Testamento pubblico impugnabile per Parkinson e captazione: come agire?
Utente_milano_1911 · 0 visualizzazioni
Mio padre testamento pubblico. Tale testamento è stato fatto 1 anno prima che morisse di Parkinson. Tutti i miei fratelli/sorelle sapevano ancora prima che il testamento venisse aperto quali sarebbero state le loro esatte parti, mentre io ne sono venuta a conoscenza solo all'apertura dello stesso. Mio padre di questi fratelli dai quali dipendeva per le cure e che aspettavano all'esterno della camera dove stavano avendo luogo "le disposizioni testamentarie" e ai quali avrebbe dovuto ritornare una volta terminato il testamento. All'apertura del testamento vengo a conoscenza che mi è stata assegnata la quota di legittima. (sono rimasta perplessa sapendo che mio padre agito così nei miei confronti ma in ogni caso ho accettato, consapevole che visto le condizioni in cui versava era facilmente manovrabile) Ho chiesto al geometra di fornirmi i calcoli sui quali era stata calcolata la legittima e malgrado vari solleciti non me li ha mandati e di rifiuta di darmeli. (era uno dei testimoni al testamento) Tra i beni lasciati come parte della legittima vi è un terreno che è talmente mal messo e non curato da anni e anni e anni che rischia di franare sulla rete fognaria del paese. Per mettere in sicurezza tale terreno vanno investite migliaia di euro, il che ridurrebbe il valore dello stesso notevolmente. In questo testamento appare una mia sorella prima mio padre donazione un terreno che poi ai tempi lei aveva venduto. Inoltre mentre mio padre è ammalato ha dato la firma sul suo conto corrente ad un fratello e di quel conto corrente è stato dichiarato che non vi era più liquidità ma tuttavia non sono state fornite pezze giustificative di dove le somme siano andate durante il periodo della sua malattia. E' una situazione alquanto complessa.
Risposta diretta
La situazione descritta presenta diversi profili di impugnabilità del testamento: l'incapacità di intendere e volere causata dal Parkinson avanzato, la possibile captazione da parte dei fratelli conviventi, e la mancata corretta formazione della massa ereditaria a causa di donazioni in vita non conteggiate.Quadro normativo
L'articolo 591 del Codice Civile prevede la NULLITÀ o ANNULLABILITÀ del testamento quando il testatore, al momento della redazione, era incapace di intendere e di volere. L'articolo 624 c.c. tutela invece da VIZI DELLA VOLONTÀ come il dolo e la violenza morale (captazione). L'AZIONE DI RIDUZIONE, disciplinata dagli articoli 553 e seguenti c.c., consente al legittimario leso di recuperare la quota spettante per legge, tenendo conto anche delle donazioni fatte in vita dal defunto. Il TERMINE per agire in impugnazione è generalmente di 5 anni dalla trascrizione o dalla conoscenza del testamento.Come funziona in pratica
Le strade percorribili sono più d'una e possono essere cumulate
Cosa conviene fare
In primo luogo, è urgente acquisire tutta la documentazione medica del padre relativa al periodo precedente e coevo al testamento. Bisogna poi raccogliere le prove del coinvolgimento dei fratelli nelle disposizioni testamentarie. È fondamentale richiedere formalmente, tramite un avvocato, i conteggi della legittima e l'estratto conto del padre durante la malattia. Il rifiuto del geometra-testimone di fornire i calcoli è un elemento su cui si può fare leva anche in sede giudiziaria. Considerate le molteplici irregolarità, è consigliabile rivolgersi subito a un avvocato specializzato in diritto successorio per valutare se procedere con un'unica azione combinata.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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