riveste cariche sindacali viene collocato in un periodo di aspettativa pari alla durata del mandato senza erogazione della retribuzione.

Diritti sindacali

I diritti sindacali sono diritti dei lavoratori dipendenti, che trovano una loro disciplina specifica nello Statuto dei lavoratori. Vediamo brevemente quali sono i singoli diritti sindacali dei dipendenti:

  • Diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro (art. 14 Statuto dei lavoratori)
  • Diritto di assemblea, cioè di riunirsi all’interno dell’unità produttiva (art. 20 Statuto dei lavoratori)
  • Diritto ad indire un referendum per vagliare l’opinione del singolo su materie inerenti l’attività sindacale (art. 21 Statuto dei lavoratori)
  • Diritto a raccogliere contributi e svolgere opera di proselitismo per la loro organizzazione sindacale (art. 26 Statuto dei lavoratori)

Una considerazione speciale merita il diritto dei lavoratori dipendenti di interrompere la loro attività in modo continuativo e collettivo per perseguire un interesse comune: il cd. diritto di sciopero (art. 40 Cost.). Tutti i dipendenti, pubblici e privati, possono esercitare tale diritto, conservando il posto di lavoro e non percependo alcuna retribuzione per le giornate di sciopero. L’esercizio di questo diritto del lavoratore dipendente incontra, tuttavia, alcuni limiti.

Non tutti i lavoratori dipendenti sono titolari di tale diritto: ad esempio, ai militari e ai poliziotti è inibito il diritto di sciopero. Vi sono poi casi in cui l’esercizio del diritto di sciopero si pone in contrasto con interessi ritenuti fondamentali dall’ordinamento: questo è il caso dei servizi pubblici essenziali (ospedali, trasporti). Pensiamo, infatti, a tutte le volte in cui sia proclamato uno sciopero da parte dei lavoratori del servizio di trasporto pubblico. Questi lavoratori possono sì scioperare ma dovranno garantire alla collettività le cd. fasce orarie di garanzia.

Diritto alla maternità

Il diritto alla maternità e alla paternità garantisce che tutte le lavoratrici possano usufruire di un periodo di congedo senza rischiare conseguenze lavorative negative o la perdita del posto di lavoro. Le donne possono richiedere un periodo di astensione dal lavoro due mesi prima della presunta data del parto e fino a tre mesi dopo il parto, con diritto a permessi retribuiti per visite mediche e esami specialistici.

Altri diritti includono la retribuzione durante il congedo, il conteggio del periodo di congedo nell'anzianità di servizio e la protezione dal licenziamento entro il primo anno di vita del bambino. Questi diritti sono estesi anche ai padri, che possono richiedere il congedo di paternità in caso di decesso della madre o affidamento esclusivo del bambino, con un'indennità pari all'80% della loro retribuzione. Entrambi i genitori hanno diritto al congedo parentale, con un massimo di sei mesi per la madre e sette mesi per il padre nei primi otto anni di vita del bambino. Inoltre, i familiari di persone con disabilità hanno ulteriori diritti, come il congedo straordinario e i permessi giornalieri e mensili.

Altri diritti dei lavoratori dipendenti

Fanno parte dei diritti dei lavoratori anche i seguenti diritti:

  • Il diritto del dipendente ad essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all’inquadramento che abbia successivamente acquisito.
  • Il diritto del tossicodipendente a conservare il posto di lavoro, senza retribuzione, per l’intera durata del trattamento riabilitativo e, in ogni caso, per un periodo non superiore a tre anni.
  • Il diritto dei dipendenti a richiedere permessi retribuiti affinché possano conseguire un titolo di studio o coltivare interessi slegati dall’attività professionale. Essi ne potranno fruire per un periodo, continuativo o frazionato, massimo di undici mesi nell’arco dell’intera attività lavorativa e purché abbiano maturato almeno 5 anni di anzianità presso la stessa azienda.
  • Il diritto dei lavoratori che rivestono la carica di dirigenti sindacali di richiedere permessi retribuiti.

Legge di Bilancio 2024

È opportuno menzionare in questa sede La legge n. 213 del 30/12/2023, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, la quale introduce importanti misure a favore di lavoratori, imprese e famiglie per il triennio 2024-2026, andando così, per diversi aspetti, ad arricchire il ventaglio di diritti dei lavoratori. Tra le principali novità:

  • Conferma del taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, mantenendo un'agevolazione per le retribuzioni mensili fino a determinate soglie.
  • Detassazione dei Fringe Benefits per i lavoratori dipendenti, con esenzione da reddito fino a determinati importi. Tassazione agevolata dei premi di risultato per i dipendenti del settore privato, con un'imposizione agevolata per premi e partecipazioni agli utili.
  • Agevolazioni per i lavoratori del settore turistico e della ristorazione per il periodo gennaio-giugno 2024.
  • Garanzie economiche per il personale della Croce Rossa Italiana e per il personale assunto da altre amministrazioni.
  • Stanziamenti per il rinnovo dei contratti collettivi delle pubbliche amministrazioni, con incrementi significativi di fondi per miglioramenti contrattuali.
  • Efficienza degli uffici del Registro unico nazionale del Terzo settore, tramite assunzioni di personale da parte delle province autonome di Trento e Bolzano.

Queste misure sono volte a sostenere la crescita economica e sociale del Paese, garantendo benefici tangibili per lavoratori, imprese e famiglie.

Conclusioni

I diritti e doveri dei lavoratori rappresentano un equilibrio fondamentale all'interno del contesto lavorativo, contribuendo a garantire una relazione sana e produttiva tra dipendenti e datori di lavoro. I diritti dei lavoratori, come il diritto alla retribuzione equa, alla salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro, alla maternità e alla paternità, sono essenziali per assicurare condizioni lavorative dignitose e rispettose della persona umana. Al contempo, i doveri dei lavoratori, quali l'obbligo di diligenza, obbedienza e fedeltà, sono importanti per mantenere l'efficienza e la coesione all'interno dell'ambiente lavorativo. In definitiva, la promozione e la tutela dei diritti dei lavoratori, insieme al rispetto dei loro doveri, sono fondamentali per la creazione di una società più equa, solidale e prospera, in cui il lavoro sia valorizzato come un mezzo di realizzazione personale e di sviluppo socio-economico.

Fonti normative

  • Costituzione: artt. 32, 36, 40 Cost.
  • Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro: d. lgs. 9 aprile 2008, n. 81
  • Statuto dei lavoratori (l. 20 maggio 1970, n. 300): artt. 14, 20, 21, 26
  • Codice civile: art. 2087 c.c.
  • Legge di Bilancio 2024