Cessione del quinto dopo fallimento chiuso: come ricevere i fondi senza pignoramenti?
Utente_desio_5038 · 0 visualizzazioni
Mio padre è fallito, il fallimento è chiuso ma il debito da fallimento lo perseguiterà a vita ed addirittura passerà in eredità. Ora ha una cessione del quinto che paga con la pensione per poter pagare gli avvocati che hanno seguito tutto. Ora ha necessita di rinnovare il quinto per motivi di salute (dentista), non c'è nessun problema circa la concessione bensi il problema è come erogarlo in quanto, mio papà non può possedere nulla quindi no c/c nè altro, come può fare per non avere problemi che gli venga sottratto?
Risposta diretta
Suo padre può aprire un conto corrente anche dopo il fallimento chiuso: non esistono divieti legali in tal senso. Il vero problema è proteggere le somme da eventuali pignoramenti da parte dei creditori rimasti insoddisfatti, e la legge offre strumenti concreti.
Quadro normativo
L'Art. 545 c.p.c. tutela le pensioni dal pignoramento: la quota di pensione che supera il minimo vitale (pari a 1,5 volte l'assegno sociale INPS, circa 750–800 €) è pignorabile solo nella misura di un quinto. La parte al di sotto di tale soglia è assolutamente impignorabile. Inoltre, se la pensione viene accreditata su conto corrente, la legge protegge le somme già accreditate fino a tre volte l'assegno sociale (circa 1.500 €) anche sul conto stesso. La cessione del quinto (disciplinata dal D.P.R. 180/1950) viene trattenuta direttamente dall'ente pensionistico prima dell'accredito, quindi non è aggredibile dai creditori. Sul tema eredità: ai sensi degli artt. 470 e ss. c.c., i debiti non si trasmettono automaticamente ai figli — gli eredi possono rinunciare all'eredità o accettarla con beneficio d'inventario, limitando la responsabilità al valore dei beni ereditati.
Come funziona in pratica
- La cessione del quinto viene detratta dall'INPS prima del pagamento: la pensione netta accreditata è già al netto del rimborso del prestito, quindi quella quota non è aggredibile
- Per il nuovo prestito (dentista), il modo più sicuro è chiedere alla finanziaria di pagare direttamente il professionista o la clinica, senza far transitare la somma su un conto intestato al padre
- Se la finanziaria eroga un accredito, aprire un conto corrente di base (ogni banca è obbligata ad offrirlo per legge) e tenervi solo le somme protette dal minimo vitale
- In alternativa, utilizzare una carta prepagata ricaricabile (es. Postepay Evolution) — pur essendo tecnicamente pignorabile, rende l'operazione più complessa per i creditori
- Valutare l'esdebitazione: il Codice della Crisi d'Impresa (D.Lgs. 14/2019) ha ampliato la possibilità per il debitore fallito di ottenere la cancellazione dei debiti residui. Se non è già stata richiesta, un avvocato può verificare se suo padre ha diritto alla esdebitazione del debitore incapiente
Cosa conviene fare
- Chiedere alla finanziaria di erogare il prestito direttamente al dentista tramite bonifico, evitando l'accredito sul conto
- Aprire un conto corrente dedicato esclusivamente all'accredito della pensione, per poter invocare le tutele dell'Art. 545 c.p.c.
- Consultare un avvocato fallimentarista per verificare se è possibile richiedere l'esdebitazione e liberarsi definitivamente dai debiti residui
- Rassicurare gli eredi: la rinuncia all'eredità è sempre possibile entro 10 anni dall'apertura della successione, e nessun erede è obbligato ad accollarsi i debiti del defunto
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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