Divorzio in Italia con matrimonio celebrato in Romania: è possibile?
Utente_roma_9878 · 1 visualizzazioni
Ho bisogno di un avvocato esperto di divorzi. mi chiamo [utente], ho 30 anni, sono rumena, vivo in Italia da 10 anni dove ho anche la residenza fiscale. Sono sposata con un uomo rumeno. Il matrimonio è avvenuto in Romania 11 anni fa. Abbiamo 4 figli in comune. Abbiamo bisogno di fare il divorzio in modo tale che ognuno di noi si può rifare una propria vita. Volevo sapere se è possibile effettuare il divorzio in Italia, separando anche i figli (2 a me e 2 a lui) visto che ormai viviamo qui. In caso di risposta positiva, volevo sapere i tempi, i modi e la spesa da sostenere. Grazie.
Risposta diretta
Sì, è possibile divorziare in Italia anche se il matrimonio è stato celebrato in Romania. Poiché entrambi i coniugi risiedono abitualmente in Italia, i tribunali italiani hanno piena giurisdizione e si applica la legge italiana.
Quadro normativo
La materia è regolata da diverse fonti
- Regolamento UE Bruxelles II-ter (n. 2019/1111) — attribuisce la giurisdizione al paese di residenza abituale dei coniugi; vivendo entrambi in Italia, il tribunale italiano è competente
- Regolamento Roma III (n. 1259/2010) — determina la legge applicabile al divorzio; in assenza di scelta espressa, si applica la legge del paese di residenza comune, ovvero la legge italiana
- Legge 898/1970 e Legge 55/2015 (cosiddetto "divorzio breve") — disciplinano i tempi e le modalità del divorzio in Italia
- Art. 337-ter c.c. — regola l'affidamento dei figli minori in caso di crisi familiare
Come funziona in pratica
- Prima del divorzio, la legge italiana richiede una separazione legale preventiva
- Con la separazione consensuale (accordo tra i coniugi su tutti i punti), è sufficiente attendere 6 mesi dal deposito del ricorso per poi chiedere il divorzio
- Con la separazione giudiziale (senza accordo), il termine sale a 12 mesi
- Riguardo ai figli: i tribunali italiani privilegiano l'affidamento condiviso, con i minori residenti principalmente presso uno dei genitori. La proposta di assegnare 2 figli a ciascun genitore (cosiddetto affidamento separato dei fratelli) è generalmente sconsigliata dalla giurisprudenza italiana, che tende a mantenere uniti i fratelli nel loro superiore interesse
- Il giudice valuterà attentamente ogni accordo sui figli e potrà non omologarlo se lo ritiene contrario al loro benessere
- I tempi totali per una procedura consensuale si aggirano su 12-18 mesi; quella giudiziale può richiedere 3-5 anni o più
- I costi per una separazione consensuale partono da circa 1.500-3.000 € di onorari legali più il contributo unificato; la procedura contenziosa può essere significativamente più costosa
Cosa conviene fare
- Rivolgersi subito a un avvocato specializzato in diritto di famiglia internazionale, data la presenza dell'elemento straniero (matrimonio celebrato in Romania)
- Puntare a una separazione consensuale: è più rapida, meno costosa e meno traumatica per i figli
- Elaborare con l'avvocato un piano genitoriale dettagliato che regoli tempi, modalità di visita e mantenimento dei figli — è la chiave per ottenere l'omologa del tribunale
- Riconsiderare la divisione 2+2 dei figli: proporre invece un affidamento condiviso con residenza prevalente presso uno dei genitori è la soluzione più facilmente approvata dal giudice
- Verificare se si ha diritto al gratuito patrocinio (assistenza legale gratuita a carico dello Stato) qualora il reddito familiare annuo sia inferiore a circa 11.746 €
Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.
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