Avvocato per Eredità e Testamento

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Cos'è la Successione Ereditaria

La successione ereditaria è il trasferimento del patrimonio di una persona defunta (de cuius) ai suoi eredi. Si apre al momento del decesso, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto. In Italia è disciplinata dal Libro Secondo del Codice Civile (artt. 456-809 c.c.).

Esistono due tipi di successione: la successione testamentaria, in cui il defunto ha lasciato un testamento valido che regola la distribuzione del patrimonio, e la successione legittima (ab intestato), in cui — in assenza di testamento o per la parte non coperta dal testamento — la legge stabilisce chi sono gli eredi e in quale proporzione. Le due tipologie possono coesistere.

La legge garantisce sempre una quota legittima ai familiari più stretti (coniuge, figli, genitori), che il testatore non può escludere. Chi riceve meno di quanto spetterebbe per legge può agire con l'azione di riduzione per reintegrare la propria quota.

Quando Hai Bisogno di un Avvocato

Un avvocato specializzato in successioni è fondamentale quando: si contesta la validità di un testamento (per incapacità del testatore, dolo o vizi formali); l'asse ereditario è conflittuale tra eredi che non riescono a dividersi i beni; l'eredità comprende debiti significativi e occorre valutare se accettare con beneficio d'inventario o rinunciare; o quando la quota legittima di qualcuno è stata lesa da donazioni o disposizioni testamentarie.

In presenza di immobili nell'asse ereditario, un avvocato può guidare attraverso la procedura di divisione giudiziale (se non c'è accordo tra eredi) o assisterti nella stipula di un accordo di divisione stragiudiziale davanti al notaio. Anche la gestione dell'imposta di successione e delle formalità catastali richiede spesso assistenza professionale.

Tipologie di Questioni Ereditarie

Le questioni ereditarie più comuni includono: l'accettazione dell'eredità (semplice o con beneficio d'inventario, entro 10 anni); la rinuncia all'eredità (da valutare quando i debiti superano i beni); l'impugnazione del testamento (per incapacità, dolo, vizi formali); la divisione giudiziale dell'asse ereditario quando gli eredi non trovano un accordo; e la gestione dell'eredità con immobili (trasferimento, ipoteche, comproprietà, vendita).

L'azione di riduzione è lo strumento per chi ha ricevuto meno della propria quota legittima a causa di donazioni o disposizioni testamentarie in favore di terzi. Va proposta entro 10 anni dall'apertura della successione. Ogni situazione è diversa: un avvocato può analizzare la tua specifica e indicarti la strada migliore.

Come Si Apre una Successione: La Procedura

1

Apertura della successione alla morte

La successione si apre automaticamente alla morte del de cuius, nel luogo del suo ultimo domicilio. Gli eredi devono agire entro i termini di legge per non perdere diritti o incorrere in responsabilità per i debiti.

2

Ricerca del testamento (RIRT)

Il Registro Generale dei Testamenti (RIRT) permette di verificare l'esistenza di testamenti pubblici o olografi depositati dal defunto. I notai e i tribunali possono eseguire questa ricerca.

3

Accettazione o rinuncia all'eredità

Gli eredi hanno fino a 10 anni per accettare o rinunciare. Se sono in possesso dei beni, devono fare inventario entro 3 mesi e accettare (con beneficio d'inventario) entro 40 giorni dall'inventario, altrimenti decadono dalla tutela.

4

Dichiarazione di successione (entro 12 mesi)

La dichiarazione di successione va presentata all'Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dall'apertura. Obbligatoria salvo specifiche esenzioni (coniuge e figli con eredità sotto €100.000 senza immobili). Dal 2022 si presenta telematicamente.

5

Trasferimento dei beni agli eredi

Pagata l'imposta di successione, si procede al trasferimento: voltura catastale per immobili, successione bancaria, trasferimento titoli, intestazione veicoli. Il notaio è necessario per le trascrizioni immobiliari.

Aggiornamento Normativo

Dichiarazione di Successione Telematica e Nuove Franchigie

Dal 2022 la dichiarazione di successione si presenta esclusivamente in via telematica tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate (L. 108/2021). Le franchigie sull'imposta di successione rimangono invariate: €1 milione per coniuge e figli (aliquota 4% sull'eccedenza), €100.000 per fratelli e sorelle (6%). Per altri parenti e non parenti non vi è franchigia. La L. 219/2017 ha introdotto le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT/testamento biologico), distinte dal testamento tradizionale ma ugualmente importanti nella pianificazione successoria.

Documenti Necessari per la Successione

Certificato di morte del de cuius
Atti di nascita degli eredi e del defunto
Documenti d'identità di tutti gli eredi
Eventuale testamento (olografo, pubblico o segreto)
Visure catastali degli immobili del defunto
Estratti conto bancari e postali intestati al defunto
Atti di proprietà di immobili, veicoli, quote societarie
Documentazione di eventuali debiti o ipoteche

Quanto Costa un Avvocato per Successioni?

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Domande Frequenti

Come si accetta un’eredità?

L’accettazione dell’eredità può essere espressa (con dichiarazione scritta davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale) o tacita (compiendo atti che presuppongono la volontà di accettare, come pagare debiti del defunto, alienare beni ereditari, o far valere crediti). Esiste anche l'accettazione con beneficio d’inventario, che limita la responsabilità per i debiti ereditari al valore dei beni ricevuti: da preferire quando i debiti del defunto potrebbero superare il patrimonio.

Quando conviene rinunciare all’eredità?

La rinuncia all’eredità è conveniente quando i debiti del defunto superano i beni: in questo caso accettare significherebbe rispondere dei debiti con il proprio patrimonio personale. La rinuncia va fatta con dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale. È irrevocabile salvo casi eccezionali. Il rinunciante è considerato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità. La rinuncia deve avvenire entro 10 anni dall’apertura della successione, ma prima di compiere atti di accettazione tacita.

Posso impugnare un testamento?

Sì. Il testamento può essere impugnato per: incapacità testamentaria del testatore (malattia mentale, stato di incapacità al momento della redazione), vizi del volere (violenza, dolo, errore), vizi formali (testamento olografo non scritto integralmente a mano, senza data o firma; testamento per atto notarile non rispettoso delle formalità). L’impugnazione va proposta entro 5 anni dalla pubblicazione del testamento (termine di prescrizione). Un avvocato può valutare se esistono i presupposti.

Cos’è la quota legittima (legittima)?

La quota legittima (o legittima) è la quota di eredità riservata dalla legge ai familiari più stretti (coniuge, figli, genitori), che il testatore non può intaccare neanche con testamento. In presenza di un figlio, la legittima è pari a 1/2 del patrimonio; con due o più figli, è 2/3 divisi tra loro. Il coniuge ha diritto ad almeno 1/4 in presenza di figli. Se il testamento o le donazioni in vita lesi la legittima, i legittimari possono agire con l’azione di riduzione.

Come si divide l’eredità tra i figli?

In assenza di testamento (successione legittima), l’eredità si divide in parti uguali tra tutti i figli, indipendentemente dal sesso o dall’ordine di nascita. Se c’è anche il coniuge, quest’ultimo ha diritto a 1/2 se c’è un solo figlio, a 1/3 se i figli sono due o più (e il resto va ai figli in parti uguali). Le donazioni ricevute in vita dal defunto possono essere soggette a collazione (conguaglio tra eredi). Se un figlio è già morto, subentra al suo posto per stirpe.

L’eredità comprende anche i debiti?

Sì. Il patrimonio ereditario comprende sia i beni (attivo) che i debiti (passivo). Accettando l’eredità in modo semplice, l’erede risponde dei debiti del defunto anche con il proprio patrimonio personale. Per evitare questo rischio, l’accettazione con beneficio d’inventario limita la responsabilità al valore dei beni ereditati: l’erede paga i creditori fino a concorrenza dell’attivo, senza mettere a rischio ciò che già possiede. Questa forma è sempre consigliata quando si sospetta la presenza di debiti.

Entro quanto tempo devo accettare o rinunciare all’eredità?

Il termine ordinario per accettare o rinunciare è di 10 anni dall’apertura della successione (data del decesso). Tuttavia, se si compiono atti di accettazione tacita prima di quel termine, l’accettazione è immediata. I creditori del defunto possono citare i chiamati all’eredità e chiedere al giudice di fissare un termine più breve (di solito 3 mesi) entro cui accettare o rinunciare. L’accettazione con beneficio d’inventario richiede la compilazione dell’inventario dei beni entro 3 mesi dall’accettazione.

Come si calcola l’imposta di successione?

L’imposta di successione si calcola sul valore netto dell’eredità (beni meno debiti). Le aliquote variano in base al grado di parentela: 4% per coniuge e figli (con franchigia di € 1.000.000 per beneficiario), 6% per fratelli e sorelle (franchigia € 100.000), 6% per altri parenti fino al 4° grado (senza franchigia), 8% per tutti gli altri soggetti. Gli immobili si valutano sulla base della rendita catastale moltiplicata per appositi coefficienti, non sul valore di mercato.

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