Separazione e Divorzio

Mantenimento figli non rispettato: come far valere la sentenza di divorzio?

Utente_mozzanica_4720 · 2 visualizzazioni

Sono una donna divorziata con due figli , una di 21 e uno di 16 anni ,come da sentenza di divorzio il padre avrebbe dovuto versare in base al suo stipendio da dipendente a tempo indeterminato 350 euro di mantenimento dei figli fino all'indipendenza economica. In passato ho concesso che me ne dasse di meno e che non contribuisce alle spese extra per non gravare troppo su di lui ma ora vista la pandemia mi trovo in difficoltà economica essendo in cassa integrazione e in quanto la figlia maggiorenne lavora poche ore a settimana con contratto a chiamata,non è indipendente economicamente ma in quanto maggiorenne non percepisco più nessun mantenimento per lei su scelta scelta del padre, per il minore invece non ho mai percepito i 350 euro stabiliti ma solo 300 . Posso ora chiedere che il padre rispetti la sentenza e i 350 euro stabiliti per il minore e comunque una parte anche per la maggiorenne in quanto a carico mio e non indipendente? è il caso di affrontare una causa legale?

⚖️ Risposta dell'Avvocato AIAvvocatoFlash · basato su 50.000+ pratiche

Risposta diretta

Sì, puoi esigere che il padre rispetti integralmente la sentenza di divorzio per il figlio minore, compreso il recupero delle somme non versate. Puoi inoltre richiedere al tribunale che venga ripristinato il mantenimento per la figlia maggiorenne, poiché non è ancora economicamente indipendente.

Quadro normativo

L'obbligo di mantenimento dei figli è disciplinato dall'art. 337-ter del Codice Civile, che impone a entrambi i genitori di contribuire al mantenimento in proporzione al proprio reddito. L'art. 337-septies c.c. estende espressamente tale obbligo ai figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, senza un limite d'età automatico. Il padre non può interrompere unilateralmente il mantenimento al compimento dei 18 anni: solo il giudice può dichiarare cessato l'obbligo, accertata la reale indipendenza economica. Per far rispettare i provvedimenti già emessi, si applica l'art. 709-ter c.p.c., che consente al giudice di adottare misure sanzionatorie nei confronti del genitore inadempiente.

Come funziona in pratica

  • Per il figlio minore: la sentenza stabilisce €350 mensili. Il fatto che tu abbia accettato €300 informalmente non ha valore giuridico — le rinunce ai diritti dei figli non sono valide se non omologate dal tribunale. Puoi richiedere il pagamento degli arretrati e l'adempimento integrale.
  • Per la figlia maggiorenne: lavorare poche ore con un contratto a chiamata non equivale a indipendenza economica. Dovrai dimostrare al giudice che non è autosufficiente (buste paga, estratti conto, situazione abitativa a tuo carico).
  • Mutamento delle circostanze: la tua attuale cassa integrazione è un elemento rilevante che puoi portare in giudizio per richiedere anche una revisione in aumento dell'assegno, qualora il reddito del padre lo consenta.
  • Esecuzione forzata: se il padre continua a non pagare, puoi attivare il pignoramento dello stipendio direttamente presso il suo datore di lavoro, essendo un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Cosa conviene fare

  • Raccogli le prove dei pagamenti ricevuti: bonifici, assegni, messaggi — tutto ciò che dimostra i versamenti inferiori al dovuto.
  • Documenta la situazione economica della figlia: contratto a chiamata, buste paga, attestazione che vive con te a tuo carico.
  • Valuta il ricorso in tribunale: puoi presentare un ricorso per inadempimento (art. 709-ter c.p.c.) chiedendo contemporaneamente il rispetto della sentenza per il minore e la ripresa del mantenimento per la maggiorenne.
  • Consulta un avvocato specializzato in diritto di famiglia: il caso è ben fondato e le probabilità di successo sono concrete. Verifica anche se hai diritto al gratuito patrocinio dato il reddito ridotto da cassa integrazione (ISEE sotto €11.746,68).
  • Non ritardare: gli arretrati si prescrivono in 5 anni, agisci prima di perdere somme già maturate.

Questa risposta è generata da intelligenza artificiale e ha scopo puramente informativo. Non costituisce consulenza legale professionale.

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