Diritto Bancario

Fideiussione falsa e truffa finanziaria: si può ancora recuperare il danno?

Utente_arluno_1609 · 0 visualizzazioni

Una mia parente è stata vittima di una truffa finanziaria e nonostante che si sia rivolta a vari Avvocati nonché alle istituzioni (Banca d’Italia e Guardia di Finanza) non ha … cavato un ragno dal buco. I primi perché, fortemente incompetenti in materia fidejussoria, consigliavano di non dare seguito ai suggerimenti della Banca d’Italia di procedere con una denuncia. La Guardia di Finanza non ha neppure risposto. Leggo dal Vs. sito che siete in grado di trovarci il miglior Avvocato in tema di Truffe Bancarie. Che sia la volta buona? Si tratta di una truffa finanziaria perpetrata tramite emissione di una falsa garanzia fideiussoria, pertanto non onorata alla richiesta di escussione. Qui di seguito i dettagli A) I riferimenti del GARANTE: - Consorzio di Garanzia Scrl - – . - Partita IVA: Secondo l’informativa consegnataci dallo stesso consorzio: [numero omesso] Secondo quanto riportato nel fascicolo storico della Società depositato presso la camera di Commercio : [numero omesso] - Autorizzazione Banca d’Italia n. 27.626 –Nella intestazione dell’atto di fidejussione si trova scritto: “Consorzio di Garanzia Fidi autorizzato dall’art. 155 comma 4 dal decreto legislativo n.385 dell’1.9.1993 – Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, dagli art.29 e 30 della legge 5 ottobre 1991, n.317 e dal decreto legge 30 settembre 2003 n. 269 convertito nella legge 24 novembre 2003 n. 326 – Art.13 ed autorizzazioni al rilascio di fedejussioni a favore di Enti pubblici economici dalla legge 244/12/2007”. Da una risposta della Banca D’Italia ad una precisa richiesta di chiarimenti sul caso specifico siamo venuti a conoscenza che il sottorichiamato Consorzio di Garanzia non era stato autorizzato ad emettere garanzie a favore del “pubblico”, quindi anche a favore della mia parente; ma solo a favore dei soci per favorire l’accesso al credito delle piccole medie imprese. Di conseguenza – secondo la Banca d’Italia - il caso andava sottoposto all’esame dell’Autorità Giudiziaria. - Iscrizione REA: 459911 - Recapiti del GARANTE (comunicati ufficialmente): Centralino: N. verde di assistenza Clienti: 800-66-1684 Fax Verde:800-661869 Ufficio fidi: Segreteria@consorzio di garanzia.it Ufficio sinistri: ufficio sinistri@consorzio di garanzia.it. Recapito dell’Agente, che ha proposto la garanzia: Antonio – cell- 320.235.89.58 (non rispoinde più nessuno). B) Tipologia della Garanzia rilasciata: - Trattasi di un atto di fidejussione rilasciato nel novembre 2011, con cui il suddetto Consorzio di Garanzia si è costituito garante sul fatto che un’impresa edile dovesse restituire la caparra confirmatoria di 70.000 € in caso di inadempimento da parte del Contraente a consegnare / rogitare l’immobile oggetto di preliminare di compravendita entro un anno; - Il predetto Consorzio di Garanzia, nel prestare la suddetta fidejussione, ha preteso che l’impresa edile si impegnasse a sottoscrivere tante quote sociali quanto il controvalore del titolo sottoscritto (= 70.000€), emettendo una cambiale. In effetti l’impresa edile si è impegnata a pagare “a vista” al Consorzio entro il 24.11.12.la somma di 70.000. La cambiale – rimasta in custodia presso la sede del Consorzio - doveva essere restituita unitamente allo svincolo o alla riconsegna in originale della fidejussione (che al momento non è stata restituita). Non essendo intervenuto il rogito promesso, per inadempienza del costruttore edile, è stata attivata in tempo utile la procedura di escussione tramite avvocato e lettera raccomandata, che è ritornata al mittente per impossibilità di consegna. c) Situazione attuale Il nostro avvocato ha preferito ottenere una sentenza dal Tribunale che ha dichiarato nel 2014 l’annullamento del contratto e la condanna dell’impresa al risarcimento del danno a favore della mia parente per circa 80.000€. Di fatto questa sentenza è carta straccia perché l’immobile in questione nel frattempo è stato messo all’asta giudiziaria nel 2015/16 per 35.000€ ed il beneficiario è stata la banca,con la quale l’impresa aveva un debito superiore al nostro. La beffa maggiore è che l’acquirente è risultato un cugino / fratello dell’imprenditore nel frattempo fallito. CONCLUSIONE: Si può fare ancora qualcosa per recuperare se non tutto almeno in parte l’importo garantito? E come? Con cordialità. (366.34.26.824)

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

La situazione descritta configura una truffa finanziaria grave, con profili sia penali che civili ancora potenzialmente percorribili. Tuttavia, data l'anzianità dei fatti (2011-2014), il tempo è un fattore critico: alcune azioni potrebbero essere già prescritte, mentre altre potrebbero essere ancora aperte. È urgente consultare un avvocato specializzato in diritto bancario e penale finanziario prima che scadano ulteriori termini.

Quadro normativo

Il caso tocca più norme fondamentali. Sul piano penale, la condotta del Consorzio e del suo agente può integrare il reato di TRUFFA AGGRAVATA (art. 640 c.p.), punito con pena detentiva e perseguibile d'ufficio se aggravata. Si aggiunge il reato di ESERCIZIO ABUSIVO DI ATTIVITÀ FINANZIARIA (art. 132 del D.Lgs. 385/1993, TUB), poiché la Banca d'Italia ha confermato che il Consorzio non era autorizzato a rilasciare garanzie a favore del pubblico. Sul piano civile, rilevano gli artt. 1936 e seguenti del Codice Civile in materia di fideiussione, nonché le norme sulla responsabilità per fatto illecito (art. 2043 c.c.).

Come funziona in pratica

Le strade ancora percorribili da valutare con urgenza sono

  • DENUNCIA PENALE per truffa aggravata e abusiva attività finanziaria contro il Consorzio e l'agente Antonio. La truffa aggravata ha TERMINE DI PRESCRIZIONE fino a 15 anni: considerando il fatto avvenuto nel 2011-2012, siamo potenzialmente ancora entro i termini, ma il margine si sta esaurendo. La Guardia di Finanza va sollecitata per iscritto con raccomandata A/R, allegando la risposta scritta della Banca d'Italia come prova dell'assenza di autorizzazione.
  • VERIFICA DELLO STATO DEL CONSORZIO: occorre accertare se il Consorzio di Garanzia Scrl sia ancora attivo, in liquidazione o dichiarato fallito. Se vi è una procedura concorsuale in corso, la parente potrebbe insinuarsi come creditrice nel passivo fallimentare.
  • AZIONE CIVILE CONTRO L'AGENTE: il soggetto che ha proposto la garanzia (Antonio) potrebbe rispondere personalmente a titolo di responsabilità extracontrattuale. Anche qui, la prescrizione ordinaria è di 10 anni dal fatto illecito o dalla sua scoperta.
  • AZIONE RISARCITORIA CIVILE CONTRO IL CONSORZIO: da valutare in relazione alla prescrizione, che decorre dal momento in cui il danno era conoscibile (non necessariamente dal 2011).
  • Cosa conviene fare

    La priorità assoluta è presentare DENUNCIA-QUERELA alla Procura della Repubblica competente (non solo alla GdF), allegando tutta la documentazione: la fideiussione originale, la risposta scritta della Banca d'Italia, le raccomandate di escussione andate a vuoto e la sentenza del 2014. La risposta della Banca d'Italia è una prova preziosa e va prodotta subito.

    Bisogna assolutamente evitare di attendere ulteriormente senza agire: ogni mese che passa avvicina la scadenza dei termini di prescrizione. Parallelamente, un avvocato specializzato dovrà ricostruire la data esatta a partire dalla quale la prescrizione civile decorre nel caso specifico, per valutare se l'azione risarcitoria è ancora proponibile.


    Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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