Diritto Bancario

Truffa telefonica PostePay: come recuperare i soldi sottratti?

Utente_campomarin_7969 · 0 visualizzazioni

Allora in data di 24/11/2021 sono stata chiamata da un numero di poste italiane, che mi dice che anno riscontrato delle anomalie sulla mia carta poste pay , e devo subito andare a un bancomat per cambiare le ultime 3 cifre della carta così loro non possono più tuffarmi, io sono andata a un bancomat ho.meso quello codice che la signora [persona] detto al telefono poi ha chiuso , io o guardato sulla mia app poste italiane e non avevo più i soldi nel conto così ho richiamato quel numero che mi ha risposto una signora [persona] non sono loro ad avermi contattato prima e che sono stat truffata. Sono andata ho fatto la denuncia ai carabinieri anche alle poste italiane, o fatto richiesta di rimborso ma mi è stata rifiutato. Quale è la possibilità che poso recuperare ii soldi ? Si parla di 1500 euro. Grazie buona giornata

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Hai concrete possibilità di recuperare i 1.500 euro sottratti. Il rifiuto di rimborso da parte di Poste Italiane è contestabile, e lo strumento più efficace e gratuito a tua disposizione è il ricorso all'ARBITRO BANCARIO FINANZIARIO (ABF).

Quadro normativo

La materia è regolata dal Decreto Legislativo 11/2010, che recepisce la Direttiva Europea PSD2 sui servizi di pagamento. Questa normativa stabilisce che, in caso di operazioni di pagamento non autorizzate, il prestatore del servizio (in questo caso Poste Italiane) è obbligato al rimborso, salvo che dimostri la COLPA GRAVE dell'utente. La colpa grave è un concetto preciso: non basta aver commesso un errore, occorre una negligenza particolarmente grave e inescusabile. Poste Italiane ti ha probabilmente rifiutato il rimborso sostenendo che hai fornito volontariamente il codice, ma questa posizione è spesso contestata con successo davanti all'ABF.

Come funziona in pratica

La truffa subita si chiama VISHING (voice phishing): i truffatori si spacciano per operatori bancari al telefono e inducono la vittima a compiere operazioni al bancomat o a rivelare codici. L'ABF ha emesso numerose decisioni favorevoli alle vittime di questo tipo di frode, riconoscendo che la manipolazione psicologica messa in atto dai truffatori riduce o annulla la colpa dell'utente. Per presentare ricorso all'ABF devi:
  • Attendere 30 giorni dalla presentazione del reclamo scritto a Poste Italiane (o dall'eventuale risposta di rifiuto già ricevuta)
  • Presentare il ricorso online sul sito arbitrobancariofinanziario.it, in modo gratuito
  • Allegare: denuncia ai Carabinieri, reclamo inviato a Poste, risposta di rifiuto, estratto conto con le transazioni contestate
  • L'ABF decide entro 60-90 giorni e, se ti dà ragione, Poste Italiane è tenuta ad adeguarsi (lo fa nella quasi totalità dei casi).

    Cosa conviene fare

    Verifica innanzitutto che il reclamo a Poste Italiane sia stato presentato in forma scritta (raccomandata o PEC) e conserva tutta la documentazione. Se sono già trascorsi 30 giorni dal reclamo, puoi procedere subito con il ricorso ABF senza altri indugi. Attenzione al TERMINE DI PRESCRIZIONE: hai 12 mesi dalla data del rifiuto del reclamo per presentare ricorso all'ABF. In alternativa o in aggiunta, puoi agire in via ordinaria davanti al Giudice di Pace (competente fino a 5.000 euro) o al Tribunale. Data la somma di 1.500 euro e la chiarezza dei fatti, la via ABF è quella consigliata come primo passo: è gratuita, rapida e statisticamente efficace per i casi di vishing.

    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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