Separazione consensuale con figlio maggiorenne a carico: serve l'avvocato?
Utente_Roma_2117 · 0 visualizzazioni
Si richiede l'assistenza di un legale per separazione consensuale tra coniugi con figlio maggiorenne a carico. Quest'ultimo fattore ha reso impraticabile realizzare autonomamente la separazione in comune. Cruciale quindi ricevere un preventivo ridotto all'osso.
Risposta diretta
Sì, in presenza di un figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente, la separazione consensuale non può essere conclusa in comune (procedura semplificata) e richiede obbligatoriamente il ricorso al Tribunale con l'assistenza di almeno un avvocato.
Quadro normativo
La possibilità di separarsi in comune è disciplinata dall'art. 12 del D.L. 132/2014 (convertito in L. 162/2014), che però esclude espressamente le coppie con figli minori, maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, o maggiorenni non autosufficienti economicamente. In questi casi si applica la procedura ordinaria davanti al Presidente del Tribunale, regolata dagli artt. 706 e seguenti del Codice di Procedura Civile. L'accordo di separazione deve essere omologato dal Tribunale, che verifica la tutela degli interessi del figlio a carico.
Come funziona in pratica
- I coniugi (anche con un solo avvocato condiviso se non vi sono conflitti di interesse) depositano un ricorso congiunto al Tribunale competente — nel vostro caso il Tribunale di Roma
- Il ricorso deve contenere le condizioni della separazione: eventuali accordi sull'assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne, la casa coniugale, i beni in comune
- Il Presidente del Tribunale fissa un'udienza di comparizione (in genere entro 2-4 mesi a Roma)
- All'udienza i coniugi confermano l'accordo; il giudice verifica che le condizioni tutelino adeguatamente il figlio a carico
- Il Tribunale emette il decreto di omologazione, che rende la separazione efficace a tutti gli effetti legali
- Il procedimento si conclude tipicamente in 3-6 mesi in caso di separazione consensuale senza contestazioni
Cosa conviene fare
- Valutare un avvocato unico per entrambi i coniugi: quando gli accordi sono già definiti e non vi sono conflitti, è possibile farsi assistere da un solo legale, riducendo significativamente i costi
- Preparare la documentazione in anticipo: stato di famiglia, documenti reddituali del figlio, eventuale documentazione sulla non autosufficienza economica
- Definire chiaramente l'accordo prima di rivolgersi all'avvocato (mantenimento, casa, beni): meno lavoro negoziale significa onorario più contenuto
- Richiedere un preventivo a forfait: molti studi offrono tariffe fisse per separazioni consensuali non conflittuali — a Roma i costi variano indicativamente tra 800 e 2.000 euro per parte, ma con accordo già raggiunto si può scendere sotto tale soglia
- Verificare se si hanno i requisiti per il gratuito patrocinio (ISEE sotto circa 11.746 euro): in tal caso l'avvocato è gratuito
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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