Ti inviamo in poche ore preventivi di avvocati specializzati

Raccontaci il tuo caso

Ricevi tre preventivi gratuiti

Scegli l'avvocato per te

Hai bisogno di un Avvocato?

Descrivi il tuo caso

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

I vantaggi di AvvocatoFlash

+4.000 avvocati in tutta Italia

Solo avvocati qualificati

+12.000 persone assisite nel 2018

Cosa fare in caso di lesione della quota di legittima?

Il testatore può disporre liberamente del proprio patrimonio soltanto entro certi limiti. Qualora pregiudichi i diritti riconosciuti ai suoi prossimi congiunti, questi potranno impugnare il testamento. Vediamo come funziona.

< Diritto di Famiglia e Successioni   # Successione   # Testamento   # Eredità  

lesione della quota di legittima avvocatoflash

1. La quota di legittima

L'argomento che tratteremo oggi riguarda il tema del diritto successorio e, più precisamente, la tutela della quota di legittima nell’ipotesi in cui essa venga lesa dal testatore attraverso liberalità elargite quando era in vita.

La quota di legittima rappresenta la parte indisponibile del patrimonio ereditario che il defunto non può intaccare con propri atti dispositivi. Tali quote sono riconosciute e tutelate dall’ordinamento a favore del coniuge, dei figli e degli ascendenti, allo scopo di preservare l’interesse della famiglia a non veder disperso il patrimonio del defunto.

Il testatore ha la piena facoltà di disporre del proprio patrimonio, ma tale libertà si riferisce soltanto alla quota disponibile. La quota di legittima, invece, lo vincola a rispettare le prescrizioni dettate dall’ordinamento in quanto essa è riservata obbligatoriamente, senza possibilità di eccezioni, a favore dei suoi prossimi congiunti (eredi legittimari - soggetti legati al defunto dal più stretto rapporto di parentela).

Gli eredi legittimari hanno così diritto ad una quota inviolabile del patrimonio ereditario, cioè un determinato valore dei beni ereditari che corrisponde alla quota su cui il testatore non può imporre pesi o condizioni.

2. L’azione di reintegra della quota di legittima: riunione fittizia

Per accertare se ci sia stata o meno una lesione della quota di legittima occorre effettuare la riunione fittizia, ossia calcolare l’entità complessiva del compendio ereditario.

Questa comprende il calcolo della massa ereditaria pervenuta agli eredi (stimando il valore dei beni e rapporti che la compongono) a cui è necessario sottrarre i debiti che il defunto ha contratto in vita e di seguito aggiungere al valore ottenuto anche il valore delle donazioni, effettuate dal defunto quando era in vita.

A seguito di tali operazioni è possibile calcolare l’effettivo ammontare del patrimonio ereditario e di conseguenza sia la quota disponibile, attribuibile dal defunto liberamente, sia le quote di legittima, riservante ai suoi parenti più prossimi.

2.1 L’azione di riduzione

Qualora il defunto violi la quota di legittima disponendo del proprio patrimonio oltre il limite della quota disponibile o compia donazioni, l’erede legittimario leso (nonché i suoi eredi o aventi causa ed infine anche il legittimario totalmente escluso dal testatore dalla successione) potrà impugnare il testamento per lesione della quota di legittima.

Al fine di ottenere la reintegra della quota di legittima lesa, gli eredi dovranno proporre l’azione di riduzione entro dieci anni dall’accettazione dell'eredità, pena la prescrizione dell'azione medesima. Dinanzi al tribunale ove domiciliava il defunto, si dovranno indicare le disposizioni che eccedono la porzione disponibile per il testatore sufficienti a soddisfare la quota del legittimario leso.

In caso di accoglimento della domanda, il giudice dichiara l’inefficacia degli atti compiuti dal defunto, sia che si tratti di disposizioni contenute nel testamento, che di atti di liberalità (come le donazioni), reintegrando nella massa ereditaria la quota di riserva su cui il testatore non poteva disporre.

In tal caso si procede alla riduzione delle disposizioni contenute nel testamento e, ove ciò non sia sufficiente a soddisfare la quota di legittima dell’erede procedente, vengono ridotte le donazioni compiute dal defunto (dall’ultima fino alle altre) finché non viene raggiunta la quota medesima.

Il legittimario che agisce in giudizio è tenuto ad imputare alla quota ad esso spettante le eventuali donazioni, salva espressa dispensa disposta direttamente dal testatore.

Inoltre, il legittimario leso, qualora agisca nei confronti di soggetti che non siano anche eredi, ma che abbiano ricevuto dal defunto una donazione, è tenuto ad accettare l’eredità con beneficio d’inventario.

Fonti normative

Codice civile, Libro II Delle Successioni, Titolo I Disposizioni Generali sulle Successioni, Capo x: art. 553 -564.

Vuoi saperne di più sulla quota di legittima a te spettante? Hai subìto la lesione della quota di legittima e non sai come agire? Intendi promuovere un giudizio dinanzi all’autorità giudiziaria per impugnare il testamento? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.

Hai bisogno di un Avvocato?

Accetta i Termini e le Condizioni del servizio e l'informativa sulla privacy di AvvocatoFlash. I vostri dati verranno condivisi solo con gli avvocati che ti offriranno assistenza.

Richiedi Preventivi Gratis