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In quali casi un contratto è nullo?

Cause di nullità e conseguenze, differenze tra nullità ed annullabilità e rilevabilità d'ufficio.

< Diritto Civile   # Nullita  

 casi contratto nullo approfondimento avvocatoflash

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1. Quando un contratto è nullo

Le ipotesi di nullità sono previste dall’art. 1418 c.c. Al primo comma si statuisce che un contratto è nullo quando è contrario a norme imperative di legge ovvero è contrario a norme che non possono essere derogate per volontà delle parti. Al secondo comma vengono elencate ipotesi tipiche di nullità ovvero quando un contratto difetta di uno o più requisiti essenziali (quali la causa, l’accordo, l’oggetto o la forma, se richiesta a pena di nullità) o se sono illeciti o nel caso di illiceità dei motivi, se comuni alle parti. Infine, il terzo comma statuisce che un contratto è nullo in tutti gli altri casi previsti dalla legge.

2. Gli effetti della nullità

Prima conseguenza della nullità di un contratto è l’impossibilità per le parti di sanare il contratto medesimo, sempre che la legge non disponga diversamente (art. 1423 c.c.).

La nullità può investire l’intero contratto oppure singole clausole.

La nullità parziale di un contratto o la nullità di singole clausole travolge l’intero contratto, che è a sua volta nullo, se risulta che i contraenti non lo avrebbero concluso senza quella parte del contratto dichiarata nulla.

Si precisa inoltre che l’art. 1419 comma secondo c.c. statuisce che la nullità delle singole clausole non determina la nullità dell’intero contratto, quando le clausole dichiarate nulle sono sostituite di diritto da norme imperative.

Cosa succede se le parti hanno dato esecuzione al contratto?

Quando il contratto è nullo e siano state eseguite delle prestazioni le stesse devono essere restituite fatto salvo il caso in cui si tratti di contratto ad esecuzione continuata o periodica (ad esempio la locazione).

A titolo di esempio un contratto nullo di comodato su un appartamento potrebbe convertirsi in una locazione valida qualora ne ricorrano ovviamente tutti gli elementi di sostanza e di forma che prescrive la legge per il contratto di locazione.

3. I termini per l’azione di nullità

L’azione di nullità è imprescrittibile.

L’art 1422 c.c. dispone che sono fatti salvi gli effetti dell’usucapione e della prescrizione delle azioni di ripetizione

Inoltre, la nullità è rilevabile dal giudice in ogni stato e grado del giudizio.

4. Differenze tra nullità ed annullabilità

Abbiamo visto quali sono le cause di nullità, vediamo adesso quelle di annullabilità al fine di coglierne le differenze. Un contratto è annullabile (forma meno grave di invalidità rispetto alla nullità, con la quale si permette al contraente di impugnare il negozio giuridico viziato e di farne cessare l'efficacia) quando:

  • una parte è incapace;
  • il consenso è stato dato per errore (essenziale e riconoscibile dall'altro contraente);
  • estorto con violenza (anche esercitata da un terzo);
  • carpito con dolo (raggiri tali da parte di un contraente tali che, in mancanza, l'altra parte non avrebbe prestato il proprio consenso).

L'annullabilità produce gli effetti di un contratto valido, ma vengono meno una volta accolta l'azione di annullamento. L'annullabilità può essere fatta valere solo dalla parte interessata e la relativa azione si prescrive in cinque anni. Il contratto annullabile può essere sanato tramite convalida o rettifica e non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi in buona fede.

Il contratto può essere rescisso se è concluso a condizioni inique per la parte che si trova in stato di pericolo o di bisogno. Il contratto si estingue con l’adempimento della prestazione. La risoluzione del contratto riguarda soltanto i contratti a prestazioni corrispettive e può avvenire a seguito del verificarsi di alcuni fenomeni, ovvero: l'inadempimento, l'impossibilità sopravvenuta, l'eccessiva onerosità sopravvenuta.

5. Chi e come si può far valere la nullità del contratto

Chiunque vi abbia interesse può adire le vie giudiziarie per ottenere la sentenza dichiarativa di nullità dell’atto.

La nullità può essere rilevata d’ufficio dal giudice.

La sentenza di nullità è una sentenza meramente dichiarativa mentre quella di annullamento è costitutiva in quanto elimina con effetto retroattivo gli effetti prodotti dal contratto.

6. Rilevabilità d'ufficio

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno sancito la rilevabilità d'ufficio della nullità in ogni stato e grado del processo, contemperata però con la valorizzazione del principio di collaborazione tra giudice e parti del processo; il giudice, quindi, deve procurare il contraddittorio delle parti rispetto alle questioni rilevate d'ufficio. In particolare, la Corte ha così statuito: “nel giudizio di appello ed in quello di cassazione, il giudice, in caso di mancata rilevazione officiosa, in primo grado, di una nullità contrattuale, ha sempre facoltà di procedere ad un siffatto rilievo”.

Conseguenza della mancata segnalazione del giudice alle parti delle questioni rilevabili d'ufficio sarà la nullità della sentenza per violazione del diritto di difesa delle parti.

La Corte di Cassazione ha ribadito e ampliato tale concetto in una sentenza ancor più recente (sentenza n.7294/2017) laddove afferma che se durante un giudizio di primo grado, né le parti, né il giudice hanno esaminato o prospettato in qualche modo la questione relativa alla nullità del contratto, questa è rilevabile d’ufficio in grado appello.

Benedetta Taglioli Bertuzzi

Fonti normative

Art. 1418 e ss. c.c.

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