Chargeback ingiusto su conto Poste Italiane: come recuperare i soldi?
Utente_milano_1122 · 2 visualizzazioni
É stato fatto un disconoscimento di una transazione di 2000€ nei miei confronti sul mio conto corrente in poste italiane. All'inizio gli hanno risposto con esito negativo in quanto risultasse tutto regolare poi mesi dopo dopo aver fatto un reclamo per sbloccare il conto e chiedere il perché Mi hanno sottratto i soldi e restituiti all'ordinante dicendomi che i soldi sono stati transati in frode , ciò che non é vero.
Risposta diretta
Se Poste Italiane ha stornato una transazione legittima di 2.000€ dal tuo conto, addebitandoti una frode che non hai commesso, hai il diritto di contestare questa decisione. La procedura corretta è presentare un reclamo formale scritto e, in caso di risposta insoddisfacente, ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), un organismo gratuito e indipendente.
Quadro normativo
La materia è disciplinata dal D.Lgs. 385/1993 (Testo Unico Bancario) e dalla normativa sui servizi di pagamento, in recepimento della Direttiva PSD2 (UE 2366/2015). In base all'art. 25 del D.Lgs. 11/2010, il prestatore di servizi di pagamento deve dimostrare che l'operazione contestata sia effettivamente fraudolenta. L'onere della prova non spetta a te, ma all'istituto. Poste Italiane, in quanto intermediario finanziario vigilato da Banca d'Italia, è tenuta a rispettare le procedure di gestione dei reclami previste dalla Circolare Banca d'Italia 28/2019.
Come funziona in pratica
- Poste Italiane ha accolto il disconoscimento (chargeback) dell'ordinante, restituendogli i fondi a tuo danno, sulla base di una presunta frode
- Questa decisione è reversibile se riesci a dimostrare che la transazione era legittima (ad es. con messaggi, contratti, prove di fornitura di beni/servizi)
- Il primo step è il reclamo scritto formale a Poste Italiane (via PEC o raccomandata A/R), con richiesta di motivazione scritta e documentazione della decisione
- Poste ha 30 giorni per rispondere al reclamo
- Se la risposta è negativa o assente, puoi rivolgerti all'ABF entro 12 mesi dalla risposta (o dalla scadenza dei 30 giorni)
- L'ABF decide in modo vincolante per l'intermediario fino a 100.000€, ed è gratuito per il cliente
Cosa conviene fare
- Raccogli tutta la documentazione: estratti conto, messaggi con l'ordinante, eventuali contratti o accordi che giustificano il pagamento ricevuto
- Invia un reclamo scritto formale a Poste Italiane via PEC all'indirizzo ufficiale, chiedendo la documentazione su cui si basa la decisione di frode
- Conserva le prove che dimostrano la legittimità della transazione (la ragione per cui hai ricevuto quei 2.000€)
- Se la risposta è insoddisfacente, presenta ricorso all'ABF tramite il portale arbitrobancariofinanziario.it — la procedura è semplice e non richiede un avvocato
- Valuta anche una denuncia penale nei confronti dell'ordinante per appropriazione indebita o truffa, se i 2.000€ erano dovuti e il disconoscimento è pretestuoso
- In caso di danni significativi, un avvocato specializzato in diritto bancario può impugnare la decisione in sede civile
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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