Contenzioso bancario: interessi anatocistici e danni da banca inadempiente, come difendersi?
Utente_roma_3656 · 0 visualizzazioni
Il sottoscritto, nato a Roma, il 05., res. a Roma, in Via G. Dennis 68, CF , (recapiti: . Tel. ) porta a conoscenza di quanto segue: Nel 2013, rappresentante legale della società ENERWATT srl, avevo un conto corrente chirografario, presso la banca Popolare di Novara (attuale BPM) filiale di Casalpalocco (Le Terrazze) di Roma, già da circa 5 anni. Presso la stessa banca, avevo altri C/C personali dal 2000. Ad agosto 2013, la mia società, ENERWATT srl, a causa di problemi legati alla inaspettata cessazione dei programmi governativi, ha iniziato ad avere problemi , che comunque risultavano ancora sostenibili. Ai primi di settembre 2013, mi dissero che la soluzione poteva essere quella della chiusura dei conti correnti e, per rimborsare il dovuto, sarebbe stata concessa una linea di finanziamento entro due mesi, per rendere gli importi dovuti. La linea di finanziamento, mi dissero, avrebbe dovuto essere attiva entro la fine di novembre 2013: l'ancora responsabile di filiale, mi riferì che avrebbero richiesto l'iscrizione dell'ipoteca di 2° grado sugli immobili a garanzia, su cui già gravavano le ipoteche iscritte al momento della concessione di due mutui immobiliari, erogati dalla stessa Banca Popolare di Novara: la banca stipulando un nuovo mutuo ipotecario a garanzia di un preesistente credito chirografario, aggravava consapevolmente il presunto dissesto della società. Accettai la loro proposta, considerando che avrei potuto continuare a lavorare con altre 2 banche ed iniziai da subito a chiedere la massima sollecitudine per l’erogazione del finanziamento perché, se questo non fosse avvenuto nei termini da loro indicati (il tempo “tecnico” dicevano fosse un mese e se ne concessero due), il pericolo era quello di finire nella “centrale rischi”, con conseguente azione anche da parte delle altre banche e decretare la fine. A fine di novembre 2013 il finanziamento non era ancora erogato: la società finì nella centrale rischi ed anche le altre banche iniziarono a pressare per ridurre le esposizioni dei conti correnti . Trascorse dicembre 2013, gennaio ed alla fine di febbraio 2014, l’allora responsabile (dott. [persona]), per telefono, mi disse che ormai era tutto pronto e che avrei potuto da subito pagare la prima rata di 3.222 € cosa che feci, in data 1 marzo 2014: nella causale del bonifico, scrissi “Pagamento rata n. 1 mutuo” (All, 1), senza rendermi conto, che stavo pagando la 1a rata di un mutuo mai visto… Il 7/03/2014 mi consegnarono una lettera di avvenuta delibera del mutuo (All. 2), dopodiché evidentemente si accorsero di aver mancato in qualcosa e tutto cadde nel dimenticatoio e ripresi a contattare il direttore di filiale che, nel frattempo avevano cambiato con la dott.sa S. Ricchizzi, chiedendo continuamente aggiornamenti, pur avendo ormai perso tutte le speranze… Ai primi di giugno 2014 decisi di scrivere un'ultima email (All. 3) e, la nuova responsabile, mi disse che a breve si sarebbe conclusa la vicenda: infatti, trascorse poco meno di un mese e si fece l'atto dal notaio. Prima della firma dell’atto notarile, mi chiamarono in filiale per consegnarmi la revoca dei conti correnti (All. 4): io firmai e dopo mi accorsi che i numeri dei conti correnti e gli importi riportati nel documento non erano quelli corrispondenti alla mia società.... Il 27/06/2014 mi consegnarono una lettera con una nuova delibera di finanziamento con importi diversi dalla precedente. Dopodiché venne sostituito ancora una volta il responsabile di filiale…. A fine aprile 2016, presentai la richiesta di Istanza di Mediazione del giudice arbitro, dove la banca non si presentò dicendo che per loro era tutto regolare…… Una seconda richiesta per un’istanza di mediazione, venne fatta nel 2017, ma non si presentarono neanche stavolta. Una società di consulenza certificò che nei c/c erano stati applicati interessi “errati” per circa 90.000€ (All. 5.1-5.2 e 5.3) Per questo aspetto, la richiesta di rientro dall’esposizione debitoria risultava conseguente all’illegittima applicazione degli interessi ultralegali e anatocistici che, se non fossero stati applicati, non avrebbero portato la società a superare quanto concesso dall’affidamento, contrariamente al principio di correttezza e buona fede contrattuale a cui la banca si sarebbe dovuta attenere. Il lungo e immotivato protrarsi della fase istruttoria (più di 9 mesi, invece di 2, dall’inizio della proposta stessa della banca), il modo inadeguato con cui la banca ha condotto le operazioni, determinato dall’inefficienza e scorrettezza della stessa, oltre a quanto già detto, ha compromesso le attività della società in modo irreversibile, perché quanto causato dalla banca in oggetto determinò problemi anche con le altre banche, con licenziamento di personale e perdita economica rilevante: il tutto per un finanziamento di circa 230.000 € da loro proposto senza riuscire a concederlo nei tempi promessi. Il deliberato comportamento della banca, ha compromesso il mio stato mentale e psicologico e da circa 7 anni sono afflitto da ansia, paura, depressione, senso di inferiorità, soggezione e perdita totale del sonno: queste non erano le mie caratteristiche, il cui CV è nell’All. 6 . Per più di tre anni, ho anche faticato a mettere insieme i soldi per mangiare... Ma tanto la banca, indisturbata, può avvalersi delle ipoteche per riprendere soldi che io ho guadagnato con il sangue di anni di lavoro: a maggio 2021, due immobili sono andati all’asta. Ora ci sarà il procedimento del tribunale di Roma per la casa dove abito che è l’unica cosa che mi è rimasta, grazie all’incompetenza di una banca che trova il modo di averla sempre vinta…. Io però non posso accettare di dover finire così per loro e per aver avuto materialmente la possibilità di prendere un avvocato in grado di far valere dei diritti.
Risposta diretta
La situazione descritta presenta gravi irregolarità a carico della banca: applicazione di interessi anatocistici e ultralegali, mancata erogazione del finanziamento nei tempi promessi con conseguente danno irreparabile all'attività, e responsabilità precontrattuale. La priorità assoluta, in questo momento, è agire sul procedimento esecutivo pendente al Tribunale di Roma per la sua abitazione principale.Quadro normativo
Le norme applicabili sono molteplici. L'articolo 1283 del Codice Civile vieta l'ANATOCISMO, ossia la produzione di interessi su interessi già maturati, salvo casi tassativi. La Legge 108/1996 disciplina i tassi usurari applicabili ai contratti bancari. Gli articoli 1337 e 1375 del Codice Civile sanciscono gli obblighi di correttezza e buona fede nelle trattative e nell'esecuzione del contratto, fondamento della RESPONSABILITÀ PRECONTRATTUALE per la promessa non mantenuta di erogare il finanziamento nei tempi concordati. L'articolo 615 del Codice di Procedura Civile disciplina infine l'OPPOSIZIONE ALL'ESECUZIONE FORZATA, strumento processuale urgente per contestare il titolo esecutivo che pesa sulla sua casa.Come funziona in pratica
La vicenda si articola su tre fronti distinti che un avvocato specializzato dovrà affrontare in modo coordinato.Cosa conviene fare
Il primo passo è incaricare con urgenza un avvocato specializzato in diritto bancario e esecuzioni immobiliari, preferibilmente con sede a Roma per la competenza territoriale. Occorre raccogliere immediatamente tutta la documentazione disponibile: estratti conto dal 2000, corrispondenza con la banca, il bonifico del 1° marzo 2014, le delibere di finanziamento, la perizia sugli interessi e i verbali delle due mediazioni del 2016 e 2017. Le mediazioni hanno interrotto la PRESCRIZIONE DECENNALE, ma i termini avanzano: non è il momento di aspettare.Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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