Al pari di quanto accade per gli altri beni di consumo, anche per quanto riguarda il commercio delle automobili, specie negli ultimi tempi, si è assistito e si assiste ad un aumento del ricorso all’usato.

garanzia macchine usate

Sembra, quindi, lecito domandarsi se anche nel caso di specie il commerciante-venditore debba fornire all’acquirente garanzia di evizione dai vizi. La risposta deve essere sicuramente affermativa, anche se occorre effettuare un primo distinguo tra due differenti ipotesi ed, in particolare, a seconda che l’acquisto venga effettuato da un commerciante professionista, nel qual caso occorre fare riferimento all’applicabilità delle norme previste dal codice del consumo, ovvero da un soggetto privato, laddove sarà, al contrario, applicabile la disciplina generalmente prevista dal codice civile agli articolo 1470 c.c. Anzi, si potrebbe addirittura concludere che la garanzia per le auto usate si configura come diritto irrinunciabile riconosciuto in capo all’acquirente privato che effetti l’acquisto di un veicolo usato da un soggetto professionista, quale può essere un concessionario, un autosalone, un’officina autorizzata ovvero un altro soggetto a questi assimilabile. Ciò significa che eventuale diverso accordo volto a limitare o ad escludere la garanzia da parte del venditore deve ritenersi affetto da nullità. La garanzia di cui si discute, inoltre, in tale caso è assolutamente gratuita.

Al contrario, qualora l’acquisto di un’auto usata avvenga mediante compravendita stipulata tra privati la garanzia de qua non assume il carattere dell’obbligatorietà, salvo il caso in cui si sia fatto ricorso all’ausilio di un mediatore. In tale evenienza, peraltro, sarà proprio il mediatore ad offrire la garanzia sarà proprio il mediatore, anche se il passaggio di proprietà avviene da venditore a compratore, soggetti privati. Ove non si ricorra all’intervento di un mediatore all’acquirente che voglia far valere i vizi del mezzo nei confronti del venditore non resterà che adire la competente autorità giudiziaria.

Fatta questa breve premessa di carattere generale sembra opportuno definire la durata della garanzia prevista per le auto usate. Ce ne occuperemo nel paragrafo seguente.

Quanto dura la garanzia per una macchina usata?

Avendo riguardo all’ipotesi più comune dell’acquisto di auto usate da parte di un soggetto professionista occorre sottolineare che l’applicazione delle norme del Codice del Consumo comporta la garanzia per l’acquirente privato contro quelli definiti come “difetti di conformità” della vettura per la durata di due anni, al pari di quanto previsto per un qualsiasi altro diverso bene di consumo.

Nulla vieta che il venditore professionale (i.e. il concessionario) offra una garanzia per una durata maggiore, anche se per il periodo decorrente dall’inizio del terzo anno con tutele inferiori. Diversamente, è ben possibile che le parti si accordino per una contrazione temporale della durata della garanzia, la quale, tuttavia, non può essere fissata per un termine inferiore ad un anno. Sembra opportuno rammentare che la garanzia per le auto usate copre normalmente i danni o i vizi che colpiscono le parti meccaniche, le componenti elettriche e la carrozzeria, mentre non si estende a quei componenti – quali freni, lampadine, spazzole, candele, pneumatici – che sono normalmente sottoposti ad usura ordinaria né a tutti quei danni che siano cagionati da un uso inappropriato del veicolo.

Come procedere se la macchina non funziona dopo poco tempo dall’acquisto?

Qualora l’automobile usata acquistata non funzioni dopo poco tempo dall’effettuato acquisto, il Codice del Consumo prevede espressamente che l’acquirente ha sessanta giorni di tempo dalla data della scoperta per denunciare il vizio e, pertanto, si potrà chiedere un intervento in garanzia anche fino a due mesi dalla scadenza del termine ordinario di due anni previsto dalla legge (o da quello inferiore o superiore pattuito convenzionalmente).

Ancora, qualora i difetti si manifestino entro il termine dei sei mesi decorrenti dall’avvenuta consegna, si presume, salvo prova contraria, che fossero presenti a quella data, cosicché il venditore, che ritenga che il vizio non possa essere coperto dalla garanzia dovrà motivare puntualmente il rifiuto di sussumerlo nella garanzia obbligatoria ed esplicitare il motivo per il quale non può considerarsi alla stregua di un difetto di conformità. Ove non proceda in tal senso sarà, invece, obbligato ad osservare gli obblighi importi dalla legge e che si è già avuto modo di analizzare per la garanzia derivante dall’acquisto di auto usate.

Cosa rischia il venditore?

Ci si chiede quali siano gli obblighi e gli oneri posti in capo al venditore qualora venga contestato dall’acquirente un difetto di conformità. In tale evenienza, quando il problema può essere in alcun modo risolto mediante un intervento di riparazione ordinaria, l’acquirente ha il diritto a che venga ripristinata, a titolo per lui assolutamente gratuito, la conformità dell’auto ai canoni di qualità richiesti in rapporto alle altre vetture nella medesima condizione o stato. Il fine di tale tipo di intervento da parte del venditore risiede nel riconsegnare al consumatore l’auto nelle condizioni che avrebbe dovuto avere se non si fosse manifestato il difetto (c.d. condizione ex ante).

Difficilmente, pertanto, all’acquirente potrà essere data la possibilità di pretendere che nella “riparazione vengano utilizzati ricambi nuovi ovvero che il venditore sia tenuto ad apportare interventi con effetto migliorativo del bene, Può, al contrario, anche verificarsi il caso in cui il problema verificatosi in concreto alla vettura non sia in modo alcuno risolvibile. Si prospettano, a fronte di tale eventualità, due differenti soluzioni, in disparte quella che prevede che venga sostituita l’automobile con altra di pari condizioni. La prima è quella in virtù della quale si prevede che l’acquirente disponga una adeguata e proporzionata riduzione del prezzo fissato per l’acquisto.

Ulteriore soluzione è quella che riguarda ipotesi radicali, assimilabili a quella in cui la vettura presenti difetti che ne impediscano in radice la possibilità del suo utilizzo, e si concretizza nella risoluzione del contratto. Sono, ovviamente, fatti salvi i casi in cui i difetti, per quanto non risolvibili, siano di lieve entità e la risoluzione non può considerarsi applicabile.

Cosa succede se il compratore ha un prestito in corso per un’auto con problemi?

Ci si chiede cosa accada qualora il soggetto acquirente abbia stipulato in contratto di finanziamento per l’acquisto di un’auto usata che risulti presentare difetti di conformità e, pertanto, vizi che la rendano non solo non conforme a quanto prospettato dal venditore al momento dell’acquisto, ma addirittura inutilizzabile. Si ritiene che in tale eventualità l’acquirente possa procedere alla restituzione dell’auto e ottenere, ove non possa avere la sostituzione della stessa con altra di assimilabili condizioni, la restituzione degli importi già versati. Si prevede, tuttavia, in applicazione dei principi generali che al venditore possa essere garantita una somma in compensazione in ragione dell’uso del veicolo e proporzionata alla durata ed entità di quest’ultimo.

Conclusione

Per concludere si è potuto analizzare come anche per il settore automobilistico sia prevista la prestazione di una garanzia per l’evizione di eventuali vizi di conformità e che, nella generalità dei casi e salvo eccezioni, si estende per un periodo di due anni. Tuttavia, è sempre preferibile che il compratore verifichi con dovizia prima dell’acquisto lo stato in cui si trovi effettivamente l’auto al fine di rappresentare immediatamente eventuali dubbi circa eventuali difetti di conformità.

Avvocato Chiara Biscella
Chiara Biscella

Dopo la laurea in giurisprudenza presso l'Università degli studi dell'Insubria e il conseguimento del diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ho intrapreso, ment ...