Separazione e Divorzio

Separazione conviventi non sposati: affidamento figlio e diritto alla casa

Utente_seregno_9444 · 1 visualizzazioni

Io e la mia campagna viviamo in una casa di mia proprietà insieme a suo figlio avuto da una precedente relazione di 13 anni ed a nostra figlia di due anni. non riusciamo ad andare d'accordo, lei non educa in nessuna maniera i bambini tantè che il grande è stato affidato due giorni alla settimana per due ore ad un'assistente sociale. si lamenta continuamente di tutto della casa delle cose che non funzionano ecc ma non fa mai niente per migliorare le situazioni. si lamenta anche della bambina dicendo che è troppo impegnativa. io oltre a lavorare visto che rientro alle 17:00 mediamente e il we sono a casa mi occuopo di tutto, compreso suo figlio, lei al più fa un po di pulizie. economicamente guadagna bene 100 euro anche se lavora part-time ilo guagagno circa 1800/1900 euro ed ho mensilmente 500 euro di mutuo e 300 euro di finaziamento, "debiti" fatti per la famiglia. lei contribuisce minimamente alle spese dicendo che spende molto per il figlio. io ho tutto documentato infatti faccio 3/4 della spesa mensile e provvedo ad altri pagamenti. il mio problema concreto è che lei è sempre nervosa e di malumore anche dato dal fatto che non riesce a gestire il figlio. vorrei capire come non perdere il diritto alla casa visto che di fatto è mia e che speranze ho di avere l'affidamento esclusivo di mia figlia mia compagna non sarebbe in grado né di darle una buona educazione né di mantenerla economicamente né avrebbe il tempo di stare con lei visto che facendo la commessa lavora nel we e su turni. a me interessa che mia figlia e cresca in un ambiente sano e non dove la madre litiga o con me o con suo figlio tutti i santi giorni. gli assistenti sociali sono al corrente di questa situazione. questo è quanto, grazie

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Essendo conviventi non sposati, le regole sono diverse dal divorzio: hai diritto a restare nella casa di tua proprietà, ma il giudice potrebbe assegnarne l'uso temporaneo alla madre se ottiene l'affidamento. Ottenere l'affidamento esclusivo è possibile ma richiede prove solide dell'inadeguatezza genitoriale dell'altro genitore.

Quadro normativo

La vostra situazione è regolata dall'art. 337-ter del Codice Civile (introdotto dal D.Lgs. 154/2013), che si applica indipendentemente dallo stato civile dei genitori. Il principio base è la bigenitorialità e l'affido condiviso, salvo che questo risulti pregiudizievole per il minore. L'art. 337-sexies c.c. disciplina invece l'assegnazione della casa familiare, che può essere attribuita al genitore collocatario del figlio anche se la casa appartiene all'altro genitore, ma solo finché il figlio è minorenne o non autosufficiente.

Come funziona in pratica

  • Casa di tua proprietà: la convivente non ha diritti reali sull'immobile. Puoi chiederle di andarsene, ma il Tribunale per i Minorenni (o il Tribunale ordinario) potrebbe assegnarle temporaneamente l'uso della casa se le viene affidata la bambina
  • Affido condiviso vs esclusivo: il giudice parte sempre dall'affido condiviso. L'affido esclusivo viene concesso solo se l'altro genitore è gravemente inadeguato (problemi psicologici documentati, incapacità educativa accertata, situazioni di rischio per il minore)
  • Rilevanza degli assistenti sociali: il fatto che il figlio maggiore della tua compagna sia già seguito dai servizi sociali è un elemento importante che il giudice valuterà
  • Documentazione economica: le prove che hai raccolto sulle spese sostenute e sul suo contributo minimo rafforzano la tua posizione sulla collocazione prevalente della bambina
  • Orari di lavoro della madre: i turni nel weekend e la scarsa disponibilità temporanea sono elementi valutabili per la collocazione

Cosa conviene fare

  • Rivolgiti subito a un avvocato specializzato in diritto di famiglia: devi depositare un ricorso al Tribunale per definire affidamento, collocazione e mantenimento della figlia
  • Raccogli e organizza tutta la documentazione: estratti conto, ricevute della spesa, messaggi che attestano la sua difficoltà genitoriale
  • Richiedi una relazione ai servizi sociali: poiché sono già coinvolti, una loro relazione formale sulla situazione familiare può essere decisiva
  • Non cacciare la convivente senza un provvedimento del giudice: agire autonomamente potrebbe ritorcersi contro di te nel procedimento
  • Punta sulla collocazione prevalente (non necessariamente sull'affido esclusivo, il cui standard è molto alto): ottenere che la bambina viva principalmente con te è già un risultato molto concreto e raggiungibile

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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