Malattia professionale negata da INAIL: come fare ricorso?
Utente_tavazzano_6936 · 776 visualizzazioni
Ho bisogno un avvocato per una causa contro l'inail per rifiuto di riconoscimento/ aggravamento per Malattia Professionale.
Risposta diretta
Se l'INAIL ha rifiutato di riconoscere la tua malattia professionale o il suo aggravamento, puoi impugnare il provvedimento prima in via amministrativa e poi davanti al Tribunale del Lavoro. Non sei obbligato ad accettare la decisione dell'INAIL.
Quadro normativo
La tutela contro le malattie professionali è disciplinata dal D.P.R. n. 1124/1965 (Testo Unico sull'assicurazione obbligatoria) e dal D.Lgs. n. 38/2000, che ha esteso la copertura INAIL anche alle malattie professionali non tabellate. In base all'art. 10 del D.P.R. 1124/1965, il lavoratore può contestare il diniego entro i termini previsti. Per le malattie non tabellate, l'onere della prova del nesso causale tra la malattia e l'attività lavorativa spetta al lavoratore, ma la giurisprudenza ha progressivamente attenuato questo onere.
Come funziona in pratica
- Ricorso amministrativo: entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di diniego, puoi presentare ricorso al Comitato Provinciale INAIL competente per territorio
- Accertamento tecnico preventivo (ATP): prima di avviare la causa civile, il giudice può disporre una perizia medico-legale per accertare il nesso causale tra la patologia e il lavoro svolto
- Ricorso giudiziario: se il ricorso amministrativo viene respinto, puoi agire davanti al Tribunale del Lavoro con l'assistenza di un avvocato
- Perizia medica di parte: è fondamentale farsi assistere da un medico legale di parte che documenti l'origine professionale della malattia e/o il suo aggravamento
- Raccolta prove: bisogna raccogliere cartelle cliniche, certificati medici, buste paga e documentazione sull'esposizione lavorativa
Cosa conviene fare
- Non lasciar scadere i termini: i 60 giorni per il ricorso amministrativo sono perentori; verifica la data del provvedimento INAIL
- Affidati a un avvocato specializzato in diritto del lavoro e infortuni sul lavoro, preferibilmente con esperienza in controversie INAIL
- Fatti visitare da un medico legale per ottenere una valutazione tecnica indipendente del tuo stato di salute
- Conserva tutta la documentazione relativa all'attività lavorativa svolta (mansioni, turni, esposizione ad agenti nocivi)
- Verifica se hai diritto al patrocinio a spese dello Stato in caso di reddito basso, per coprire le spese legali
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_TavazzanoconVillavesco_8606
buongiorno non mi è stato riconosciuto aneurisma cerebrale occorso durante il lavoro in condizioni disagiose ,in più altro infortunio cn frattura di due vertebre delle quali riconosciute e liquidate con aggiunta di tre punti avendone io precedenti 40 per patologie di atrosinovite degenerativa e altre varie ernie ecc la relazione medico legale ha ipotizzato 7 punti x vertebra quindi mi hanno liquidato con un minimo cosa si può fare ? , ho contattato patronato che però mi ha fatto firmare tanti fogli x consensi e patrocinio ma tutto tace hanno tempi infiniti e intanto io avanzo con età e peggiorò progressivamente
Risposta diretta
Sì, è possibile contestare sia il mancato riconoscimento dell'aneurisma come malattia professionale, sia la liquidazione ritenuta insufficiente per la frattura vertebrale. Esistono due percorsi distinti: il ricorso amministrativo all'INAIL e l'azione giudiziaria davanti al Tribunale del Lavoro.
Quadro normativo
La materia è disciplinata principalmente dal D.P.R. 1124/1965 (Testo Unico sugli infortuni sul lavoro e malattie professionali) e dal D.Lgs. 38/2000, che ha riformato il sistema di valutazione del danno biologico INAIL. L'art. 104 del T.U. prevede il ricorso amministrativo entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento INAIL, mentre il ricorso giudiziario può essere proposto al Giudice del Lavoro ai sensi degli artt. 442 e seguenti del codice di procedura civile.
Come funziona in pratica
- Ricorso amministrativo: va presentato all'INAIL entro 60 giorni dalla comunicazione del rigetto o della liquidazione; sospende i termini per il ricorso giudiziario
- Ricorso giudiziario: se l'INAIL non risponde entro 180 giorni o conferma il provvedimento, si può adire il Tribunale del Lavoro con perizia medico-legale di parte che contesti la valutazione dell'INAIL
- Per l'aneurisma: occorre dimostrare il nesso causale tra le condizioni lavorative disagiate (stress, sforzi fisici, turni pesanti) e l'insorgenza della patologia — documentazione lavorativa e medica sono decisive
- Per le vertebre: la liquidazione con soli 3 punti aggiuntivi su una base di 40 punti preesistenti può essere contestata chiedendo una rivalutazione del danno differenziale sulla base delle tabelle ministeriali vigenti
- I tempi del patronato sono spesso lunghi: hanno obblighi di assistenza gratuita, ma non seguono le cause davanti al Tribunale — per il giudizio serve un avvocato specializzato in diritto previdenziale
Cosa conviene fare
- Verifica subito i termini: se il provvedimento INAIL è recente, controlla se i 60 giorni per il ricorso amministrativo sono ancora aperti
- Richiedi copia del fascicolo INAIL (atti, relazione medico-legale, verbali): hai diritto ad accedervi tramite istanza di accesso agli atti
- Affidati a un medico legale di parte per una contro-perizia sulla valutazione dei punti percentuali: è la prova principale del giudizio
- Contatta un avvocato specializzato in infortuni INAIL (non solo il patronato): per il ricorso giudiziario il patrocinio legale è indispensabile e spesso il costo è sostenibile perché l'avvocato lavora a percentuale sul riconoscimento ottenuto
- Se hai difficoltà economiche, valuta il gratuito patrocinio (reddito sotto ~11.746 €/anno): copre le spese legali e peritali del giudizio
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_TavazzanoconVillavesco_8659
col reddito ci dovrei essere percependo solo la pensione ioart , e come mi è arrivata la bocciatura dall inail sia x aneurisma sia x le vertebre io personalmente ho mandato le mail che mi opponevo sl provvedimento x tutte e due situazioni credo che valga affinché blocchi il passare del tempo ,anche se inail le cerca tutte x non pagare ,infatti sono riuscito finalmente ad avere il fascicolo sanità dove però non ci sono le motivazioni delle negazioni dei provvedimenti ,ma c'è scritto che mi hanno richiesto cartelle cliniche degli ospedali che io ho adesso ma di queste richieste io non ho ricevuto nessuna raccomandate come sono soliti fare , x quello che a loro interessa grazie
Risposta diretta
L'email di opposizione inviata all'INAIL non è sufficiente a bloccare i termini di decadenza previsti dalla legge: occorre presentare un ricorso amministrativo formale entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto, oppure agire in giudizio entro 3 anni.
Quadro normativo
La materia è disciplinata dal D.P.R. 1124/1965 (Testo Unico INAIL), in particolare:
- Art. 104: prevede il ricorso amministrativo al Comitato dei Delegati dell'INAIL entro 60 giorni dalla notifica del diniego
- Art. 443 c.p.c.: consente di adire il Tribunale del Lavoro entro 3 anni dalla notifica
- Legge 241/1990: garantisce il diritto di accesso agli atti e l'obbligo dell'INAIL di motivare i propri provvedimenti
- D.Lgs. 38/2000: disciplina il riconoscimento delle malattie professionali e l'obbligo di comunicazione formale (raccomandata) di ogni richiesta istruttoria
Come funziona in pratica
- Verifica i termini: la data che conta è quella della notifica ufficiale del rigetto, non dell'invio dell'email. Controlla se i 60 giorni per il ricorso amministrativo sono ancora aperti
- Il fascicolo sanitario: hai diritto a ricevere la motivazione completa del diniego. Se manca, puoi presentare formale richiesta di accesso agli atti ex L. 241/90
- Richieste di cartelle cliniche non notificate: l'INAIL è obbligato a comunicarti formalmente (raccomandata A/R) ogni richiesta istruttoria. La mancata notifica può costituire un vizio procedurale che rafforza la tua posizione nel ricorso
- Le email inviate: anche se non bastano a sospendere i termini, dimostrano la tua tempestiva volontà di opporsi e possono essere utilizzate come prova
- Ricorso giudiziario: se il ricorso amministrativo viene rigettato o restano inattivi per 180 giorni, puoi rivolgerti al Tribunale del Lavoro con l'assistenza di un avvocato e una perizia medico-legale di parte
Cosa conviene fare
- Verifica immediatamente la data di notifica del rigetto per capire se sei ancora nei 60 giorni per il ricorso amministrativo
- Richiedi formalmente il fascicolo completo con le motivazioni del diniego, tramite istanza scritta e raccomandata A/R all'INAIL
- Raccogli tutte le cartelle cliniche (aneurisma e vertebre) che ora possiedi: sono prove fondamentali
- Affidati a un avvocato specializzato in diritto previdenziale e controversie INAIL: le cause contro l'INAIL richiedono quasi sempre anche una perizia medico-legale di parte per contestare le valutazioni del medico INAIL
- Non trascurare i termini: questa è la priorità assoluta — prima di qualsiasi altra mossa, metti al sicuro i diritti verificando i tempi
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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