Diritto Bancario

Phishing bancario con SMS falso: la banca deve rimborsare i soldi sottratti?

Utente_verona_8998 · 2 visualizzazioni

In data 18 u.s. la moglie del Cliente ha ricevuto un sms da parte del suo istituto di credito con all'interno un link, cliccando il quale ha acceduto al suo profilo inserendo user e password. In realtà si trattava di una truffa, attraverso la quale sono stati sottratti circa 3000 € dal c/c. Successivamente è stata poi sporta querela e disconosciute le operazioni, ma l'istituto di credito, con comunicazione del 24 u.s., ha comunicato di non procedere al rimborso della citata somma. Tanto premesso, al Cliente occorre un Legale su Verona che assista sua moglie nella menzionata vicenda. COD (V) 24 u.s.

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Risposta diretta

In caso di smishing (phishing via SMS), la banca è tendenzialmente obbligata a rimborsare le somme sottratte, salvo provi che il cliente ha agito con dolo o colpa grave. Il semplice clic su un link ingannevole — soprattutto se il messaggio risultava inserito nella stessa conversazione SMS autentica della banca — non integra di norma colpa grave.

Quadro normativo

La materia è disciplinata dal D.Lgs. 11/2010 (attuazione della Direttiva PSD1, aggiornato con il D.Lgs. 218/2017 per la PSD2), in particolare:

  • Art. 10: pone a carico del prestatore di servizi di pagamento (la banca) l'onere di provare che l'operazione è stata autenticata correttamente e che non vi è stato malfunzionamento. Non basta affermare che le credenziali sono state usate correttamente.
  • Art. 12: il pagatore risponde delle perdite solo in caso di dolo o colpa grave, non per semplice negligenza lieve.
  • L'ABF (Arbitro Bancario Finanziario) ha consolidato un orientamento favorevole al consumatore nei casi di smishing, riconoscendo che la sofisticazione delle tecniche di spoofing esclude la colpa grave del cliente.

Come funziona in pratica

  • La moglie del cliente ha già sporto querela per truffa informatica (art. 640-ter c.p.) e disconosciuto le operazioni: passi corretti e fondamentali
  • La banca ha rifiutato il rimborso, ma il diniego non è definitivo: può essere impugnato
  • Il primo strumento da attivare è il ricorso all'ABF, procedura stragiudiziale gratuita, rapida (circa 6 mesi) e spesso risolutiva in casi analoghi
  • In alternativa o in parallelo, si può valutare un'azione civile per responsabilità contrattuale della banca ex art. 1218 c.c., chiedendo la restituzione dei 3.000 € oltre interessi
  • La querela penale rafforza la posizione della vittima, attestando che la condotta del terzo truffatore è stata la causa esclusiva del danno

Cosa conviene fare

  • Raccogliere tutta la documentazione: screenshot dell'SMS fraudolento, comunicazione di diniego della banca del 24 u.s., estratto conto con le operazioni non autorizzate
  • Verificare se l'SMS era inserito nel thread autentico della banca sul telefono: questo elemento è decisivo per escludere la colpa grave del cliente (tecnica di SMS spoofing)
  • Presentare ricorso all'ABF entro i termini (previa presentazione del reclamo scritto alla banca, che risulta già effettuato con il disconoscimento): procedura gratuita e con buone probabilità di successo
  • Affidarsi a un avvocato esperto in diritto bancario a Verona per la redazione del ricorso ABF e, se necessario, per l'eventuale giudizio civile davanti al Tribunale di Verona
  • Conservare il numero di protocollo della querela: sarà utile sia in sede ABF che in un eventuale procedimento civile

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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