Mutuo cointestato a tasso variabile: si può costringere la banca a rinegoziare?
Utente_cagliari_2079 · 2 visualizzazioni
Ho provato per ben 2 volte a rimuovere il cointestatario per poter rinegoziare il mutuo ma la banca mi ha negato tale possibilità asserendo che avessi troppe pendenze. ora a causa del tasso variabile il mio mutuo è aumentato a dismisura. Ho la possibilità a parer vostro di costringere la banca a una rivalutazione?
Risposta diretta
In Italia non esiste un diritto soggettivo a imporre alla propria banca una rinegoziazione del mutuo: la banca è libera di rifiutare. Tuttavia, disponi di strumenti alternativi — primo tra tutti la surroga del mutuo — che ti permettono di uscire dalle condizioni attuali senza il consenso della banca originaria.
Quadro normativo
Il riferimento principale è l'art. 120-quater del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993), introdotto dalla Legge 40/2007 (Decreto Bersani): sancisce il diritto alla portabilità del mutuo (surroga), ossia il trasferimento a un altro istituto di credito senza oneri a carico del mutuatario e senza necessità di consenso della banca cedente. La banca attuale non può opporsi.
Ulteriore supporto viene dalla Legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023), che ha introdotto misure specifiche per i titolari di mutui a tasso variabile, tra cui la facoltà di rinegoziare il tasso o convertirlo in fisso al ricorrere di determinati requisiti reddituali e patrimoniali.
Come funziona in pratica
- Rimozione del cointestatario: la banca non è obbligata ad accettarla, perché il cointestatario rappresenta una garanzia aggiuntiva per l'istituto. Può avvenire solo per accordo volontario (accollo liberatorio) o in sede di surroga verso un nuovo istituto disposto ad accettare il mutuo con un solo intestatario.
- Rinegoziazione con la banca attuale: è atto discrezionale della banca; il rifiuto, da solo, non è impugnabile. Tuttavia, puoi presentare un reclamo scritto all'ufficio reclami della banca se ritieni che il rifiuto sia fondato su dati errati.
- Verifica delle pendenze: le segnalazioni in CRIF o Centrale dei Rischi Banca d'Italia potrebbero essere inesatte o scadute. Hai diritto ad accedere ai tuoi dati e a chiederne la rettifica se non aggiornati.
- Surroga verso altra banca: è lo strumento più efficace. Se le pendenze risultano cancellate o regolarizzate, un altro istituto potrebbe accettare il mutuo a condizioni migliori.
- Ricorso all'ABF: l'Arbitro Bancario Finanziario è un organismo gratuito e stragiudiziale. Se ritieni che la banca abbia agito in modo scorretto o sulla base di informazioni errate, puoi presentare esposto.
Cosa conviene fare
- Richiedere subito il tuo rapporto CRIF e l'estratto dalla Centrale dei Rischi per verificare l'esattezza delle pendenze segnalate dalla banca
- Se trovi dati errati o scaduti, presentare formale richiesta di cancellazione/aggiornamento all'intermediario segnalante
- Consultare un mediatore creditizio per sondare la disponibilità di altri istituti ad accettare la surroga
- Valutare se sei nei parametri previsti dalla Legge di Bilancio 2023 per la rinegoziazione agevolata dei mutui variabili
- In caso di comportamento scorretto della banca, presentare reclamo scritto e, se insoddisfatto, ricorrere all'ABF (gratuito, procedura online su arbitrobancariofinanziario.it)
- Consultare un avvocato esperto in diritto bancario, specialmente se intendi contestare le pendenze segnalate
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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