Buono Fruttifero Postale del 1940: è ancora riscuotibile dopo 80 anni?
Utente_orvieto_6631 · 0 visualizzazioni
Descrizione problema : descrizione problema : Ho ritrovato un Buono Fruttifero Postale emesso nel 1940 di 100 Lire, a tuut' oggi puo avere un valore consistente? e soprattutto, sarebbe riscuotibile ? ||ip: 178.255.74.106 || referral: || Privacy: YESP || casistica: altro || ||ip: 178.255.74.106 || referral: || Privacy: YESP || casistica: altro || city: Orvieto ||
Risposta diretta
Un Buono Fruttifero Postale emesso nel 1940 è con ogni probabilità prescritto, ovvero il diritto al rimborso si è estinto per decorso del tempo. Il valore nominale di 100 Lire, convertito in euro al tasso ufficiale (1.936,27 Lire = 1 Euro), corrisponderebbe a circa 0,05 euro, ma il problema principale non è il valore, bensì la possibilità concreta di riscuoterlo.
Quadro normativo
I Buoni Fruttiferi Postali sono disciplinati dal D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156 (Codice Postale) e, per gli aspetti più recenti, dalla normativa della Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (D.Lgs. n. 284/1999). Il termine di prescrizione ordinario è di 10 anni dalla scadenza del titolo, ai sensi dell'art. 2946 del Codice Civile. Per i buoni emessi in epoca bellica o prebellica, Poste Italiane e CDP applicano ulteriori regole specifiche che rendono ancora più complessa la riscossione.
Come funziona in pratica
- I Buoni Fruttiferi Postali hanno una data di scadenza (o un limite massimo di maturazione degli interessi): superata quella data, il titolare aveva 10 anni per presentarsi allo sportello
- Decorsi i 10 anni dalla scadenza senza che il buono fosse riscosso, il credito si prescrive e il diritto al rimborso decade
- Per un buono del 1940, anche ipotizzando una scadenza a 30 anni (1970), il termine prescrizionale sarebbe spirato intorno al 1980
- La conversione da Lire a Euro (2002) non ha "riportato in vita" i buoni già prescritti
- Poste Italiane e CDP non sono tenute a rimborsare titoli prescritti, salvo eccezioni valutate caso per caso
Cosa conviene fare
- Verificare la serie e le condizioni del buono: portarlo fisicamente presso uno sportello di Poste Italiane con documento d'identità, chiedendo una verifica ufficiale del titolo
- Richiedere un estratto storico a CDP (Cassa Depositi e Prestiti) tramite raccomandata A/R, allegando copia del buono e descrivendo la situazione
- In caso di diniego, è possibile rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che ha competenza sulle controversie con Poste Italiane, senza costi e in modo semplice
- Considerare il buono come un pezzo da collezione: titoli postali d'epoca possono avere un valore numismatico o filatelico, in alcuni casi superiore al valore nominale aggiornato
- Evitare intermediari che promettono il recupero di buoni antichi dietro compenso: quasi sempre si tratta di operazioni non convenienti economicamente
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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