Ci sono casi in cui il Comune può cancellare il cittadino dall’iscrizione anagrafica. Quando succede, come avviene e quali sono le conseguenze?

quando decade residenza

 

1. Cosa si intende per residenza?

Prima di verificare quando il Comune può cancellare il cittadino dalle iscrizioni anagrafiche, è opportuno, innanzitutto, definire cosa si intende per residenza.

La residenza di una persona, alla luce di quanto previsto dall’articolo 43, comma 2, del codice civile e dell’art. 3 del DPR n. 223 del 1989 (Regolamento anagrafico), è determinata dall’abituale e volontaria dimora in un determinato luogo. Per costante giurisprudenza il concetto di abitualità si caratterizza di un elemento oggettivo, ovvero la stabilità nella dimora, e di un elemento soggettivo consistente nell’intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali.

La residenza si distingue, quindi, sia dal domicilio sia dalla dimora. Infatti:

  • il domicilio è il luogo in cui il soggetto ha stabilito la sede principale dei suoi affari od interessi. Si pensi ad esempio al luogo in cui il soggetto esercita la propria attività professionale;
  • la dimora è il luogo in cui il soggetto attualmente soggiorna, che a differenza della residenza manca del carattere dell’abitualità. Si pensi alla casa in cui si trascorrono le vacanze estive.

Il concetto di abitualità che contraddistingue la residenza fa sì che essa non venga meno a causa di assenze prolungate, sia esse volontarie (necessità lavorative) o forzate (carcerazione).

La residenza viene fissata attraverso l’iscrizione presso l’anagrafe del Comune in cui il soggetto decide di dimorare abitualmente.

L’iscrizione nell’anagrafe, ai sensi dell’art. 7 DPR 223/1989, viene effettuata:

  • per nascita, presso il comune di residenza dei genitori o presso il comune di residenza della madre qualora i genitori risultino residenti in comuni diversi, ovvero, quando siano ignoti i genitori, nel comune ove è residente la persona o la convivenza cui il nato è stato affidato;
  • per esistenza giudizialmente dichiarata;
  • per trasferimento di residenza dall'estero.

2. Cancellazione della residenza

L’art. 11 del DPR 223/1989 stabilisce i casi in cui il Comune può procedere alla cancellazione dall’iscrizione anagrafica che sono:

  • morte;
  • trasferimento in altro comune o all’estero;
  • irreperibilità.

2.1 Cancellazione per morte

Nell’ipotesi di morte, la cancellazione dall’anagrafe avviene d’ufficio, con la dichiarazione di decesso presentata dal medico o dall’ospedale al Comune.

2.2 Cancellazione per trasferimento in altro comune o all’estero

Nell’ipotesi di trasferimento in un altro Comune, il soggetto interessato deve comunicare a quest’ultimo la propria residenza. Trascorsi due giorni il precedente Comune provvederà alla cancellazione dell’interessato dalla propria anagrafe.

Diversamente, in caso di trasferimento all’estero, il cittadino deve presentare richiesta di iscrizione all’AIRE (anagrafe italiani residenti all’estero) presso il Consolato italiano competente per territorio che provvederà a comunicare al Comune italiano di residenza l’avvenuto trasferimento. La cancellazione dall’anagrafe e l’iscrizione all’AIRE avverrà nei due giorni successivi dal ricevimento della comunicazione dal consolato.

2.3 Cancellazione per irreperibilità

La cancellazione dall’anagrafe per irreperibilità avviene all’esito di un procedimento che può essere avviato in due casi:

  • irreperibilità al censimento
  • irreperibilità a seguito di ripetuti accertamenti.

Cosa succede se non hai una residenza?

L’iscrizione, nelle liste anagrafiche di un Comune situato sul territorio Italiano, è fondamentale per il singolo individuo, dal momento che alla residenza, è legato il riconoscimento di una molteplicità di diritti, molti dei quali, garantiti anche a livello costituzionale.

Infatti, non avere la residenza, in un comune Italiano, comporta l’impossibilità di godere:

1. dei diritti anagrafici: si pensi al rilascio della Carta d’identità oppure del Certificato sullo Stato di Famiglia, necessario sia per la concessione degli assegni familiari, nel caso di figli a carico del contribuente, e sia per la compilazione del modello I.S.E.E. occorrente ad esempio per ottenere agevolazioni fiscali o benefici economici;

2. del diritto di voto: la residenza, è necessaria al fine di essere iscritto presso la circoscrizione di un determinato Collegio Elettorale, e pertanto in sua mancanza, viene meno anche la possibilità dell'elettorato attivo e passivo (esprimere il proprio voto oppure essere eletti);

3. dei diritti in materia di lavoro: la residenza, è altresì, necessaria per l’iscrizione presso i Centri per l’Impiego, nonché per l’avvio di un'attività commerciale, dal momento che occorre indicare una residenza, al fine di aprire una propria Partita IVA;

4. dei diritti relativi alla salute: la residenza, è il requisito imprescindibile per l'iscrizione presso la competente ASL, del territorio di appartenenza, e di conseguenza per accedere ai servizi garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale, compresa l’individuazione del proprio medico di base nonché per ottenere le agevolazioni sanitarie individuate in base al luogo, ove il soggetto, viva stabilmente;

5. dei diritti in materia di assistenza sociale ed economica, come nel caso della pensione sociale oppure della pensione d’invalidità, senza la residenza, infatti, tali prestazioni, non possono essere erogate. Allo stesso modo, la residenza è richiesta per accedere ai bonus sociali, previsti per le classi meno abbienti, come per esempio la Social Card, per gli acquisti alimentari o per le agevolazione in materia di fornitura del gas o corrente elettrica;

6. dei diritti previsti in sede giurisdizionale: la residenza, infatti, costituisce il luogo primario per la notifica e ricevimento degli atti giudiziari ed amministrativi. Alla residenza, inoltre, si fa riferimento per l'individuazione dell’organo giurisdizionale, competente per territorio, nonché del luogo ove promuovere un giudizio nei confronti di una persona fisica o giuridica, in mancanza della residenza abituale, infatti, il convenuto andrà citato in giudizio sulla base del domicilio o dimora.

La residenza, è necessaria, altresì, per accedere all’istituto del Gratuito Patrocinio, infatti la richiesta, inoltrata presso il competente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, deve essere accompagnata dai certificati relativi sia alla residenza e sia allo stato di famiglia;

7. dei diritti previsti in sede di matrimonio, la residenza, occorre al fine di espletare gli adempimenti richiesti in caso di matrimonio, come le pubblicazioni oppure per ottenere il nulla osta, necessario a celebrare il rito matrimoniale, in un comune diverso da quello in cui si abbia la propria residenza.

Come togliere la residenza ad un ex inquilino?

Qualora, il conduttore, rilasci l’immobile tenuto in locazione, è obbligato ai sensi dell’articolo 2 della Lg. n. 1228 del 1954, a richiedere la variazione della propria residenza, ove rimanga nello stesso comune oppure di chiedere l'iscrizione nelle liste anagrafiche del nuovo comune, ove vivrà stabilmente e contestualmente comunicare il trasferimento al precedente comune di residenza, al fine di consentire le operazioni necessarie da parte dell’ufficio anagrafico.

Tuttavia, può accadere, che il conduttore, lasciata l’abitazione, non compia tali adempimenti, e pertanto che si possano creare inconvenienti per il proprietario, ritornato in possesso del proprio immobile, come nel caso in cui, continui a ricevere la posta dell’ex inquilino oppure atti che lo riguardino personalmente.

In tal caso, il proprietario dell’immobile, precedentemente locato, per far cessare tale situazione de facto, ai sensi degli articolo 4 e 5 della Lg. n. 1228 del 1954, può rivolgersi, sia personalmente che a mezzo raccomandata A/R o P.E.C., all’ufficiale dell’anagrafe del comune ove si trova l’immobile, al fine di rendere nota la circostanza e consentire alla pubblica amministrazione di compiere i necessari accertamenti. Il responsabile dell’ufficio anagrafico, infatti, a seguito della notizia inoltrata dal proprietario, potrà invitare il conduttore a presentarsi, presso l’ufficio dell’anagrafe, per fornire i necessari chiarimenti nonché disporre le relative indagini per appurare la verità e se del caso, procedere alla variazione o cancellazione dalle liste anagrafiche dell’ex inquilino, disponendo a suo carico, anche il pagamento di una sanzione amministrativa.

3. Procedimento di cancellazione per irreperibilità

Il procedimento più complesso di cancellazione dai registri anagrafici è quello per irreperibilità, previsto dall’art. 11 lettera c del DPR 223/1989. La cancellazione avviene quando, a seguito di accertamenti, ripetuti ed intervallati nel tempo, la persona interessata risulti irreperibile ovvero non più dimorante abitualmente all’indirizzo di iscrizione anagrafica, né in un altro Comune, né risulti iscritto all’AIRE.

L’impulso al procedimento può avvenire d’ufficio, come nei casi di censimento, o dietro segnalazione da parte di un ente pubblico, di un soggetto esercente una funzione pubblica (es compagnia del gas o della luce) o di un privato cittadino.

L’avvio del procedimento deve essere comunicato al soggetto interessato attraverso notifica di raccomandata A/R all’indirizzo di iscrizione anagrafica.

Le verifiche, volte ad accertare l’effettiva irreperibilità del soggetto, si protraggono, solitamente, per un anno. Se al termine degli atti di accertamento il soggetto non venga trovato, allora si considererà raggiunta la prova dell’irreperibilità.

Dunque, una volta ottenuta la prova dell’irreperibilità, l’Ufficiale dell’anagrafe procederà a concludere il procedimento adottando il provvedimento di cancellazione del soggetto interessato dall’iscrizione anagrafica, che dovrà essere notificato allo stesso.

4. Conseguenze della cancellazione ed eventuale ripristino

La cancellazione della residenza porta con sé determinate conseguenze che sono:

  • la perdita del diritto al voto;
  • l’impossibilità di ottenere le certificazioni anagrafiche, carte di identità e di altri documenti;
  • la cancellazione dall’assistenza sanitaria.

Al fine di non incorrere in queste conseguenze, il soggetto interessato potrà ripristinare l’iscrizione anagrafica.

Il ripristino potrà avvenire o attraverso la reiscrizione, della propria residenza, nei registri anagrafici o attraverso il ricorso al Prefetto. Mentre con la reiscrizione la residenza sarebbe da considerarsi interrotta dal momento della cancellazione fino al momento della reiscrizione della stessa, diversamente, qualora il ricorso al Prefetto sortisca esito positivo, la residenza sarebbe ripristinata con annullamento del provvedimento di cancellazione.

Fonti normative

DPR n. 223 del 1989 (Regolamento anagrafico)

Cassazione sentenza n. 25726 del 2011

Circolare Istat n. 70/1989

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