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Cosa si intende per testamento olografo?

Tutto quello che c'è da sapere su questo particolare tipo di testamento.

< Diritto di Famiglia e Successioni  

L'argomento che tratteremo oggi riguarda il tema della successione, e precisamente, come redigere il testamento olografo, ossia l'atto di ultima volontà, scritto di proprio pugno dal testatore e dallo stesso datato e sottoscritto.

Ogni soggetto può tramite tale atto disporre dei propri beni per il tempo successivo alla propria morte, tuttavia tale facoltà è esclusa in capo ai minorenni agli interdetti di mente e per chi era incapace d'intendere e volere al momento della redazione dell'atto.

Per la redazione del testamento in questione non è richiesto il rispetto di una determinata forma prevista dalla legge, a differenza di quanto accade per il testamento pubblico, per il quale è richiesto l'intervento del notaio, nonché la presenza di due testimoni.

Tuttavia, benché non è richiesta una forma particolare, sono pur sempre previsti alcuni requisiti che il testatore deve seguire al fine di redigere un valido testamento olografo.

1. Requisiti testamento olografo

I requisiti richiesti dal codice civile, al fine di redigere un valido testamento olografo, sono contenuti nell'art. 602 cod. civile, il quale richiede che il testamento sia scritto dal testatore per intero, ossia tutto il documento deve essere una sua opera, ed inoltre occorre che il documento sia datato e sottoscritto dal testatore.

Non è invece un requisito essenziale la circostanza che il testatore faccia espresso riferimento alla sua morte e all'intento di voler disporre dei suoi beni dopo la sua scomparsa, purché il documento sia espressione di una sua volontà definitiva, e di disporre dei suoi beni, anche in parte, per tempo successivo alla sua morte (cfr. Cass. Civ., Sent. 8 gennaio 2014, n. 150).

Detto ciò, analizziamo i tre requisiti richiesti per la redazione del testamento olografo.

1.1 Autografia del testatore nella redazione dell'atto

Il primo requisito, richiesto dalla legge, per redigere un testamento olografo, è l'autografia, ossia la circostanza che il testamento venga redatto di proprio pugno dal testatore e quindi che l'origine dell'atto provenga dalla mano dell'autore del testamento medesimo.

Ciò significa che non può essere una terza persona a scrivere il testamento per conto del disponente, in quanto ciò toglierebbe all'atto l'identificazione dell'autore e di conseguenza la certezza in merito alla volontà testamentaria, venendo meno il carattere di atto strettamente personalissimo.

Ciò è stato confermato dalla giurisprudenza, secondo cui: la guida della mano del testatore, nel redigere il testamento olografo, esclude il requisito che esso debba essere scritto per intero dal testatore stesso (autografia) in quanto tale elemento è indispensabile affinché il testamento olografo possa essere considerato valido (cfr. Cass. Civ., Sent. 10 settembre 2013, n. 20703).

Pertanto, anche l'inserimento di una sola parola da parte di un terzo soggetto estraneo, rispetto a quanto disposto dal testatore, ne inficerebbe la validità, interferendo il tal modo sulla volontà espressa dal testatore, anche nell'ipotesi in cui quest'ultimo abbia problemi di salute o di alfabetizzazione, dato che l'aiuto di un'altra persona che guida la mano, fa venir meno il requisito necessario dell'autografia dell'atto (cfr. Cass. Civ., Sent. 24 marzo 2004, n. 5907).

1.2 Sottoscrizione dell'atto da parte del testatore

Il secondo requisito, richiesto dalla legge, per attribuire validità al testamento olografo, è che questo debba essere sottoscritto dal testatore. La firma deve essere apposta al termine delle disposizioni testamentaria (art. 602, 2° comma cod. civ.).

È possibile anche non firmare con l'indicazione del nome e cognome del testatore, purché la diversa sottoscrizione individui con certezza l'autore dell'atto.

Anche il tal caso, il codice civile impone che la sottoscrizione debba essere apposta necessariamente dalla persona che ha redatto il testamento olografo, e quindi, personalmente da parte del testatore, pena la nullità dell'atto in questione.

La sottoscrizione ha lo scopo di garantire la paternità dell'atto in capo al testatore e che vi sia certezza in merito al fatto che sia quest'ultimo il soggetto che abbia disposto, in piena libertà, dei suoi beni attraverso la disposizione testamentaria.

Al riguardo, non inficia la validità dell'atto la circostanza che la sottoscrizione avvenga in tempi diversi rispetto alla redazione del testamento olografo, in quanto non vi è alcun obbligo di redigerlo in unico periodo di tempo (cfr. Cass. Civ., Sent. 27 ottobre 2008, n. 25845).

1.3 L'indicazione della data di redazione dell'atto da parte del testatore

Il terzo requisito che il codice civile richiede ai fini della validità del testamento olografo è l'indicazione della data di redazione del testamento da parte del testatore con l'indicazione del giorno, mese e anno in cui il disponente ha compilato l'atto.

La mancata indicazione della data così come l'incompletezza della stessa comporta la possibilità di richiedere che l'atto sia annullato.

La data ha la funzione di individuare con certezza il momento in cui il testatore ha manifestato la propria volontà sulla destinazione dei propri beni al momento della sua morte. Essa può essere apposta sia prima della sottoscrizione, ma può anche seguire la stessa indicando il tal modo il tempo preciso di redazione dell'atto e quindi quando il testamento olografo è stato definitivamente ultimato e poi sottoscritto (cfr. Cass. Civ., Sent. 3 settembre 2014, n. 18644).

La non veridicità della data non inficia la validità dell'atto solo nelle ipotesi in cui essa non assuma rilievo in merito al la capacità del testatore o sulla priorità di più testamenti o di altre circostanze influenti in ragione del momento in cui l'atto è redatto.

Nell'ipotesi di più testamenti con la stessa data, qualora non sia possibile accertare la precedente redazione di uno rispetto all'altro, essi vanno considerati come espressione di un'unica volontà testamentaria.

2. Casi d'invalidità del testamento olografo

Il codice civile, in merito all'invalidità del testamento olografo, detta due diverse ipotesi che possono inficiare la regolarità dell'atto. Esso commina la nullità del testamento olografo qualora sia assente il requisito della scrittura a mani proprie (autografia) ovvero il testamento non sia stato sottoscritto dal testatore (art. 606, 1° comma, cod. civile).

Invece, per qualsiasi ragione inerente alla forma del testamento olografo, è prevista la possibilità di chiedere che il documento in questione sia annullato, ciò può avvenire da parte di qualsiasi soggetto che vi abbia interesse, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere da quando le disposizioni testamentarie abbiano avuto esecuzione, pena, in caso contrario, la prescrizione dell'esercizio di tale azione (art. 606, 2° comma, cod. civile).

2.1 Ipotesi di nullità del testamento olografo

Il testamento olografo, è da ritenersi nullo quando manchi il carattere dell'autografia, come avviene nell'ipotesi in cui è la mano di un terzo a guidare il testatore nella redazione dell'atto, ovvero quando un terzo soggetto inserisce altre parole al contenuto testamentario, alterando in tal modo la volontà espressa dal testatore (cfr. Cass. Civ., Sent. 31 maggio 2012, n. 8753).

Ugualmente, è nullo il testamento olografo, qualora manchi la sottoscrizione del testatore, la quale non può essere ovviata, apponendo una firma sul plico che contiene la scheda testamentaria, non potendo in tal modo collegare con certezza lo scritto della scheda con quello del plico (cfr. Cass. Civ., Sent. 1 ottobre 2013, n. 22420).

Descritte le ipotesi di nullità del testamento olografo, occorre precisare che la nullità non può essere fatta valere dai soggetti, che conoscendo la causa di nullità stessa, abbiano comunque confermato o eseguito la disposizione testamentaria (art. 590, cod. civile).

2.2 Ipotesi di annullabilità del testamento olografo

Il testamento olografo può essere annullato, su istanza degli interessati, qualora si provi che il testatore sia in uno stato d'incapacità naturale, dando prova che il soggetto, nel momento di redigere l'atto, fosse privo, in maniera assoluta, della coscienza del proprio agire e quindi della capacità di autodeterminare le proprie scelte in merito alla destinazione futura dei suoi beni (cfr. Cass. Civ., Sent. 29 ottobre 2008, n. 26002).

Costituisce altresì causa di annullamento del testamento olografo l'omessa o incompleta indicazione della data di redazione dell'atto, considerata essenziale al fine di individuare il momento esatto di disposizione da parte del testatore (cfr. Cass. Civ., Sent. 8 giugno 2001, n. 7783).

3. Impugnazione del testamento olografo

Come abbiamo visto, il testamento olografo può essere innanzitutto impugnato quando:

  1. sia nullo e ciò accade qualora manchi il requisito dell'autografia ovvero il testamento non sia stato sottoscritto;
  2. sia annullabile, ipotesi che ricorre qualora vi sia un vizio di forma che infici la validità dell'atto, come l'incapacità del testatore ovvero la data incompleta o mancante.

Sia l'azione di nullità che quella diretta a far dichiarare l'annullamento del testamento olografo possono essere esercitate da chiunque vi abbia interesse.

Esse invece si distinguono sotto il profilo del tempo di esercizio dell'azione, dal momento che, mentre l'azione di nullità è imprescrittibile, l'azione di annullamento va esercitata entro cinque anni da quando anche solo uno dei chiamati all'eredità abbia dato esecuzione alle volontà del de cuius, pena la prescrizione dell'esercizio dell'azione stessa.

Accanto a tali azioni, è prevista anche la possibilità di chiedere il disconoscimento del testamento olografo nell'ipotesi in cui questo si ritenga falso.

In tale ipotesi, infatti, non si tratta di un vizio che comporta la nullità o l'annullamento del testamento, ma invero questo è considerato inesistente, dal momento che la falsità comporta che l'atto non può essere considerato come testamento olografo.

Al riguardo, occorre far riferimento ad un'importante sentenza espressa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la quale, in merito alla falsità del testamento olografo, ha chiarito che il soggetto che ritiene il documento falso e quindi contesti l'autenticità del testamento olografo dovrà proporre domanda di accertamento negativo in merito alla provenienza del testamento, fornendo la relativa prova che quel documento non è stato redatto dal testatore (cfr. Cass. Civ., Sez. Unite, Sent. 15 giugno 2015, n. 12307).

L'azione di accertamento negativo ha quindi lo scopo di dimostrare l'inesistenza dei diritti altrui ed è utilizzata dall'attore al fine di dimostrare la falsità del testamento olografo e quindi di contestare la distribuzione dei beni di proprietà del de cuius, artificiosamente attribuiti ad uno o più eredi a scapito dell'attore che promuove tale azione, ritenendosi leso a causa del fittizio testamento redatto da terze persone invece che dal titolare dei diritti a cui il falso testamento si riferisce.

Fonti normative

Codice civile: articoli 590; 602 e 606.

Cassazione Civile Sentenze: 8 gennaio 2014, n. 150; 10 settembre 2013, n. 20703; 24 marzo 2004, n. 5907; 27 ottobre 2008, n. 25845; 3 settembre 2014, n. 18644; 31 maggio 2012, n. 8753; 1 ottobre 2013, n. 22420; 29 ottobre 2008, n. 26002; 8 giugno 2001, n. 7783; Sez. Unite, Sent. 15 giugno 2015, n. 12307).

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