Diritto Immobiliare

Caparra proposta acquisto: si può ritirare?

Utente_castelfran_5013 · 262 visualizzazioni

La contatto perché vorrei avere delle informazioni dal punto di vista legale sulla situazione in cui mi trovo. A gennaio ho visto una casa che mi interessava acquistare, mi sono rivolta all'agenzia immobiliare che seguiva e ho deciso di fare una proposta. L'agenzia inizialmente mi ha detto che si tratta di un'operazione saldo e stralcio in quando il proprietario non era più in grado di pagare il mutuo e si andava a negoziare direttamente con la banca. La proposta iniziale è stata di 115.000€, somma che avrei chiesto con un mutuo a mia volta. Abbiamo aspettato 1 mese affinché la banca, che aveva l'ipoteca sulla casa, accettasse. Una volta accettata la proposta è stato fatto un secondo appuntamento al quale si è presentato una seconda persona mai vista e hanno cominciato a dirmi che bisognava capire di cosa si componevano i 115.000€. In realtà l'immobile l'avrei acquistato a 100.000€ mentre 15.000€ andavano a questo signore [persona] lui aveva fatto l'operazione di saldo e stralcio. Sono rimasta scioccata, io non sapevo nulla di questa persona, ma da come mi avevano parlato inizialmente sembrava che fosse tutto a carico dell'agenzia alla quale mi sono rivolta. Mi hanno comunque rassicurato dicendomi che si poteva risolvere sempre con il mutuo e che non avrei superato il mio budget iniziale, ovvero di 650€ al mese come rata. La risposta del broker è arrivata scartando l'opzione di chiedere l'intera somma con il mutuo, ma che dovrei fare il mutuo per 100.000€ e per i 15.000€ un finanziamento, arrivando ad avere una rata mensile di 715€ per i prossimi 6 anni (finché dura il finanziamento). Ora io non voglio più continuare con questo acquisto in quando non posso permettermi una rata così alta e poi mi disturba il fatto che mi abbiano nascosto la storia dei 15.000€ in quanto loro sapevano sin dall'inizio che bisognava fare così, quindi mi hanno fatto anche perdere 2 mesi di tempo, periodo che avrei sfruttato per cercare altro. Ora il mio dubbio è: se non vado avanti con l'acquisto, potrò riavere il mio assegno di 2.000€ che ho dovuto dare alla prima proposta? Nella proposta c'è scritto che è vincolata all'accettazione del mutuo di una qualsiasi banca (ovviamente si parla solo dei 100.00€). La ringrazio in anticipo se dovesse riuscire a leggere questo messaggio e a trovare il tempo per rispondermi.

Risposta diretta

Sì, esistono buone probabilità che tu possa ottenere la restituzione dell'assegno di 2.000€, poiché la tua proposta conteneva una CONDIZIONE SOSPENSIVA legata all'accettazione del mutuo — condizione che, nei termini in cui era stata prospettata, non si è avverata.

Quadro normativo

La proposta di acquisto condizionata all'erogazione del mutuo è regolata dagli articoli 1353 e seguenti del Codice Civile in materia di condizioni nei contratti. Quando una proposta è vincolata a una condizione sospensiva (in questo caso, l'accettazione del mutuo), il contratto produce effetti solo se la condizione si avvera. Se non si avvera, le parti tornano alla situazione precedente e le somme versate devono essere restituite. Inoltre, l'agente immobiliare ha precisi obblighi di informazione e trasparenza ai sensi dell'art. 1759 del Codice Civile, che impone al mediatore di comunicare alle parti tutte le circostanze rilevanti per la conclusione dell'affare — inclusa l'esistenza del terzo soggetto e dei 15.000€ a lui destinati.

Come funziona in pratica

  • La tua proposta era vincolata all'accettazione del mutuo. La clausola parla di mutuo per 100.000€ presso una qualsiasi banca. Se il broker ha risposto che non è possibile finanziare l'intera operazione con un solo mutuo e ha proposto una struttura diversa (mutuo + finanziamento separato), si può sostenere che il mutuo nei termini previsti non sia stato accettato — e quindi la condizione sospensiva non si è avverata.
  • Sulla questione dei 15.000€: l'agenzia era a conoscenza fin dall'inizio della figura del terzo soggetto e della sua remunerazione. Non avertelo comunicato prima della proposta configura una violazione degli obblighi di trasparenza del mediatore, che avrebbe dovuto informarti di tutti gli elementi economici dell'operazione.
  • Questi due elementi — mancata avverazione della condizione sul mutuo e comportamento scorretto dell'agenzia — possono essere usati congiuntamente per richiedere la restituzione della somma versata e, se del caso, un risarcimento per il tempo perso.
  • Cosa conviene fare

    a. Non firmare nulla di nuovo e non dare altri soldi né acconti. Qualsiasi documento ulteriore potrebbe indebolire la tua posizione.

    b. Invia subito una comunicazione scritta (raccomandata A/R o PEC) all'agenzia e al venditore, dichiarando che intendi avvalerti della CONDIZIONE SOSPENSIVA per la mancata accettazione del mutuo nei termini concordati, e chiedendo formalmente la restituzione dell'assegno entro un termine preciso (es. 15 giorni).

    c. Conserva tutta la documentazione: la proposta firmata, le comunicazioni con l'agenzia, le email o messaggi in cui ti è stata prospettata la rata da 650€ e qualsiasi riferimento ai 100.000€ come importo totale.

    d. Il TERMINE DA RISPETTARE è importante: non aspettare troppo a lungo, perché un comportamento passivo potrebbe essere interpretato come acquiescenza alle nuove condizioni.

    e. Consulta un avvocato specializzato in diritto immobiliare prima di procedere, soprattutto se l'agenzia dovesse rifiutarsi di restituire l'assegno: in quel caso potrebbe essere necessario agire giudizialmente o richiedere un decreto ingiuntivo.


    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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