Prestito bancario non sostenibile: come rinegoziare o sospendere le rate?
Utente_rho_7747 · 1 visualizzazioni
Il marito della Cliente ha ottenuto alcuni anni fa un prestito da un noto istituto di credito, in relazione al quale ha sempre provveduto al pagamento delle relative rate. Ad oggi, a causa dell'attuale emergenza sanitaria, il marito della Cliente ha avuto una diminuzione del fatturato della sua attività e pertanto vorrebbe sospendere o rimodulare le succitate rate. Tanto premesso, a questo occorre un Legale su Milano che lo assista nella relativa pratica. N.B. La Cliente è disponibile a ricevere assistenza per via telematica
Risposta diretta
Quando un debitore non riesce più a sostenere le rate di un prestito per sopravvenute difficoltà economiche, ha il diritto di chiedere alla banca la sospensione temporanea delle rate o la rinegoziazione del piano di ammortamento, anche in assenza di inadempimenti pregressi.
Quadro normativo
Il principale strumento è l'art. 120-quater del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993), che consente la portabilità e rinegoziazione dei mutui. Per i prestiti personali e i finanziamenti alle piccole imprese, rilevano anche le disposizioni del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e le linee guida dell'ABF (Arbitro Bancario Finanziario), organo stragiudiziale gratuito per le controversie con le banche. In caso di crisi d'impresa, può trovare applicazione anche il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019), che prevede strumenti di composizione negoziata della crisi.
Come funziona in pratica
- Istanza formale alla banca: il primo passo è inviare una richiesta scritta e formale all'istituto di credito, documentando la riduzione del fatturato o del reddito (es. estratti conto, dichiarazione dei redditi, bilanci). La banca non è obbligata ad accettare, ma è tenuta a esaminare la richiesta in buona fede
- Sospensione delle rate: si può chiedere una moratoria temporanea (solitamente 6-12 mesi) durante la quale si pagano solo gli interessi o si sospende completamente la rata, con allungamento del piano
- Rinegoziazione del piano: in alternativa, si può proporre una rimodulazione delle rate (importo mensile ridotto con durata prolungata) o una modifica del tasso di interesse
- Ricorso all'ABF: se la banca rifiuta senza motivazione adeguata o propone condizioni inaccettabili, è possibile presentare un ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario gratuitamente, prima di procedere per via giudiziale
- Accordo stragiudiziale assistito: un avvocato può predisporre una proposta strutturata e condurre la trattativa con l'istituto, aumentando significativamente le probabilità di successo
Cosa conviene fare
- Non smettere di pagare senza prima aver avviato una trattativa formale: l'inadempimento può portare alla segnalazione in Centrale Rischi e a procedure esecutive
- Raccogliere tutta la documentazione che prova la riduzione del fatturato: bilanci, estratti conto, dichiarazioni IVA
- Affidarsi a un avvocato specializzato in diritto bancario (a Milano o con assistenza telematica) per redigere l'istanza e negoziare le condizioni, evitando di accettare proposte svantaggiose
- Valutare il ricorso all'ABF come strumento alternativo e a costo zero in caso di rifiuto della banca
- Verificare l'esistenza di fondi di garanzia statali (es. Fondo di Garanzia PMI) che possono supportare la rinegoziazione del debito
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Hai un'altra domanda?
Hai bisogno di un avvocato?
Invia il tuo caso — ti assegniamo un avvocato specializzato nella tua zona.