Diritto Tributario

Cartelle AdER non saldate dal datore di lavoro: cosa fare?

Utente_oderzo_8687 · 0 visualizzazioni

Ho un problema con l’agenzia di riscossione in pratica io dovevo versare una somma di 8.596 tramite il versamento di ogni mese direttamente dalla busta paga praticamente l’agenzia riscossione sono passati al lavoro questi pagamenti sono iniziati il a novembre 2016 e finiti ad aprile 2019 io pensai che avevo finito il mio debito ma ieri controllo nel sito dell’agenzia riscossione per curiosità e mi trovo altre tre cartelle da pagare di 2000€ allora mi sono recato a chiedere spiegazioni di questa cosa è mi sento dire che la ditta non versava più soldi e che a loro risulta un saldo pagato di 7.175 quando io nelle buste paga ho una somma versata di 8.256 più un mese di marzo del 2019 non sono riuscito a trovare la busta paga ho quella di aprile 2019 ma quella di marzo non la trovo quindi la somma versata è più di 8.256 io mi domando come la ditta può permettersi di non versare se l’agenzia riscossione ha mandato una lettera dove intima nel nome della legge la ditta a versare mensilmente fino al saldo della somma più le cartelle che mi hanno mandato nella lettera di avviso per il pagamento della somma di 8.596 non sono quelle che mi hanno stampato ieri sono più vecchie quindi se nella lettera che mi hanno mandato la cartella più vecchia partiva dall’anno 2007 invece loro mi stampano cartelle con inizio riscossione del 2005 e sono tre di quell’anno più tre del 2007 invece nella lettera che mi hanno mandato c’era solo una cartella del 2007 Chiedo cortesemente se qualcuno può aiutarmi a fare chiarezza su questa cosa

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La tua situazione presenta due problemi distinti: il mancato versamento da parte del datore di lavoro delle somme già trattenute dalla busta paga, e la comparsa di cartelle esattoriali diverse da quelle indicate nell'avviso originale. Entrambe le questioni sono contestabili e hai strumenti legali per tutelarti.

Quadro normativo

Quando l'AdER notifica al datore di lavoro un ordine di versamento (tecnicamente un PIGNORAMENTO PRESSO TERZI o un ordine di addebito diretto ai sensi dell'art. 72-ter del DPR 602/1973), il datore diventa obbligato per legge a trattenere e versare mensilmente le somme all'Agenzia. Se il datore trattiene i soldi dalla busta paga ma non li rimette all'AdER, commette un inadempimento grave che può configurare anche responsabilità penale. Quella somma è già tua — è stata sottratta al tuo stipendio — e non puoi essere chiamato a pagarla una seconda volta.

Come funziona in pratica

  • La differenza tra quanto risulta trattenuto dalle tue buste paga (€8.256 o più) e quanto l'AdER dichiara di aver ricevuto (€7.175) è responsabilità del datore di lavoro, non tua. Hai le buste paga come prova delle trattenute effettuate.
  • Per il mese di marzo 2019 mancante, puoi richiedere una DUPLICAZIONE DELLA BUSTA PAGA al tuo ex datore di lavoro — sei legalmente autorizzato a richiederla, anche per via scritta con raccomandata A/R o PEC.
  • Le cartelle che ti vengono mostrate ora, con date di inizio riscossione diverse (2005 anziché 2007) rispetto all'avviso originale, devono essere verificate: potresti essere di fronte a cartelle già prescritte (il termine ordinario è 10 anni, ma dipende dalla natura del debito) o a un errore amministrativo dell'AdER stessa.
  • Cosa conviene fare

    a. Raccogli tutte le buste paga disponibili e fai una tabella riepilogativa delle trattenute mese per mese, con i totali. b. Presenta all'AdER un'ISTANZA IN AUTOTUTELA scritta in cui documenti la differenza tra quanto trattenuto e quanto da loro dichiarato ricevuto, allegando copia delle buste paga. Puoi farlo allo sportello o tramite PEC. c. Chiedi all'AdER l'ESTRATTO DI RUOLO completo aggiornato per verificare l'origine, l'anno e lo stato di ogni singola cartella — è un tuo diritto e puoi richiederlo anche online tramite il portale di AdER. d. Verifica con un avvocato tributarista se le cartelle del 2005 siano nel frattempo cadute in PRESCRIZIONE, il che potrebbe rendere il debito non più dovuto. e. Se il datore di lavoro non risponde o rifiuta di fornire documentazione, valuta un'azione legale nei suoi confronti per il recupero della differenza non versata.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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