Truffa investimento criptovalute: si possono recuperare i soldi versati?
Utente_lucca_9194 · 3 visualizzazioni
Ho investito 22K€con Bitsterzio, in poco tempo il capitale è passato a 137K€, per avere i soldi mi hanno chiesto di versare la tassa finanziaria del 26% ma non ho ricevuto l'attestato, il 20% per la loro commissione e l'8% per Crypto, pagato tutto quanto con b.b., Adesso hanno chiesto di acquistare una carta del valore minimo di 50K€ per fare la transizione delle crypto ad euro. Vorrei recuperare i soldi versati, è possibile?
Risposta diretta
Quello che descrivi è una truffa online sugli investimenti in criptovalute (schema noto come pig butchering o advance fee fraud): Bitsterzio è quasi certamente una piattaforma fraudolenta. Non pagare assolutamente la carta da 50.000€ — è un ulteriore tentativo di sottrarle altro denaro.
Quadro normativo
Il reato configurato è la truffa aggravata ai sensi dell'art. 640 del Codice Penale, aggravata dall'uso di strumenti informatici (art. 640-ter c.p.) e spesso connessa all'autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.). Sul piano civile, il diritto al risarcimento del danno è fondato sugli artt. 2043 e 2056 c.c. La piattaforma opera quasi certamente senza autorizzazione CONSOB, violando il D.Lgs. 58/1998 (TUF) in materia di intermediazione finanziaria abusiva.
Come funziona in pratica
- Non versare più nulla: ogni ulteriore pagamento (la carta da 50K€, presunte spese legali, sblocchi) è parte integrante della truffa
- Conservare tutte le prove: screenshot delle conversazioni, email, ricevute dei bonifici, IBAN destinatari, nome della piattaforma
- Sporgere denuncia-querela alla Polizia Postale (sportello fisico o portale
commissariatodips.it) allegando tutta la documentazione raccolta - Segnalare a CONSOB tramite il form online: se la piattaforma non è autorizzata, CONSOB può pubblicarla nella lista nera e allertare le banche
- Contattare la propria banca subito: chiedere se è possibile avviare una procedura di recall dei bonifici — le probabilità diminuiscono rapidamente nel tempo, ma entro pochi giorni può esserci margine
- Verificare se i conti destinatari sono italiani o esteri: se i fondi sono andati su IBAN italiani, la Procura può emettere un sequestro preventivo dei conti
Cosa conviene fare
- Agire subito: il recupero dipende dalla velocità — i truffatori spostano i fondi rapidamente
- Rivolgersi a un avvocato penalista specializzato in frodi informatiche per presentare una querela circostanziata e richiedere il sequestro urgente
- Non fidarsi di chi offre recupero fondi crypto a pagamento: esistono truffe secondarie che colpiscono già le vittime
- Segnalare anche all'ABF (Arbitro Bancario Finanziario) se la banca non ha rilevato operazioni anomale ripetute verso estero
- Verificare se esistono altre vittime della stessa piattaforma: una denuncia collettiva rafforza la posizione processuale e accelera le indagini
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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