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Cos'è la Truffa

La truffa è un reato previsto e punito dall'art. 640 del Codice Penale. Si realizza quando qualcuno, con artifizi e raggiri (menzogne, simulazioni, comportamenti ingannevoli), induce un'altra persona in errore, procurandosi un ingiusto profitto a danno di quest'ultima.

Gli elementi che devono essere tutti presenti perché si configuri il reato sono: gli artifizi o raggiri del truffatore, l'errore della vittima causato da quegli inganni, il passaggio di denaro o beni dalla vittima al truffatore, e il danno patrimoniale per la vittima. Il reato è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa. Le pene aumentano in caso di circostanze aggravanti.

Negli ultimi anni le truffe online sono cresciute esponenzialmente: acquisti su marketplace, investimenti fraudolenti, truffe romantiche, phishing, finti incarichi di lavoro. La normativa italiana si è adeguata, prevedendo aggravanti specifiche per l'uso del mezzo informatico o telematico.

Quando Hai Bisogno di un Avvocato

Se sei vittima di una truffa, un avvocato penalista è fondamentale per: valutare se il fatto integra il reato di truffa o un'altra fattispecie penale; redigere una querela efficace che evidenzi tutti gli elementi costitutivi del reato; assisterti nella raccolta delle prove (anche digitali); e rappresentarti come parte civile nel processo penale per ottenere il risarcimento del danno.

In parallelo, un avvocato civilista può agire per il recupero delle somme tramite decreto ingiuntivo o azione di risarcimento del danno ex art. 2043 c.c. Spesso la tutela penale e quella civile si intrecciano: un avvocato esperto saprà coordinare entrambe per massimizzare le possibilità di recupero.

Tipologie di Truffa

Le tipologie di truffa più diffuse in Italia includono: le truffe online su marketplace (Amazon, eBay, Vinted, Facebook Marketplace) in cui si paga senza ricevere il bene o si riceve qualcosa di diverso; le truffe agli investimenti(criptovalute false, schemi Ponzi, piattaforme trading non autorizzate); le truffe sentimentali (romance scam) in cui il truffatore finge una relazione affettiva per ottenere denaro; le truffe telefoniche (vishing) in cui finti operatori di banca o enti pubblici ottengono dati o pagamenti; e il phishing, ovvero email o sms che imitano istituti bancari o postali per rubare credenziali.

Ogni tipologia richiede una strategia legale specifica. Contatta un avvocato per valutare il tuo caso concreto.

Cosa Fare se Sei Vittima di Truffa: La Procedura

1

Documenta tutto immediatamente

Conserva screenshot delle conversazioni, email, ricevute di pagamento, annunci online, profili social del truffatore. Prima si agisce, più prove sono ancora disponibili (i profili vengono spesso cancellati).

2

Blocca i pagamenti e contesta con la banca

Se hai effettuato un bonifico o pagamento con carta, contatta immediatamente la tua banca per richiedere lo storno o la contestazione. Per pagamenti online (PayPal, Satispay) apri una disputa sulla piattaforma entro i termini previsti.

3

Presenta querela entro 3 mesi

La truffa semplice (art. 640 c.p.) è ora procedibile a querela (Riforma Cartabia): hai 3 mesi dalla scoperta del reato. La truffa aggravata (danno grave, più vittime, uso di false qualità) rimane procedibile d'ufficio. Rivolgiti a Carabinieri, Polizia o Procura.

4

Costituzione di parte civile per il risarcimento

Se il truffatore viene rinviato a giudizio, puoi costituirti parte civile per ottenere il risarcimento di tutti i danni (danno emergente, lucro cessante, danno morale) direttamente nel processo penale.

Aggiornamento Normativo

Riforma Cartabia e Reati Informatici: Novità per le Truffe

Con il D.Lgs 150/2022 (Riforma Cartabia), la truffa semplice (art. 640 c.p.) è diventata procedibile a querela di parte: se non presenti querela entro 3 mesi dalla scoperta, il PM non può agire. La truffa aggravata resta procedibile d'ufficio. Per le truffe online, si applica anche la L. 48/2008 che recepisce la Convenzione di Budapest sui crimini informatici, con norme specifiche su frode informatica (art. 640-ter c.p.), phishing e sostituzione d'identità digitale. La competenza territoriale è del luogo dove il truffatore ha operato o dove si trova il server, ma in pratica spesso è difficile da determinare.

Documenti Necessari per Denunciare una Truffa

Screenshot delle conversazioni (chat, email, annunci online)
Ricevute e prove dei pagamenti effettuati
Estratto conto bancario con i movimenti contestati
Dati del truffatore (nome, profilo social, IBAN, numero di telefono)
Link e copia dell'annuncio o del sito web fraudolento
Eventuale contratto o accordo scritto stipulato con il truffatore
Documentazione del danno totale subìto (importi, date)
Corrispondenza con la banca o la piattaforma di pagamento

Quanto Costa un Avvocato per Truffa?

I costi variano in base alla complessità del caso, all'entità del danno e alla fase processuale. Usa il tool qui sotto per una stima orientativa.

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* Stime orientative basate su tariffe medie di mercato italiane. Il costo effettivo dipende dalla complessità del caso, dal professionista scelto e dalle ore di lavoro necessarie. La prima consulenza su AvvocatoFlash è gratuita.

Patrocinio a Spese dello Stato

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Se il tuo reddito annuo imponibile è inferiore a € 13.659,64, potresti avere diritto al patrocinio a spese dello Stato: l'avvocato per la truffa viene pagato interamente dall'erario.

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Domande Frequenti

Cos’è la truffa secondo il codice penale?

La truffa è disciplinata dall’art. 640 del Codice Penale. Si configura quando qualcuno, con artifizi e raggiri, induce una persona in errore, procurandosi un ingiusto profitto a danno altrui. Gli elementi costitutivi sono: gli artifizi o raggiri (comportamenti ingannevoli), l’errore della vittima, il profitto ingiusto per il truffatore, e il danno per la vittima. La pena base è la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa.

Posso querelare per una truffa su internet?

Sì. La truffa online (commessa tramite internet, e-commerce, social media) è perseguibile penalmente. La forma base (art. 640 c.p.) è procedibile a querela entro 3 mesi da quando hai scoperto l’inganno. Tuttavia, se il mezzo telematico è usato come elemento aggravante (art. 640, comma 2, n. 2-bis), il reato è procedibile d’ufficio e non c’è limite di tempo per la denuncia. Un avvocato può aiutarti a qualificare correttamente il fatto.

Come faccio a recuperare i soldi persi in una truffa?

Hai due strade principali. In sede penale, puoi costituirti parte civile nel processo a carico del truffatore e chiedere il risarcimento del danno. In sede civile, puoi agire con un’azione di risarcimento del danno ex art. 2043 c.c. o con decreto ingiuntivo. Il recupero effettivo dipende dalla solvibilità del truffatore: se ha beni o conti sequestrabili, il recupero è molto più probabile. Un avvocato può valutare qualè la strada più efficace nel tuo caso.

Qual è la pena per la truffa?

La truffa semplice (art. 640, comma 1) è punita con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la multa da € 51 a € 1.032. La truffa aggravata (art. 640, comma 2) prevede la reclusione da 1 a 5 anni e multa maggiorata, quando il fatto è commesso a danno di persone anziane o vulnerabili, con il pretesto di aiutare un parente, tramite mezzo informatico o telematico, ovvero in pregiudizio di pubbliche amministrazioni. In caso di condanna, il giudice può applicare anche pene accessorie e il risarcimento del danno.

Truffa su Facebook Marketplace: come tutelarsi?

Le truffe su Facebook Marketplace (pagamento senza ricezione del bene, prodotto diverso da quello descritto, falso venditore) sono molto comuni. Prima di tutto raccogliere prove: screenshot della conversazione, annuncio, profilo del venditore, ricevuta del pagamento. Poi presentare querela ai Carabinieri o alla Polizia Postale (competente per i reati informatici), che può richiedere a Meta i dati dell’account. Segnalare anche l’account a Facebook e, se hai pagato con PayPal o carta, aprire una contestazione immediata.

Entro quanto tempo devo presentare querela per truffa?

Per la truffa semplice (art. 640, comma 1 c.p.), il termine per la querela è di 3 mesi dal giorno in cui hai scoperto l’inganno (non dal giorno in cui hai effettuato il pagamento). Se è configurabile la truffa aggravata per l’uso del mezzo informatico (comma 2), il reato è procedibile d’ufficio e non c’è scadenza per denunciare. Agisci comunque il prima possibile: prima presenti la querela, più sono efficaci le indagini.

È reato non restituire un oggetto venduto online?

Sì, se sin dall’inizio il venditore aveva l’intenzione di non spedire il bene dopo aver incassato il pagamento, si configura la truffa. Se invece c’è stato un inadempimento contrattuale (es. ha spedito ma il pacco si è perso, o non riesce a consegnare per motivi sopravvenuti), la questione è di natura civile (inadempimento contrattuale) e si risolve con una richiesta di rimborso o un ricorso al giudice civile. La distinzione tra dolo (truffa) e colpa (inadempimento) è fondamentale.

Differenza tra truffa e inadempimento contrattuale?

La differenza è nell’intenzione iniziale. La truffa richiede che il soggetto avesse fin dall’inizio l’intenzione di ingannare: usava artifizi o raggiri per farti credere in qualcosa di falso. L’inadempimento contrattuale è invece la mancata esecuzione di un contratto valido, senza inganno iniziale. Nel primo caso si agisce penalmente con la querela e civilmente per il risarcimento; nel secondo si agisce solo civilmente. In molti casi di e-commerce i due aspetti si sovrappongono e un avvocato può aiutarti a qualificare correttamente i fatti.

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