Abbonamento disdetto e recupero crediti: il debito è davvero dovuto?
Utente_darfo_5678 · 1 visualizzazioni
1. Dettaglio della Richiesta Il richiedente ha sottoscritto anni fa un abbonamento a un sito di incontri senza possibilità di disdetta on-line. Pur avendo bloccato la carta prepagata e inviato una disdetta certificata alcuni mesi fa, il sito ha continuato ad addebitargli mensilmente il canone. Ha ora ricevuto cartelle da una società di recupero crediti per un debito accumulato di circa 700-800 euro. 2. Storico delle Azioni - Invio disdetta tramite letterasenzabusta (consegna certificata) - Blocco della prepagata utilizzata per il finanziamento - Ricezione di cartelle da società di recupero crediti 3. Esigenze e Aspettative Valutazione sulla fondatezza del debito e dell’obbligazione al pagamento; gestione dell’azione di recupero crediti in corso; certezza della cancellazione definitiva dell’abbonamento; eventuale contestazione della legittimità dei canoni addebitati dopo l’invio della disdetta certificata. 4. Disponibilita Roberto Gasparini — Azione di recupero crediti in corso, urgenza attuazione. 5.
Risposta diretta
Se hai inviato una disdetta certificata e il sito ha continuato ad addebitarti canoni ignorandola, i costi maturati dopo quella data non sono dovuti. Puoi e devi contestare formalmente il debito alla società di recupero crediti.Quadro normativo
Il contratto di abbonamento online rientra nella disciplina dei CONTRATTI A DISTANZA, regolata dal D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo). L'art. 52 e seguenti garantiscono al consumatore il diritto di recesso e impongono al professionista di rispettarlo. Inoltre, l'art. 1460 del Codice Civile consente di opporre l'ECCEZIONE DI INADEMPIMENTO: se il servizio doveva cessare dopo la disdetta e invece è proseguito senza consenso, il fornitore è inadempiente e il credito vantato è privo di base legale. Va precisato che le comunicazioni di una società di recupero crediti privata NON sono cartelle esattoriali dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione: sono semplici richieste di pagamento, prive di forza esecutiva diretta.Come funziona in pratica
Cosa conviene fare
Non ignorare le comunicazioni della società di recupero, ma non pagare nemmeno senza aver prima contestato formalmente. La contestazione scritta interrompe i termini e documenta la tua posizione. Conserva tutte le prove della disdetta: sono il tuo strumento principale. Se la società di recupero dovesse avviare un'azione giudiziale (decreto ingiuntivo), potrai opporti producendo la documentazione della disdetta. Considera anche di rivolgerti a un'associazione di consumatori (es. Altroconsumo, Codacons) che offre assistenza gratuita in casi simili. L'importo contestato (700-800 euro) rientra nella competenza del Giudice di Pace, il che rende eventualmente conveniente anche una difesa autonoma con il supporto di un legale.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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