Ti inviamo in poche ore preventivi di avvocati specializzati

Raccontaci il tuo caso

Ricevi tre preventivi gratuiti

Scegli l'avvocato per te

Hai bisogno di un Avvocato?

Descrivi il tuo caso

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

I vantaggi di AvvocatoFlash

+4.000 avvocati in tutta Italia

Solo avvocati qualificati

+12.000 persone assisite nel 2018

Separazione tra conviventi con figli minori: quali diritti e doveri?

La convivenza di fatto, è la comunione materiale e spirituale che si instaura tra due soggetti, a seguito della dichiarazione inoltrata al comune di residenza. Vediamo come funziona.

< Diritto di Famiglia e Successioni   # Matrimonio   # Separazione   # Divorzio  

1. La convivenza di fatto


L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema del diritto di famiglia, e più precisamente i diritti e doveri riconosciuti, in caso di separazione tra conviventi.


Le coppie di fatto, sono quei nuclei familiari, composti da due soggetti di sesso diverso, legati da un rapporto affettivo, connotato da un elevato grado di stabilità, che convivono nella stessa abitazione, eventualmente con i figli nati dal loro rapporto, ma che non hanno formalizzato in alcun modo la loro unione.


Difatti, le coppie di fatto, nel nostro ordinamento, non hanno alcuna rilevanza giuridica, a differenza delle coppie unite in matrimonio oppure unite civilmente, in quanto per ottenere il riconoscimento a livello giuridico, occorre effettuare un’apposita dichiarazione all’anagrafe del comune di residenza, in cui i due soggetti, esprimono la loro volontà di ufficializzare il loro rapporto, divenendo in tal modo, conviventi di fatto.

La legge Cirinnà, infatti, ha disciplinato, i rapporti tra persone non coniugate, prevedendo la possibilità d’instaurare delle convivenze di fatto , purché riguardino persone di sesso diverso, che abbiano raggiunto la maggiore età e non siano legate da rapporti di parentela o affinità né vincolate da matrimonio o unione civile.


1.1 I diritti tra conviventi


Ai conviventi, la legge ricollega in modo automatico una serie di diritti connessi alla vita sociale, riconosciuti alle coppie unite in matrimonio, tra quali è possibile annoverare:


  •  il diritto di visita ed assistenza e l’accesso alle informazioni sanitarie in caso di malattia o di ricovero del partner;
  •  i medesimi diritti riconosciuti al coniuge, dall’ordinamento penitenziario;
  • il diritto di rappresentazione, in caso d'incapacità o per la donazione degli organi oppure quale tutore o curatore in caso d’interdizione o inabilitazione;
  •  il convivente superstite, ha diritto d’abitazione per un biennio (tre anni, ove vi siano figli minori o con handicap) sull’immobile del convivente proprietario deceduto, il diritto si estende a cinque anni, in caso di rapporti superiori a due anni;
  • il diritto a succedere nel contratto di locazione, in caso di morte del conduttore o di un suo recesso;
  • la partecipazione agli utili, in caso di attività lavorativa, presso l’impresa familiare;
  • il diritto al risarcimento del danno , in caso di morte del convivente, per fatto illecito di terzi.


1.2 I diritti nella separazione tra conviventi con figli


Sebbene la vita di una coppia di conviventi sia simile per molti aspetti a quella delle coppie regolarmente sposate quando si parla di separazione la situazione è moto diversa.

Infatti, in caso cessazione del rapporto tra i conviventi di fatto, non è prevista la possibilità per il partner economicamente più debole, di chiedere l’assegno di mantenimento, in quanto la Legge Cirinnà, ha previsto soltanto il diritto all’assegno alimentare, necessario a far fronte soltanto ai bisogni primari, differenziandosi dall’assegno di mantenimento per il coniuge, che tende a garantire il medesimo tenore di vita, goduto in costanze del rapporto.

In tal caso, il convivente interessato, è tenuto a rivolgersi al giudice, affinché quest’ultimo, disponga a suo carico il versamento degli alimenti, purché dimostri di versare in stato di bisogno e di non essere in grado di provvedere al proprio sostentamento.

L’entità dell’assegno alimentare, è stabilito dal giudice, in considerazione della durata della convivenza e della capacità economica del convivente tenuto ad adempiere.



1.3 Gli obblighi nella separazione tra conviventi con figli minori


In caso di separazione tra conviventi, i genitori hanno nei confronti dei figli, i medesimi diritti ed obblighi, previsti in capo ai genitori uniti in matrimonio.


Ciò in quanto, non sussiste più alcuna disparità di trattamento tra figli nati da coppie unite in matrimonio ed i figli delle coppie non convolate a nozze, infatti, non si parla neanche più di figli naturali e figli legittimi ma semplicemente si parla di figli nati in costanza o meno di matrimonio, come è confermato, dal codice civile, secondo cui “tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico”.

Da ciò deriva, che i genitori conviventi, allo stesso modo dei genitori uniti in matrimonio, successivamente alla cessazione della loro convivenza, sono gravati dall’esercizio comune della responsabilità genitoriale, debbono provvedere, secondo la loro capacità lavorativa o attività domestica, al mantenimento, all’educazione ed istruzione dei figli, fornendo l’assistenza morale e materiale, in considerazione delle necessità ed ambizioni dei figli minori.

Nella separazione tra conviventi con figli minori, i due partner, possono accordarsi sull’affidamento e collocamento della prole , stabilendo anche le modalità ed il tempo di permanenza presso il genitore non collocatario, nonché l’entità e modalità di versamento dell’assegno di mantenimento riconosciuto ai figli minori, secondo la capacità reddituale posseduta.

In mancanza di accordo, sarà il giudice, investito della controversia, a stabilire dapprima se i figli minori, sia affidati ad entrambi i genitori, secondo le regole dell’affido condiviso oppure nei casi in cui quest’ultimo sia pregiudizievole per il minore stesso, l’affido esclusivo ad uno solo di essi.

Il giudice, stabilisce anche il versamento di un assegno periodico a favore della prole, a carico del genitore economicamente più avvantaggiato, sulla base dei loro bisogni, in considerazione del tenore di vita, posseduto in costanza di rapporto, nonché della capacità economiche dei genitori e l'assistenza morale e materiale fornita ai figli stessi.

Roberto Ruocco

Fonti normative
Codice civile: articoli 337 ter, 337 quater.
Legge 20 maggio 2016, n. 76: Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze (legge Cirinnà).

Vuoi saperne di più sulla disciplina delle convivenze di fatto? Vuoi ottenere l’assegno alimentare dall’ex convivente, ma non sai come fare? Hai bisogno
dell’assistenza di un professionista? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.


AvvocatoFlash.it

Hai bisogno di un Avvocato?

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

Richiedi Preventivi Gratis