Separazione convivente con figli: diritti e assegno
Utente_messina_5056 · 410 visualizzazioni
Ho bisogno di un avocatto per la separazione con mio compagno che convivo per 17 anni o 2 figli una 13 una 15 lui avevo un stupendo quando gli pago 350 euro al giorno quando no lavoro gli paga 115 euro al giorno circa 6 messi fa o scoperto lui aveva un'altra donna lui non volevo che io va sa un avocatto alora per ora noi mi metti d'accordo lui mida 1500 euro al mese solo per la spesa.
Risposta diretta
Anche senza matrimonio, dopo 17 anni di convivenza e con due figli minori a carico, hai diritti importanti tutelati dalla legge. La priorità assoluta è regolare l'affidamento dei figli e l'assegno di mantenimento per loro — indipendentemente da qualsiasi accordo informale.
Quadro normativo
La tua situazione è regolata da due ambiti distinti. Per i figli, si applica il D.Lgs. 154/2013 e gli articoli 337-bis e seguenti del Codice Civile: entrambi i genitori hanno obblighi di mantenimento proporzionali al proprio reddito, indipendentemente dallo stato civile. Per la convivenza di fatto, si applica la Legge 76/2016 (Legge Cirinnà), che riconosce diritti patrimoniali ai conviventi di lunga data. Non sei sposata, quindi non esiste un assegno di separazione per te come persona — ma l'assegno per i figli è un diritto intoccabile.
Come funziona in pratica
- I figli minori (13 e 15 anni) hanno diritto a un mantenimento adeguato al tenore di vita tenuto durante la convivenza
- Il giudice calcola l'assegno considerando il reddito di entrambi i genitori: se il tuo compagno guadagna circa €350/giorno, il suo contributo deve essere proporzionato
- I €1.500/mese attuali sono un accordo informale — non è vincolante e può essere interrotto in qualsiasi momento senza conseguenze legali per lui
- Senza un provvedimento del tribunale, non hai tutele concrete in caso lui smetta di pagare
- L'affidamento condiviso è la regola generale; il giudice sente anche i ragazzi di 13 e 15 anni
- La sua infedeltà non incide sull'assegno per i figli, ma può rilevare in altri aspetti della vicenda
Cosa conviene fare
- Vai subito da un avvocato: il tuo compagno ti ha scoraggiata apposta — senza tutela legale sei in posizione di svantaggio
- Non fidarti degli accordi verbali: i €1.500/mese possono sparire domani senza che tu possa fare nulla
- Chiedi all'avvocato di depositare un ricorso al Tribunale per i minorenni o al Tribunale ordinario per fissare affidamento e mantenimento dei figli in via ufficiale
- Raccogli prove del reddito del partner (buste paga, estratti conto, contratti) per supportare la richiesta di un assegno adeguato
- A Messina puoi rivolgerti all'Ordine degli Avvocati di Messina per trovare un legale specializzato in diritto di famiglia, o richiedere il patrocinio a spese dello Stato se il tuo reddito è sotto soglia (circa €11.746 annui)
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Ti conviene contattare un avvocato?
Prima di pensare a una causa vera e propria, questa è più una domanda da un primo confronto: spesso basta capire cosa rischi davvero e quali strade hai, non serve subito un procedimento formale. Per i casi più articolati molti avvocati chiedono un contributo per lo studio della documentazione (indicativamente da €150). Scrivici: un parere veloce non costa nulla chiedere.
💬 Utente_Messina_5538
Visto che la compagna non percepisce nulla non ha diritto a nessuno riconoscimento economico visto che pensa alla cura quotidiana dei figli
Risposta diretta
Come convivente di fatto (non sposata), non hai diritto a un assegno di mantenimento personale come avviene nel divorzio. Hai però pieno diritto al mantenimento dei figli, che deve essere garantito da entrambi i genitori indipendentemente dal matrimonio.
Quadro normativo
Il riferimento principale sono gli artt. 337-bis e seguenti del Codice Civile, che disciplinano i diritti dei figli nati fuori dal matrimonio in modo identico a quelli dei figli di coppie coniugate. La Legge 76/2016 (Legge Cirinnà) tutela le convivenze di fatto, ma l'assegno di mantenimento personale per il partner non è previsto — è una prerogativa riservata agli ex coniugi. Il tuo lavoro di cura dei figli viene comunque valutato dal giudice come contributo concreto al loro mantenimento.
Come funziona in pratica
- Il mantenimento dei figli (13 e 15 anni) deve essere garantito da entrambi i genitori in proporzione al reddito: il suo reddito elevato (circa 350€/giorno quando lavora) incide significativamente sull'importo dovuto
- La tua attività di cura quotidiana è considerata dal giudice un contributo equivalente al mantenimento economico
- Puoi richiedere l'assegnazione della casa familiare: se i figli vivono con te, il giudice può assegnartela indipendentemente da chi è proprietario o intestatario del contratto d'affitto
- I 1.500€ mensili attuali sono un accordo informale: un giudice potrebbe confermarli, aumentarli o modificarli in base al reddito effettivo del padre
- Puoi chiedere anche il rimborso delle spese straordinarie per i figli (scolastiche, mediche, sportive)
- In alcuni casi la giurisprudenza riconosce al convivente che ha rinunciato alla propria carriera una compensazione economica, ma è un percorso complesso che richiede un avvocato
Cosa conviene fare
- Rivolgiti subito a un avvocato: il tuo compagno non ha alcun diritto di impedirti di farlo — è una tua libertà inviolabile garantita dalla Costituzione
- Raccogli documentazione sul suo reddito: buste paga, fatture, dichiarazioni dei redditi, F24
- Chiedi al tribunale un provvedimento urgente per formalizzare il mantenimento dei figli, così l'accordo informale diventa vincolante
- Richiedi l'affido condiviso con collocamento prevalente dei figli presso di te e contributo economico a carico del padre
- Non firmare nessun accordo economico senza prima consultare un avvocato: i 1.500€ potrebbero essere meno di quanto ti spetti per legge
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Messina_7637
Eravamo conviventi ma ci siamo lasciati.. abbiamo un bambino di otto anni...e lui come mantenimento mi vuole dare 150€....ma mi chiedevo nn deve essere tutto a metà la spesa l'affitto è le bollette quelli rivolte a nostro figlio oltre al mantenimento
Risposta diretta
Con un bambino a carico, il mantenimento non si calcola in modo fisso né si divide automaticamente a metà: deve essere proporzionale al reddito di ciascun genitore. Se il padre guadagna molto più di lei, la sua quota sarà proporzionalmente più alta — e 150€ al mese è una cifra quasi certamente inadeguata.
Quadro normativo
Anche tra conviventi di fatto (non sposati), i figli hanno gli stessi diritti dei figli di coppie sposate. La legge applicabile è l'art. 337-ter del Codice Civile, che stabilisce che entrambi i genitori devono contribuire al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito, alle proprie capacità lavorative e al tenore di vita che il figlio aveva. L'art. 316-bis c.c. rafforza questo principio: il contributo di ciascun genitore deve riflettere le sue effettive possibilità economiche.
Importante: tra conviventi non esiste il diritto all'assegno di mantenimento tra partner (quello spetta solo ai coniugi in caso di separazione). Il contributo riguarda esclusivamente i figli.
Come funziona in pratica
- Il giudice calcola il mantenimento considerando il reddito di entrambi i genitori (buste paga, dichiarazioni dei redditi, anche lavori in nero o saltuari)
- Se il padre guadagna 350€ al giorno (circa 7.000-8.000€/mese), il tribunale gli attribuirà una quota molto più alta del 50%
- Oltre al mantenimento mensile ordinario, le spese straordinarie (scuola, medico, sport, dentista, libri) vengono di solito divise al 50% tra i genitori, oppure in proporzione ai redditi
- Lei, occupandosi della casa e dei figli, contribuisce già in modo concreto al loro mantenimento
- L'accordo verbale non è vincolante: solo un accordo scritto omologato dal tribunale (o un provvedimento del giudice) è esecutivo
Cosa conviene fare
- Non accettare i 150€ come cifra definitiva: è un importo chiaramente sproporzionato rispetto al reddito dichiarato del padre
- Raccogliere prove del suo reddito: contratti, bonifici ricevuti, messaggi in cui parla dei suoi guadagni, estratti conto
- Rivolgersi subito a un avvocato specializzato in diritto di famiglia a Messina per depositare un ricorso al Tribunale per i minorenni o al Tribunale ordinario per la regolamentazione dell'affidamento e del mantenimento
- Chiedere al giudice anche la disciplina delle spese straordinarie per evitare futuri conflitti su ogni singola spesa
- Se è in difficoltà economica, potrebbe avere diritto al gratuito patrocinio (assistenza legale gratuita a spese dello Stato), se il reddito familiare è sotto soglia
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
💬 Utente_Messina_2526
Lui prende 1600€ al mese penso che 150€ per il mantenimento del figlio siano pochi
Risposta diretta
Poiché non siete sposati, non hai diritto a un assegno di mantenimento per te stessa (la convivenza di fatto non equipara il partner al coniuge). Tuttavia, i tuoi figli di 13 e 15 anni hanno lo stesso diritto al mantenimento dei figli di coppie sposate, e questo diritto è assoluto e proporzionale al reddito del padre.
Quadro normativo
L'art. 337-ter del Codice Civile stabilisce che entrambi i genitori devono contribuire al mantenimento dei figli in proporzione al proprio reddito, al tenore di vita della famiglia e alle esigenze dei minori. La Legge 76/2016 (Legge Cirinnà) disciplina le convivenze di fatto, ma per i figli la tutela è identica a quella prevista per il matrimonio. L'accordo economico fatto tra voi privatamente (i 1.500 € mensili attuali) non è vincolante né eseguibile legalmente senza un provvedimento del giudice.
Come funziona in pratica
- Il giudice calcola il mantenimento considerando il reddito di entrambi i genitori: se lui guadagna circa 1.600 € al mese (o una media equivalente con i giorni lavorati), la sua quota sarà fissata proporzionalmente
- Con 2 figli adolescenti a carico, i giudici del Tribunale di Messina tengono conto anche di spese straordinarie (scuola, sport, salute), non solo del vitto quotidiano
- Se il reddito è variabile (es. 350 €/giorno lavorato, 115 €/giorno non lavorato), il giudice calcola una media dei redditi degli ultimi anni, spesso richiedendo la dichiarazione dei redditi
- La tua fedeltà o infedeltà della coppia non incide sul mantenimento dei figli
- Nessuno può impedirti legalmente di consultare un avvocato: è un tuo diritto fondamentale
Cosa conviene fare
- Rivolgiti subito a un avvocato specializzato in diritto di famiglia: l'accordo informale può essere revocato in qualsiasi momento e non ti protegge
- Raccogli documenti che attestano il reddito del padre: buste paga, dichiarazioni fiscali, estratti conto
- Chiedi al Tribunale di Messina un ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli: il giudice fisserà importi certi e obbligatori
- Se non hai risorse economiche, potresti avere diritto al gratuito patrocinio (da valutare con un avvocato in base al tuo ISEE)
- Documenta tutte le spese sostenute per i figli: saranno utili in udienza
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
Hai un'altra domanda?
Hai una separazione o un divorzio a Messina?
Ti mettiamo in contatto con un avvocato specializzato in Separazione e Divorzio della zona di Messina per tutelare te e i tuoi figli. Invia il tuo caso: il preventivo è gratuito.