Separazione consensuale con comunione dei beni: come si dividono casa e mutuo?
Utente_san_1588 · 1 visualizzazioni
Divorzio consensuale , comunione dei beni mia moglie a Gennaio 2017 è andata a vivere in un appartamento che le ha prestato una sua amica. Abbiamo due figli maggiorenni che studiano e che sono a casa con me. Mia moglie giorno a casa nostra per occuparsi quanto possibile delle faccende domestiche. Abbiamo un appartamento di proprietà nel quale vivo tutt'ora con i due figli. Facendo un mutuo a fine 2017 abbiamo acquistato un appartamento, vicino a casa ns in modo che per mia moglie venire a casa nostra per aiuto nei lavori domestici Ad inizio 2018 abbiamo fatto un finanziamento per spese di ristrutturazione dell'appartamento acquistato a fine 2017 I rapporti tra noi sono ottimi .
Risposta diretta
In regime di comunione dei beni, tutti gli immobili acquistati durante il matrimonio — compreso l'appartamento comprato a fine 2017 — appartengono al 50% a ciascun coniuge, indipendentemente dal fatto che la moglie fosse già andata a vivere altrove. Il punto critico è che l'allontanamento fisico del 2017 non ha alcun effetto giuridico: la comunione dei beni cessa solo con la separazione legale formale.
Quadro normativo
La comunione legale dei beni è disciplinata dagli artt. 177 e seguenti del Codice Civile. Essa si scioglie, ai sensi dell'art. 191 c.c., solo con l'omologazione dell'accordo di separazione consensuale (o con l'ordinanza presidenziale nella separazione giudiziale). Ciò significa che l'appartamento acquistato a fine 2017, il relativo mutuo e il finanziamento per la ristrutturazione del 2018 ricadono tutti nella comunione, anche se la moglie aveva già lasciato la casa familiare. Per il divorzio, dopo la separazione consensuale omologata, è necessario attendere 6 mesi (L. 898/1970, art. 3, così modificato dalla L. 55/2015).
Come funziona in pratica
- La moglie che vive altrove dal 2017 non ha ancora prodotto effetti giuridici: serve avviare formalmente la separazione consensuale davanti al Tribunale o tramite negoziazione assistita (avvocati di entrambe le parti)
- L'appartamento in cui abitate voi e i figli è al 50% di ciascun coniuge — nell'accordo potete stabilire chi lo mantiene e come compensare l'altro
- L'appartamento acquistato a fine 2017 (con mutuo ancora in corso) è anch'esso al 50%: nell'accordo va deciso chi lo tiene, chi subentra nel mutuo o se venderlo
- Il finanziamento del 2018 è un debito comune: va stabilito chi lo rimborsa e come
- Poiché i figli sono maggiorenni e economicamente non autonomi (studenti), l'accordo può prevedere un contributo al mantenimento dei figli a carico del genitore con reddito più alto
- Dopo l'omologazione della separazione, bastano 6 mesi per richiedere il divorzio congiunto
Cosa conviene fare
- Procedere con la separazione consensuale: i rapporti ottimi tra voi facilitano enormemente l'accordo
- Farsi assistere ciascuno da un avvocato (anche lo stesso studio, se non ci sono conflitti di interesse reali) per redigere l'accordo e calcolare le imposte sul trasferimento degli immobili
- Valutare la negoziazione assistita come alternativa al Tribunale: più rapida e meno costosa
- Definire nell'accordo con precisione la sorte dei due mutui/finanziamenti, per evitare responsabilità solidale futura verso le banche
- Registrare l'accordo di separazione: i trasferimenti immobiliari inseriti nell'accordo di separazione beneficiano di esenzione da imposte di registro, ipotecaria e catastale (art. 19 L. 74/1987)
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Hai un'altra domanda?
Hai bisogno di un avvocato?
Invia il tuo caso — ti assegniamo un avvocato specializzato nella tua zona.